Per centinaia d’anni la progettazione di qualsiasi cosa ha sempre posto problemi di accessibilità. Non è certo una questione limitata ai siti web: dall’accesso ad un edificio agli ascensori, dalle automobili alle prese di corrente in cucina, dalla televisione ai giochi per bambini, sono tutte situazioni in cui, volendo, ci si trova ad affrontare l’argomento “accessibilità” dell’oggetto. La soluzione al problema è sempre stata che il progettista, usando la sua esperienza in materia, prende delle decisioni ragionate per rendere l’oggetto in questione usabile (o leggibile, o accessibile) dalla grande maggioranza delle persone. Conservando allo stesso tempo un dato margine di controllo sull’estetica e sulle funzionalità. E gli altri? Beh, semplicemente si sono adattati ad usare quell’oggetto come meglio potevano, magari aiutandosi con appositi ausili. In termini spiccioli, se il libro aveva dei caratteri troppo piccoli, l’ipovedente si comprava una bella lente d’ingrandimento.
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Lucilleidi incontra La Pupa
Dopo la pausa Natalizia, riprende puntuale la rubrica più curiosa della blogosfera, quella che s’impiccia dei fatti dei blogger, che li rincorre in giro per la rete, estorcendo loro risposte ad improbabili domande di cui nessuno ancora ha svelato l’origine. Ora che la Befana (o i Re Magi, se abiti in Spagna) ha fatto il suo dovere e s’è portata via tutte le feste, ora che stiamo ancora imparando a scrivere l’anno nuovo nelle date sui documenti, non c’è nulla di meglio che rifocillare la mente ascoltando cosa hanno risposto le due veterane del mezzo informatico invitate oggi nel mio salotto virtuale: Lucilleidi e La pupa c’ha sonno (indicata con la P nel seguito). La prima è un’attrice che vive (beata lei) di teatro, la seconda è una trentacinquenne, milanese, scienziata politica.
Sono ancora vivo
Appena tornato dal dentista (o meglio oral surgeon) che, in anestesia totale, m’ha tolto ben tre denti del giudizio 🙂 Sono ancora con la faccia mezza addormentata, ma per fortuna m’ha dato una bella boccetta piena di farmaci antidolorifici (sia lodato l’inventore dei pain killers) da prendere all’occorrenza. Ed intanto qui nevica. Per la seconda volta in vita mia ho avuto modo di guidare a New York, accompagnato dalla moglie che poi m’ha riportato a casa 🙂 Ora che non ho denti del giudizio, avrò meno giudizio anch’io, chissà?
Il robot pulisce in casa
Sono passati vari mesi dall’acquisto del nostro iRobot Roomba 535, ed ormai è diventato uno di famiglia, anche se non certo ai livelli del film L’uomo bicentenario, con un eccezionale Robin Williams. Un aspirapolvere con le ruote, lo descriverei in due parole: la sua “intelligenza artificiale” gli consente di andare in giro per la stanza da pulire, risucchiando polvere, peli e sporcizia varia (niente liquidi, mi raccomando, al robot non piace bere). Avevo promesso che avrei scritto una recensione in merito, ma ho voluto provarlo nelle situazioni più difficili (tappeti del salotto, scale, fili sul pavimento e via dicendo). Il breve video allegato qui sotto, con protagonista il nostro fedele domestico, non mostra nulla di particolarmente complesso per lui, ma solo come gironzola a caccia di sporco. Leggi il resto di Il robot pulisce in casa
La colonna sonora s’aggiorna
Era un pezzo che non mettevo mano ai brani musicali di questo blog, quelli che puoi ascoltare cliccando sulla piccola icona con le note musicali qui a fianco nella barra laterale scorrevole 🙂 Ho dato una bella ripulita per il 2010, ed ho riorganizzato il player che, nel frattempo, non funzionava più come doveva. Eh già, questi servizi cambiano da un giorno all’altro senza manco avvisarti. D’altro canto, come si dice, a caval donato non si guarda in bocca! Tra i nuovi ingressi, un po’ di Celentano dei tempi in cui io e la moglie ci siamo fidanzati, ed un po’ di musica unz unz che non fa mai male per risollevare il morale di una giornata grigia. Check it out!
Il forte più amato dai francesi
Allora, non so come, non so perché, ma l’altro giorno mentre tornavo a casa in autobus, m’è venuta in mente una trasmissione che ero solito guardare sul canale francese che “misteriosamente” ricevevo in Italia insieme alle televisioni del Belpaese. Io di francese non capisco molto, a squola ho imparato solo l’inglese (per fortuna, altrimenti col ciufolo che potevo venirmene in America). Però Fort Boyard riuscivo a seguirlo ugualmente, forse perché lo scopo del gioco è intuitivo, e non serve un genio a capire di che si tratta. Ora dal sito francese, mi pare di capire che lo facciano ancora, e mi piacerebbe tanto guardarlo ancora: è stata la trasmissione che ho più amato in generale (a parte il Pranzo è servito, ma quella è un’altra storia). Mi son sempre chiesto come mai non abbiano mai esportato il format né in Italia né in America. Sebbene anni fa esistevano, basati sulla stessa idea, i Giochi senza Frontiere. E qui negli USA ci siano tanti spettacoli in cui i concorrenti vengono messi alla prova in tutto, dalla cucina ai lavori domestici (il più vicino credo sia Fear Factor). Tu l’hai mai seguito? Leggi il resto di Il forte più amato dai francesi
Il gioco dei tre fogli di stile
Come avevo promesso tante e tante volte, inizierò finalmente a svelarti i segreti che si nascondono dietro le quinte del mio tema. Questo non equivale a rilasciare il tema al mondo, ma almeno cerca di apprezzare lo sforzo 🙂 Passo dopo passo, voglio aiutarti a rendere anche il tuo blog più accessibile e facile da aggiornare. Non so ancora quante puntate ci vorranno, in questi anni ne ho aggiunte di cose. Ma so da dove iniziare: i fogli di stile. Che stanno alla base di qualsiasi template si prenda in considerazione. Un vestito, per durare nel tempo, deve essere cucito bene ed usare stoffa di qualità, altrimenti basterà qualche lavaggio per renderlo già vecchio ed inutilizzabile. La stessa cosa vale per il “vestito” del tuo sito. Leggi il resto di Il gioco dei tre fogli di stile
Cattive notizie dal dentista
Per anni ho cercato di rimandare la dolorosa realtà dei fatti. I miei denti del giudizio era spuntati silenziosamente, senza alcun fastidio vari anni fa. Da sempre se ne stanno belli al calduccio ai due angolini in basso, ben piantati nella mia mandibola. Stando però al parere insindacabile della nuova giovane dentista russa presso cui sono in cura, i due inquilini stanno spingendo troppo il resto dei denti per farsi spazio, e rischiano di mettere a repentaglio la buona salute anche delle gengive. Verdetto finale: levarli entrambi. E poi fare una bella pulizia profonda ed accurata del resto, per porre rimedio ad alcune “tasche” che si sono formate nel frattempo. Pare si tratti di un vero e proprio mini intervento (tant’è che lo specialista da cui devo andare qui è chiamato oral surgeon, e non semplicemente dentist), spero solo di sopravvivere a pinze e trapani per raccontare com’è andata. Secondo te, il fatto che lo studio dentistico si chiami AC-Dental, dovrebbe preoccuparmi?