due chiacchiere

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Tredici anni di Amazon Italia

Poco più di 13 anni fa scrissi un post in cui condividevo le mie perplessità sullo sbarco italiano dell’azienda di Jeff Bezos. Un post che raccolse la bellezza di 54 commenti (eh, i tempi d’oro della blogosfera!) e suscitò un interessante dibattito che mi fece parzialmente cambiare idea. I miei dubbi erano per lo più verso lo zoppicante sistema postale italiano. I corrieri privati, cari e con una penetrazione alquanto bassa specialmente al sud e nelle isole, non sembravano fornire un’alternativa rassicurante. Poi però il trascorrere del tempo mi ha dato torto, ed Amazon è riuscita a ritagliarsi la sua fetta di mercato da quasi 9 miliardi di euro (nel 2021) anche nel Belpaese, un’impennata di oltre il 20% rispetto all’anno precedente, probabilmente anche grazie ai vari lockdown durante la pandemia. Mi è venuto da pensare a tutto ciò dopo aver letto che l’azienda di Seattle ha scelto l’Italia come uno dei Paesi dove sperimentare le consegne via drone. Leggi il resto : Tredici anni di Amazon Italia

Don’t worry darling

Non riuscivo a credere alle mie orecchie quando, qualche settimana fa, la figlia grande mi raccontava la trama di questo film che qualcuno le aveva consigliato a scuola, Don’t worry darling. Prima di continuare, però, devo subito mettere l’avviso ai naviganti, perché nel seguito parlerò della trama del film con uno spoilerone gigante che svela il finale. Quindi se non vuoi rovinarti la sorpresa, per oggi puoi anche fermarti qui. E come diceva sempre Pozzetto, alias Artemio, “gallo avvisato, mezzo accoppato”. Dicevo del mio stupore nell’ascoltare la storia: ma non perché la consideravo innovativa nel panorama dei film distopici, anzi. Piuttosto perché echeggiava, in maniera sorprendentemente simile, il concetto di un racconto che una quindicina d’anni fa avevo iniziato a pubblicare proprio sulle pagine di questo blog. Concetto tra l’altro ripreso in un episodio di Black Mirror intitolato San Junipero. Così l’ho voluto guardare. Leggi il resto : Don’t worry darling

Ultima generazione

L’altro giorno hanno invitato il professor Paolo Crepet alla trasmissione Uno, Nessuno, 100Milan. E tra le tante domande sulle quali hanno chiacchierato, una era sul recente atto di protesta inscenato da due attiviste al museo Louvre, che hanno imbrattato con una zuppa il vetro della Gioconda. Queste persone, a quanto capisco, cercano di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica su questioni climatiche, eppure ti confesso che ho fatto fatica a trovare più di un trafiletto sui principali giornali. Segno che oramai queste azioni lasciano il tempo che trovano, e che la gente comune ha imparato a considerarle semplice rumore di fondo da ignorare. Insomma, alla fine gli attivisti hanno ottenuto l’effetto contrario a quello sperato, come io sospettavo da tempo. In Italia, il gruppo più in vista è sicuramente Ultima Generazione, che ha imbrattato monumenti, bloccato strade ed organizzato azioni di protesta in giro per lo Stivale. Però quando sono andato sul loro sito a cercare di capire cosa vogliono, ho trovato solo poche idee ma confuse, come si dice in questi casi. E sembra pensarla così anche Paolo Crepet. Leggi il resto : Ultima generazione

Piovono cani e gatti

Come ho già avuto modo di notare in passato, le frasi idiomatiche, i proverbi e i modi di dire sono molto frequenti nel parlare comune del Paese a stelle e strisce. Il problema per uno straniero è che il significato di queste espressioni non è sempre letteralmente comprensibile: si pensi ad esempio al nostro acqua in bocca, che ad un anglofono potrebbe sembrare semplicemente un’incitazione alquanto curiosa ad idratarsi un po’ di più. Oppure alla disgustosa (sempre dal punto di vista di uno straniero) non avere peli sulla lingua, che solo noi possiamo interpretare correttamente in base al contesto in cui è usata. Beh, anche gli americani non scherzano, e ti confesso che in più di un’occasione mi sono trovato spiazzato nel cercare di comprendere quello che il mio interlocutore volesse dirmi. Leggi il resto : Piovono cani e gatti

Sunshine ti porta al centro commerciale

Correva il lontanissimo giugno del 2009 quando pubblicai un video di un pezzetto del mio percorso mattutino in autobus per recarmi a New York dai sobborghi del New Jersey. A giudicare dai commenti, l’iniziativa ebbe abbastanza successo, eppure di video simili non ne pubblicai praticamente più. All’epoca non avevo ancora uno smartphone 😮 quindi mi toccava portarmi la mia macchina fotografica Canon portatile o usare la webcam del mio portatile, per fare quei video. Oggi invece abbiamo tecnologia ovunque: in macchina, ad esempio, ho montato una dashcam dietro allo specchietto retrovisore, per riprendere automaticamente tutti i nostri tragitti. Una specie di assicurazione in caso qualcuno voglia fare il furbo e tentare di truffare l’assicurazione con un finto incidente. Così m’è venuto in mente di estrarre uno di quei video e condividerlo sul blog: eccoti un pezzetto della tangenziale che Sunshine percorre per andare al centro commerciale. Buona visione. Leggi il resto : Sunshine ti porta al centro commerciale

La portalettere forestiera di Lecce

Dopo aver letto (o meglio ascoltato) le due opere che raccontano le vicende della famiglia Florio, dietro consiglio di mio zio, ho scoperto questa nuova passione per i romanzi storici che non sapevo di avere. Così ho chiesto a San Google di consigliarmi altri romanzi storici che abbiano riscosso un certo successo, ed il verdetto insindacabile è stato La portalettere, di Francesca Giannone. Nel suo libro, l’autrice, una quarantenne pugliese laureata in Scienze della Comunicazione, ci racconta la storia di Anna che, dalla sua Liguria, approda nel Salento negli anni Trenta, per seguire il marito Carlo che ha ricevuto in eredità dei terreni. Una storia che ha un sapore antico, fatta di radici, di terra, basilico e sole, di uomini abituati alla fatica ma anche ad aver ragione per forza. Una storia che, alla luce dei femminicidi a cui assistiamo basiti nel 2024, sembra quanto mai attuale, per quel desiderio di libertà ed emancipazione che ancora oggi nutrono molte donne nel Belpaese. Come al solito, fermati qui se non vuoi saperne di più sulla trama. Leggi il resto : La portalettere forestiera di Lecce

Arancione o Addormentato, non importa

La scorsa settimana si è svolta in Iowa (ma ‘ndo cavolo si trova sto Iowa, qualcuno lo sa, senza chiedere a Gugulù?) la prima tornata di elezioni primarie degli Stati Uniti, che si concluderà, se non erro, a Giugno, incoronando i due candidati alla presidenza del Paese dell’aquila calva. Si votava soltanto per il partito repubblicano, ed ovviamente Trump è stato proclamato il vincitore assoluto. Leggendo i vari editoriali sull’argomento, ho notato quasi un senso di stupore tra gli autori, come se in un certo senso nessuno si aspettasse che questo sarebbe stato il risultato di questo esercizio di facciata. C’è chi dà la colpa al meteo, particolarmente rigido, che avrebbe scoraggiato molti elettori a presentarsi alla riunione (già, il voto tramite caucus è un retaggio dell’America del Far West, ma questa è una storia che merita un post a parte), c’è chi critica le scelte degli avversari di Trump di concentrarsi su questioni che non suscitano l’interesse degli elettori. La verità, secondo me, è che il copione è stato già scritto dai capi del partito, e noi elettori non siamo altro che pedine nelle loro mani. Però poi vengono a scassarmi i cabbasisi perché le elezioni in Russia sono pilotate. Leggi il resto : Arancione o Addormentato, non importa

Salvataggio offline del database del blog

Nelle scorse settimane ho seguito un corso di aggiornamento al lavoro sulla sicurezza delle applicazioni web. Ci hanno persino fatto giocare al piccolo hacker, esplorando una serie di strumenti per effettuare le scansione di vulnerabilità di un sito, ed insegnandoci tecniche per proteggersi da quegli attacchi. A parte tutti i tecnicismi, c’è stato un concetto basilare, citato dall’insegnante, che mi ha fatto riflettere: l’importanza delle copie di backup separate, anche fisicamente, dall’ambiente dove si trova l’applicazione o il sito. Perché eseguire il salvataggio della base di dati è si importante, ma cosa succede se l’azienda dove sono ospitati dati e sito web va a gambe all’aria (di servizi gratuiti online per far siti ne sono spariti a bizzeffe negli ultimi dieci anni) oppure viene attaccata da malintenzionati in grado di mettere sotto chiave anche i backup, o ancora è vittima di un disastro naturale che colpisce il datacenter? Leggi il resto : Salvataggio offline del database del blog

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