due chiacchiere

Un’europa lontana dalla gente

A quanto pare gli Irlandesi, mostrando il loro carattere fiero e deciso, non si sono lasciati abbindolare dalle sirene dell’Europa, ed hanno detto “noi non ci stiamo a sottoscrivere un accordo che neppure riusciamo a capire”. Guarda caso, l’ennesimo fiasco quando si tratta di interpellare i cittadini su cosa pensano di quest’Unione Europea. Che sembra ogni giorno di più calata dall’alto, e non nata dalla volontà di aggregazione di popolazioni con interessi ed idee convergenti. L’Europa è la lentezza di Bruxelles di prendere le decisioni per il bene degli abitanti dei suoi 27 stati (se non ho perso il conto), è l’incapacità di fare la voce grossa nel contesto internazionale, l’impossibilità di avere un’identità che vada al di là dei campanilismi nazionali. Le varie nazioni, ci dice il risultato referendario, non hanno nessuna voglia di essere gli Stati Uniti d’Europa: il sentimento che lega insieme i 200 milioni di americani, non esiste per nulla, dall’altra parte dell’oceano.

Io mi schiero assolutamente dalla parte degli Irlandesi: non ho mai visto di buon occhio la politica portata avanti dagli “europeisti convinti” negli ultimi dieci o quindici anni. Va bene, la moneta unica ci ha difeso dai venti monetari che ci avrebbero fatto sballonzolare a destra e a manca, ma ci ha anche portato un’inflazione incontrollabile, ci toglie potere decisionale, ci impone limiti e doveri (qualcuno ricorda ancora le famose quote latte su cui qualche anno abbiamo avuto un aspro dibattito?). Le istituzioni Europee non sono per nulla percepite come vicine ai cittadini. Io stesso una volta volevo aiuto riguardo ad un problema con la mia banca, e scrissi all’Ombudsdam Europeo, che praticamente nessuno conosce. Mi risposero, in breve: ci dispiace, deve rivolgersi alle autorità del suo Stato. Avrei voluto replicare: e allora a voi che vi paghiamo a fare?

Ammetto di aver sperato che l’Irlanda dicesse no: i capoccia ben pagati che siedono a Bruxelles è ora che capiscano quanto sono lontani dall’ottenere un buon risultato. Anche perché, ad esempio, non hanno saputo spiegare in cosa consiste il Trattato di Lisbona. Io in prima persona ho provato a documentarmi, ma non sono riuscito a trovare che tanta “fuffa” nei siti istituzionali ad esso dedicati: il trattato è bello, conviene a tutti, ci renderà più liberi (mah, avevo capito il contrario). Si, ma in soldoni?

Commenti

  1. Http500 ha detto:

    OT: per l’intervista devi prima linkarmi! (ahahah, scherzo), manda una mail al mio indirizzo che vedi e ti mando le domande 😛

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