due chiacchiere

Un respiro prima degli esami

Ho iniziato questa “tradizione” tre anni fa, quando scrissi un articolo in cui davo alcuni consigli pratici per chi si apprestasse a superare gli esami a scuola. L’anno scorso mi sono soffermato su un problema particolare, l’alitosi. Quasi nessuno se ne accorge, ma l’alito cattivo è più diffuso di quello che possiamo immaginare. Ricordo sempre con terrore una persona che conoscevo in Italia, che non si rendeva conto degli effluvi pestilenziali che uscivano dalla sua bocca: starle accanto era una tortura, ogni volta. Oggi invece voglio concentrarmi sul fattore psicologico. Nottate insonni sui libri, giorni chiusi in casa in compagnia di caffé ultraconcentrati, redbull e simili, sedie come palcoscenico per la propria orazione e l’ansia “da prestazione” a tormentare ogni momento della giornata. Ecco allora qualche consiglio utile per affrontare nel pieno delle proprie forze mentali la prova.

Il decalogo dello studente

  1. Studiare principalmente la mattina: appena svegli la mente è riposata, si apprende meglio e con più velocità.
  2. Durante la preparazione agli esami cercare di dormire almeno otto ore per notte.
  3. Concedersi le giuste pause. Studiare per trenta/quaranta minuti di seguito e riposarsi per dieci, ascoltando la propria musica preferita.
  4. Non ridursi all’ ultimo momento (ma va?)
  5. Studiare in gruppo può essere una buona soluzione per verificare quanto si è appreso.
  6. Annotare le parole-chave e i concetti cardine aiuta a ricordare.
  7. Rileggere più volte un paragrafo o un intero capitolo da imparare.
  8. Evitare di tenere alto il volume dello stereo e della TV mentre si studia.
  9. Non imparare la lezione a memoria, ma cercare di capire.
  10. Ripetere a voce alta.

Commenti

  1. Andrea Pinti ha detto:

    Camu, ottimo articolo, ti sei però dimenticato il punto fondamentale, cioè l’undicesimo: Fai in modo di avere tanto tanto culo, perché ogni esame che si rispetti dipende anche da quello.

  2. camu ha detto:

    @Andrea Pinti: eh ma quello mica dipende dal candidato… se la Dea Bendata ha deciso di baciarti o meno, tu non puoi farci nulla. Almeno con gli altri 10 punti le puoi dare una mano eh eh

  3. Tommy David ha detto:

    Io al punto 8 direi tout court: evitare di tenere accesi stereo o tv mentre si studia.

  4. camu ha detto:

    @Tommy David: beh, io ricordo quando studiavo disegno e storia dell’arte al liceo, e dovevo disegnare quelle prospettive assurde sui fogli a3 della fabriano con la china… in quel caso la musica aiutava alla grande 🙂 E poi dipende da che musica ascolta lo studente, nel mio caso quando si trattava di ripetere, a volte un po’ di jazz in sottofondo non era male!

  5. Tommy David ha detto:

    Oh, per quel tipo di compiti sì. Io pensavo piuttosto alla preparazione di un esame universitario orale umanistico… 😉

  6. Emanuele ha detto:

    “Non ridursi all’ultimo momento”. Ci vorrebbe adesso un decalogo per rispettare questo punto! 😛
    Ciao,
    Emanuele

  7. Musicaman ha detto:

    Molto interessante. Io credo che un buon metodo di studio sopperisca a tutte le difficoltà e le distrazioni varie.
    Ad esempio, usare il dizionario o dei glossari, fare molti schizzi o esempi e in particolare non permettere a se stessi di continuare lo studio se qualcosa non è chiaro, o se la voglia passa ma tornare indietro fin dove tutto andava bene cercare parole o concetti poco chiari di li indietro!!! Questo il mio consiglio, con me funziona!!! Buona fortuna

  8. camu ha detto:

    @Musicaman: io avevo una lavagnetta in camera che usavo per disegnare e scrivere formule. La mia memoria visiva è molto buona in effetti, e concretizzare un concetto in forma di disegno mi ha aiutato in molte occasioni!

  9. jgor ha detto:

    Io ero strano ma:

    Il decalogo dello studente

    1. Studiare principalmente la mattina: appena svegli la mente è riposata, si apprende meglio e con più velocità.

    (Ho sempre dato il meglio la notte)

    2. Durante la preparazione agli esami cercare di dormire almeno otto ore per notte.
    (Dormivo la mattina mentre la notte prima degli esami era rigorosamente in bianco)

    4. Non ridursi all’ ultimo momento (ma va?)
    (solo una volta, solo per un esame, e per una botta di fortuna l’ho passato … anche bene, ma è stato un caso.)

    6. Annotare le parole-chave e i concetti cardine aiuta a ricordare.
    (io facevo riassunti e poi riassunti dei riassunti)
    9. Non imparare la lezione a memoria, ma cercare di capire.
    (mai avuta tanta memoria, grazie a questo mi sono salvato dal diventare ING. ^_^)

  10. davide ha detto:

    E chi deve studiare mentre lavora? Perchè lì è davvero impossibile rispettare i tuoi punti.. Soprattutto quello delle ore di sonno.. ma anche il 3 4 e 5. Sigh.. 😐

  11. (Lady).Chobin ha detto:

    Ora ho capito perchè non ho mai saputo studiare.
    Mi sono sempre ridotta all’ultimo
    Non ho praticamente Mai studiato di mattina, di notte si
    Non ho quasi mai dormito più di 5 ore a notte
    Ho sepmre avuto radio accesa durante lo studio o un sacco di gente intorno che parlava e faceva casino.
    Non ho MAI ripetuto ad alta voce o fatto riassunti.
    Chissà come sarebbe andata se avessi seguito il tuo decalogo.

  12. camu ha detto:

    @jgor: a quanto pare tu sei l’eccezione alla regola allora 😉
    @davide: mi hai dato un buon suggerimento per l’anno prossimo allora! se non mi scordo, parlerò di questa categoria particolare di studenti…
    @(Lady).Chobin: beh, ma spero che anche senza decalogo, tu sia riuscita a superare gli esami 🙂

  13. (Lady).Chobin ha detto:

    fino alla laurea triennale si, poi non sono più andata avanti.

  14. jgor ha detto:

    Cosa vuoi ^_^ solo a qualche punto 😀
    l’importante era studiare e sapere cosa ^_^

  15. camu ha detto:

    @(Lady).Chobin: ed hai fatto bene, secondo me 🙂 Sempre di più noto che ai giorni d’oggi (lo diceva anche un articolo del Time, un paio di settimane fa) conta l’esperienza e la voglia di fare, e sempre meno il titolo. Tanto più che l’università di oggi è sempre più lontana dalla realtà lavorativa in cui poi ci si trova, dopo la laurea. E quindi non prepara i giovani, se non dandogli una visione più “flessibile” del mondo circostante ed insegnando loro a ragionare. Ma nello specifico, una laurea triennale è più che sufficiente!
    @jgor: verissimo!

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