Durante il giorno, mentre sono al lavoro, mi capita a volte di aver la necessità di collegarmi al computer di casa, per prendere qualcosa o anche solo per navigare su siti che al sistemista qui non piacciono 🙂 (nulla di scandaloso, s’intende, o di illegale, ma vai a capire perché certi domini italiani non sono accessibili e Skype è bloccato). Avevo così configurato una connessione al desktop remoto, aprendo le porte del firewall, restringendo gli indirizzi da cui era possibile entrare e via dicendo. Unico problema? Il desktop remoto ha una sicurezza non “forte”, che consente attacchi del tipo man in the middle e simili. E guardare i video diventa quanto meno penoso, con le immagini che arrivano a scatti e fanno schizzare l’uso della banda alle stelle. Allora ho consultato un mio amico esperto in queste cose che m’ha suggerito di configurare una rete privata virtuale. In pratica facendo in modo di essere collegato “a casa” pur trovandomi al lavoro. Qui di seguito ti spiego come ho fatto. Leggi il resto di Configurare una VPN con Windows XP
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Che ca… volo ha fatto Obama finora?
No, quella del titolo non è la domanda che mi sono posto subito dopo aver letto il risultato delle elezioni americane stamani. Si tratta, piuttosto di un sito (non più online) segnalato da Palbi, che si chiama proprio in quel modo. Un modo divertente ed irriverente per ricordare agli americani dalla memoria corta che in questi due anni, l’attuale Presidente di cose ne ha fatte abbastanza. Certo, i repubblicani hanno vinto a forza di ripetere “meno tasse per tutti” (mi ricorda qualcuno?) ma voglio proprio vedere come amministreranno il loro margine di potere alla Camera adesso. Abolendo una riforma sanitaria che coprirà 40 milioni di persone entro il 2012? Rispedendo truppe in Iraq ed Afghanistan come McCain voleva fare durante la sua campagna? Mah, che il Congresso ce la mandi buona…
Pomodori verdi sott’olio
La stagione dei pomodori è finita da qualche settimana, l’orto del suocero quest’anno ha prodotto giusto un paio di chili di ciliegini ed insalatari, per via della stagione calda non particolarmente propizia. Alla fine sono rimasti vari grappoli di pomodorini non maturi, che ho deciso di raccogliere e conservare sott’olio. Chi mi conosce bene, sa quanto ami tutto ciò che è legato all’aceto: dalla giardiniera alle cipolline, dai carciofini alle melanzane. Era un esperimento che non avevo mai tentato, ma a giudicare dai risultati è andato meglio del previsto. La preparazione è veramente semplice e non richiede alcun tipo di destrezza ai fornelli: l’unica cosa che serve è un po’ di pazienza per poter assaggiare il risultato delle proprie fatiche. Leggi il resto di Pomodori verdi sott’olio
Giornata mondiale dell’usabilitÃ
Ovviamente l’Italia non partecipa in alcun modo a questa manifestazione a livello planetario. Forse da quelle parti siete troppo impegnati a chiedervi cosa dirà Ruby ora che è maggiorenne, e cose del genere. Nel frattempo il resto del mondo celebra la giornata (o meglio la settimana) mondiale sull’usabilità. Per farti allenare un po’ con l’inglese, ti lascio la descrizione originale qui di seguito.
It’s about making our world work better. It’s about “Making Life Easy” and user friendly. Technology today is too hard to use. A cell phone should be as easy to access as a doorknob. In order to humanize a world that uses technology as an infrastructure for education, healthcare, transportation, government, communication, entertainment, work and other areas, we must develop these technologies in a way that serves people first…
Raccogliti le tue zucche
Come anche altri miei colleghi blogger espatriati in America hanno già ricordato, qui in America in questo periodo dell’anno si scatena la “febbre” per le zucche: da usare nelle torte, da esporre come decorazione sull’uscio di casa, come bersaglio di improvvisate gare di “spacca la zucca” e via dicendo. Anche noi non potevamo sottrarci a quest’usanza, e così lo scorso fine settimana ci siamo fatti quasi 50 chilometri in macchina per raggiungere una fattoria al confine con la Pennsylvania dove, in un campo sterminato, ognuno può raccogliersi le proprie zucche, e poi pagarle all’uscita in base al peso. Leggi il resto di Raccogliti le tue zucche
Terzigno come New York
Leggo sul Corriere che la situazione dei rifiuti a Napoli continua a degenerare. E non mi pare di vedere una soluzione pacifica e definitiva all’orizzonte, da parte dei politici e dei cittadini. Allora forse bisognerebbe guardare a come risolvono il problema all’estero, e cercare di far lo stesso in Italia. Gli Americani, spesso denigrati per il loro consumismo sfrenato e gli altri mille difetti che possono avere (ma chi è senza peccato scagli la prima pietra), in quest’occasione offrono un interessante spunto di riflessione: New York genera qualcosa come 12 mila tonnellate di spazzatura al giorno (stando a quello che dice Wikipedia). Smaltire quest’enorme quantità di rifiuti non è un giochetto da ragazzi, eppure camminando per le vie della metropoli, è sempre tutto pulito ed i cestini della spazzatura quasi vuoti. Leggi il resto di Terzigno come New York
Jack e la lanterna di Halloween
Più volte avevo sentito nominare un tale chiamato Jack O’Lantern qui in America, specialmente nel periodo di Halloween. Non mi ero mai però posto il problema di saperne di più e di capire chi fosse, pensando si trattasse di uno dei tanti mostri inventati che in questi giorni spuntano ovunque, persino nei centri commerciali. Ed invece c’ha pensato quell’acculturata di Placida Signora a raccontarmi l’intera storia di quest’insolito personaggio. Per la serie “non si finisce mai d’imparare” 🙂 Almeno adesso non farò più la figura dell’ignorante quando i miei vicini di casa parleranno del buon vecchio Jack. Grazie, Mitì!
Lo spelling americano con i nomi
In Italiano, quando dobbiamo scandire una parola lettera per lettera (o come direbbero gli inglesi, quando ci viene chiesto di farne lo spelling), siamo soliti usare i nomi di città: la T di Torino, la D di Domodossola, la C di Como e via dicendo. Arrivando negli Stati Uniti, una delle prime difficoltà che ci si trova davanti è il diverso sistema usato qui per scandire le parole. Specialmente all’inizio quando la pronuncia è ancora quella che è, lo spelling è una pratica più necessaria che utile, per farsi capire. Qui, al posto delle città, usano i nomi di persona. E fin qui nulla di complicato, se non che bisogna conoscere sufficienti nomi inglesi per coprire l’intero alfabeto 🙂 Oggi voglio allora darti una mano elencando i nomi che uso io, invitandoti a suggerirmi qualcosa di meglio, se anche tu hai dovuto affrontare la penosa pratica dello spelling. Leggi il resto di Lo spelling americano con i nomi