due chiacchiere

Rifarsi il letto la mattina

Da buon rappresentante del segno della vergine (non che io creda agli oroscopi), sono sempre stato una persona più o meno ordinata, a cui piace che le cose siano messe al proprio posto. Già dai tempi dell’università, quando abitavo per conto mio, ad esempio, ero solito rifarmi il letto prima di andare al lavoro. Chi l’avrebbe mai detto che quell’abitudine mi avrebbe aiutato a dare un’impostazione più positiva alla mia vita, stando al video qui sotto, un passaggio del discorso di fine anno pronunciato nel lontano 2014 dall’ammiraglio McRaven all’Università di Austin in Texas. Certo, il mondo lì fuori sarà sempre caotico e sempre più popolato da matti scatenati che giocano con le nostre sorti come se nulla fosse, rendendoci più poveri, meno educati, e sempre più aggressivi gli uni nei confronti degli altri. Ma almeno quel piccolo senso di orgoglio di aver rifatto il letto, non può togliercelo nessuno.

Quindi, se vuoi cambiare il mondo, inizia rifacendo il tuo letto. Se rifai il letto ogni mattina, avrai completato il primo compito della giornata. Ti darà un piccolo senso di orgoglio e ti incoraggerà a svolgere un altro compito, e un altro, e un altro. E alla fine della giornata, quel singolo compito completato si sarà trasformato in molti compiti portati a termine. Rifare il letto rafforzerà anche il fatto che le piccole cose nella vita contano. Se non riesci a fare bene le piccole cose, non riuscirai mai a fare bene le grandi cose. E se per caso avrai una giornata terribile, tornerai a casa e troverai un letto rifatto. Che hai rifatto tu. E un letto rifatto ti dà la speranza che domani sarà migliore.

Per superare l’addestramento SEAL, ci sono una serie di lunghe nuotate da completare. Una è la nuotata notturna. Prima della nuotata, gli istruttori illustrano con entusiasmo agli allievi tutte le specie di squali che abitano le acque al largo di San Clemente. Ti assicurano, però, che nessuno studente è mai stato mangiato da uno squalo, almeno per quanto ricordano. Ma ti insegnano anche che se uno squalo inizia a girarti intorno, devi mantenere la posizione. Non nuotare via. Non mostrare paura. E se lo squalo, affamato di uno spuntino di mezzanotte, si lancia verso di te, allora raccogli tutta la tua forza e colpiscilo sul muso, e lui si girerà e si allontanerà. Ci sono molti squali nel mondo. Se vuoi completare la nuotata, dovrai affrontarli. Quindi, se vuoi cambiare il mondo, non tirarti indietro davanti agli squali.

Dopo alcune settimane di duro addestramento, la mia classe SEAL, che era iniziata con 150 uomini, si era ridotta a soli 42. C’erano ora sei equipaggi di barca di sette uomini ciascuno. Io ero nella barca con i più alti, ma il miglior equipaggio era composto dai più bassi, li chiamavamo “i Munchkin”. Nessuno superava il metro e sessantacinque. C’era un nativo americano, un afroamericano, un polacco-americano, un greco-americano, un italo-americano e due ragazzi tosti del Midwest. Remavano, correvano e nuotavano meglio di tutti gli altri equipaggi. Gli altri li prendevano in giro bonariamente per le loro piccole pinne, ma erano sempre loro ad arrivare primi. Dimostrando che la determinazione conta più di tutto. L’addestramento SEAL era un grande equalizzatore. Contava solo la volontà di riuscire, non il colore della pelle, né l’origine, né l’educazione. Se vuoi cambiare il mondo, misura una persona dal cuore, non dalla taglia delle pinne.

La nona settimana è chiamata “Hell Week”. Sei giorni senza dormire, sotto pressione costante. Un giorno si svolge nelle paludi di fango. Un luogo dove il fango ti inghiotte completamente. Si resta lì per ore al freddo. Gli istruttori cercano di farti mollare. Quando il sole tramonta, siamo costretti a entrare nel fango. Il fango ci copriva fino alla testa. Ci dissero che bastavano cinque persone che si arrendessero per uscire. Solo cinque. Alcuni stavano per cedere. Mancavano ancora ore all’alba. Faceva un freddo terribile.

Poi una voce iniziò a cantare. Stonata, ma piena di energia. Una voce divenne due, poi tre. Alla fine cantavamo tutti. E il fango sembrava meno freddo. Ho imparato il potere della speranza. Una persona può cambiare il mondo. Dando speranza agli altri.

Inizia ogni giorno completando un compito. Rispetta tutti. Non arrenderti mai. E renderai il mondo migliore. E ciò che inizia qui può davvero cambiare il mondo in meglio.

Commenti

  1. Katrina Uragano ha scritto:

    Per me pulizia e ordine vengono sempre al primo posto.
    Però il letto lo rifaccio sempre dopo avergli fatto prendere almeno 1 ora di aria.
    Baci.

    Risposte al commento di Katrina Uragano

    1. camu ha scritto:

      Interessante, non avevo mai pensato a far prendere aria al letto. Alla stanza si, lascio spesso la finestra appena aperta giusto per fare entrare un po’ d’aria.

  2. Piero_TM_R ha scritto:

    In giovane età (mmma mia mi sento vecchio e ho “solo” 49 anni) ero terribilmente disordinato, nel mio caos ci capivo e andava bene così, solo mio padre lamentava il caos che lasciavo in camera, però mia madre mi ha sempre rifatto il letto e questa cosa mi si è trasferita, non riesco a pensare di lasciarlo sfatto.
     
    Crescendo (invecchiando va bene!) questa cosa è mutata, ora sono infastidito dal disordine e tendo a riporre le cose al loro posto dopo averle usate e cerco di mantenere un certo ordine intorno a me. Mia moglie e mio figlio sono parecchio disordinati quindi brontolo e cerco di spronarli a rimettere a posto le cose che lasciano a mezzo.
     
    Questa cosa ho notato che l’ho acquisita usando il computer, il desktop deve essere pulito e minimale, non concepisco file e cartelle abboandonate li a fare disordine, tutto viene sistemato in cartelle e catalogato. Mi definisco metodico, faccio quasi sempre le stesse cose con lo stesso ordine cercando di migliorare e modificare il processo per ottimizzare tempi e risorse mentali e fisiche, mia moglie alle volte mi definisce noioso per questa mia particolarità, ma visto che riordino mi lascia fare con sua somma soddisfazione.
     
    C’è una frase, direi del ventennio, che però mi è sempre piaciuta “ordine e disciplina” qualità che oggi nel mondo mancano terribilmente.

    Risposte al commento di Piero_TM_R

    1. camu ha scritto:

      Ma allora siamo pure coetanei 🙂 Ed io che pensavo che tu fossi molto più giovane di me 😛 Come dico sempre io, non è l’età anagrafica che conta, ma quella della mente. E da quel punto di vista, davvero sei molto giovane!! 
       
      Complimenti a parte, anch’io ho seguito più o meno lo stesso percorso. Ma ora, alla veneranda di 51 anni, le mie figlie sanno che con papà bisogna tenere le cose almeno un po’ a posto. Ed io cerco sempre di dare il buon esempio, rassettando l’appartamento prima che loro vengano a trovarmi per il fine settimana. Ma capisco che alla loro età da adolescenti, mettere le cose al proprio posto sia l’ultimo dei loro pensieri, con tutti i TikTok che devono finire di guardare 😒
       
      Anche il mio desktop è molto minimalista, penso si sia capito da come mi descrivo sul blog. Una volta ho quasi avuto un ictus guardando il desktop pieno zeppo di icone di un collega al lavoro 😅 Non capisco come riescano a trovare le cose.
       
      Ed ovviamente, ordine e disciplina è il mio mantra da sempre. Il fatto che io sia del segno della Vergine, non aiuta hehe.

      Risposte al commento di camu

      1. Piero_TM_R ha scritto:

        Sono solito direi che le donne maturano, gli uomini invecchiano. Lo prendo come un complimento, cerco di mantenermi in movimento, chi si ferma è perduto.

        Risposte al commento di Piero_TM_R
        1. camu ha scritto:

          Gli uomini invecchiano come il vino buono. Comunque questa tua frase me la rivendo volentieri 🙂

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