due chiacchiere

Più televisione per tutti

No, non è uno slogan alla Berlusconi, quello del titolo, ma una frase per condensare quello che penso delle trasmissioni sui canali televisivi americani. Quando dico “per tutti” intendo proprio nessuno escluso: bambini, uomini d’affari, casalinghe, stranieri che vogliono imparare l’inglese e… non udenti. Questi ultimi, in particolare, qui sono trattati con un riguardo particolare. Me ne accorgo dai sottotitoli, quelli che in Italia si trovano, non sempre, alla pagina 777 del Televideo. Qui li mettono veramente su tutto: film e telefilm, pubblicità, trasmissioni di intrattenimento, spettacoli, ma soprattutto sui notiziari. Immagina cosa sarebbe poter dare la possibilità ai non udenti di seguire Amici di Maria De Filippi, il telefilm La Squadra oppure il TG3 delle 19.

Credo che nel Belpaese, l’informazione sottotitolata fosse offerta solo da un’edizione del TG2 ed ora anche alle 15 da RaiTre con il linguaggio dei segni. Peccato che si tratti spesso di un contenuto “zoppo”, dato che i servizi non sempre riportano i sottotitoli, e certamente non ci sono servizi dai corrispondenti nel telegiornale di Raitre. Qui, invece, dove il commercio è l’anima dell’intera Nazione, persino le pubblicità vengono sottotitolate: perché in fondo anche un non udente ha diritto di conoscere le promozioni in corso al supermercato, le caratteristiche di una nuova automobile o le doti rinfrescanti del bagnoschiuma.

L’anello al naso, come dice un mio amico

Non so quale sia la situazione in altri Stati dell’Unione Europea, anche se ad esempio in Spagna alcune pubblicità ricordo fossero sottotitolate, ma in Italia siamo proprio all’età della pietra in questo senso. Si fanno pomposi convegni sull’accessibilità della rete, sui siti fatti secondo i corretti criteri per rendere fruibile al maggior numero possibile di persone l’informazione, e poi nessuno pensa al mezzo di comunicazione tutt’oggi più diffuso nelle case italiche. La vera democrazia non si vede solo nei programmi elettorali dei partiti, ma anche nelle piccole faccende quotidiane. Anche per chi, come me, trova nei sottotitoli un aiuto insostituibile per imparare l’inglese.

Commenti

  1. zardo ha scritto:

    In Italia paghiamo una tassa per vedere la televisione pubblica. E fanno la pubblicità di questa tassa…

  2. Trap ha scritto:

    no comment 🙁 sarebbe comodo per me…

  3. camu ha scritto:

    Trap, concordo pienamente… ti assicuro che per me è davvero comodo, in fondo non comprendendo la lingua parlata al 100% è come essere non udente anch’io. Il fatto che soprattutto il notiziario riporta i sottotitoli, è una vera benedizione!
    Zardo, però ho notato che quest’anno la voce non diceva quant’era la cifra da pagare, forse si sono vergognati persino loro! Non solo, ora pare che la Rai intenda far pagare il canone anche a chi possiede un computer… in Italia si va indietro, mentre il resto del mondo avanza!

  4. Trap ha scritto:

    No, la cifra l’hanno riportata a fine spot 🙂

  5. camu ha scritto:

    Si, ma non viene pronunciata dalla voce fuori campo 😛 Così almeno ai non vedenti non gli piglia un accidenti!

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