Lo scorso fine settimana ho deciso di dedicare un po’ di tempo a me stesso, e sono andato ad un concerto degli Above and Beyond a Brooklyn, a circa un’ora e mezza da casa mia. Questi tre ragazzi hanno formato nel 2000 un gruppo musicale che produce musica unz unz, quando li scoprii tramite un podcast di Paul Vinitsky. Lo so, la gente potrebbe pensare che alla veneranda età di 51 anni (52 fra un paio di mesi) forse dovrei ascoltare qualcosa di più calmo e rilassante. In realtà i miei gusti musicali sono abbastanza variegati, e non disdegno di ascoltare un po’ di jazz quando sono al lavoro creando pagine web, cambiando configurazioni in AWS e quant’altro. Ma quando ho bisogno di un po’ di energia, non c’è nulla di meglio di un po’ di vocal trance per il sottoscritto.
Così mi sono messo in viaggio alla volta di Brooklyn. Il giorno prima avevo chiamato l’azienda che gestisce il parcheggio accanto al Brooklyn Army Terminal, dove si teneva l’evento, per assicurarmi che sarebbe stato aperto. Il tizio con cui ho parlato mi ha consigliato di arrivare presto, perché il parcheggio tende a riempirsi facilmente, con tutta la gente che usa il molo per recarsi alle vicine spiagge di Rockaway con il traghetto. Mai cosa fu più falsa 😀 Il concerto cominciava alle 15 ed io sono arrivato alle 11, e l’immenso parcheggio, come ce li hanno solo qui in America, era praticamente vuoto. Tutto sommato, meglio così. Il codice QR per effettuare il pagamento non funzionava, così ho chiamato di nuovo il servizio clienti, e mi hanno detto di essere al corrente del problema e di non preoccuparmi. Ancora meglio, cinque dollari risparmiati.

Vista la bella giornata di sole, e le ore a disposizione prima che cominciasse il concerto, ho deciso di prendere uno di quei traghetti e di godermi un po’ il profumo di acqua salmastra durante i quaranta minuti che il traghetto ha impiegato per giungere alle spiagge di Rockaway. Lì ho fatto due passi per esplorare un po’ la zona. Una pennichella sotto il sole non troppo caldo di questa giornata di metà giugno era proprio quello che ci voleva, durante il viaggio di ritorno. Al concerto, mi sono divertito a ballare goffamente (tanto nessuno mi conosceva 😝) come solo io so fare. C’erano gli stand per il cibo e gli alcolici, a 15 dollari a bottiglia di birra. Che ladri! Ma si sa che questa è la musica durante questi eventi. Osservare gente di tutti i tipi e di tutte le provenienze è stata la parte più bella. Vedere come ognuno esprimesse il proprio modo di essere senza vergogna e senza remore, indossando gli indumenti più stravaganti che io abbia mai visto, mi ha dato la possibilità di vedere per un attimo la nazione in cui vorrei vivere, e di dimenticare per un giorno l’amara realtà dei fatti.
A concerto finito, mi sono incamminato verso l’auto (grazie a Dio non se l’erano portata con il carro attrezzi) ed ho intrapreso il cammino verso casa. Ti lascio un pezzetto di video del mio girovagare tra le viuzze di Brooklyn alla ricerca dello svincolo per la superstrada.
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Commenti
Piero_TM_R ha scritto:
Non dirmi che fai parte di quegli individui che ascoltano di tutto! Sono sempre più incuriosito, un altro punto di contatto!
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camu ha scritto:
Diciamo che certi generi non sono proprio il mio forte, tipo l’heavy metal pesante, o la musica country americana troppo smielata, ma per il resto non disdegno i suggerimenti musicali della figlia piccola, con la quale ci troviamo molto in sintonia, che spaziano da Billie Eilish ad Ariana Grande, passando per alcune band di cui non ricordo neppure il nome. Non a caso molti la chiamano “Mini Me”, perché anche involontariamente, siamo d’accordo anche sul tipo di pizza che ci piace 😀
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Piero_TM_R ha scritto:
Io ascolto molti generi, prediligo però hip-hop old school e dream progressive. Se ti piace la dance anni 90 ti consiglio di scaricare la app di One Dance, ascolta le repliche di Storia della Dance, un salto nel passato molto piacevole.
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camu ha scritto:
L’hip-hop mi piace tanto vederlo ballare. Quei ballerini sono una cosa che mi ipnotizza per ore. Se nella Progressive Dream rientrano Robert Miles e soci, allora siamo d’accordo anche lì. Per me è il pianoforte a fare la differenza in quelle canzoni.
Si, ho visto il tuo post ed ho trovato la radio su TuneIn.com, la ascoltavo ieri, non male. Una mia amica mi ha consigliato tempo fa Beirut Nights Radio (eh, quel 13% di DNA mediorientale si sente proprio) che ha un mix curioso di canzoni italiane, dance, francesi, e mediorientali. Provala.
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Piero_TM_R ha scritto:
Ci hai preso, Robert Miles, Roland Brant, Gigi D’Agostino, Picotto e soci
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camu ha scritto:
Allora quando c’incontreremo, la colonna sonora di quell’evento epocale non potrà che essere Gigi D’Agostino 😀
Scricciolo ha scritto:
Ne ho combinata una delle mie (tanto per cambiare). Spero non sarai dispiaciuto. Se passi da me vedrai a cosa mi riferisco. Senza impegno, ovviamente !!! Bye 🙂 PS Uso questo post perchè non saprei come altro comunicare, consapevole di essere offtopic.
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camu ha scritto:
Una mente vulcanica va sempre incoraggiata. Sono subito andato a vedere di che si trattava 🙂