Non sto parlando di una nuova automobile commercializzata di recente, ma più semplicemente della prossima versione di WordPress, il sistema che utilizzo per mandare avanti questa baracca. Per i “tecnici” è infatti disponibile un’anteprima dell’interfaccia di amministrazione, parzialmente rivoluzionata, che sarà lanciata il prossimo Novembre. Alla faccia di chi dice che non si può fare affidamento sul software open source, i ragazzi che sviluppano WordPress non hanno pace nell’aggiungere nuove caratteristiche e funzionalità. Oramai questa piattaforma credo non abbia più concorrenti che possano superarla. Vogliamo parlare del contorto meccanismo della tassonomia di Drupal? O dei problemi di sicurezza di Joomla? Oppure dei mesi necessari per imparare ad usare Typo3. Con WordPress, invece, puoi dormire sonni tranquilli. Leggi il resto di Mi sono innamorato della 2.7
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Tanti auguri a te, amico mio
Ottobre 2007, dopo quasi due anni, il ragazzo appoggiato sui gomiti che ha sempre contraddistinto questo blog, vestiva finalmente le nuove sembianze immaginate per lui da RxStrip. L’anno scorso, di questi tempi, dopo un po’ di giorni di suspance, il tratto infantile lasciava il posto a quello esperto di chi sa disegnare sul serio. Già un anno è passato, ed entrambi hanno vissuto un sacco di nuove avventure.

Un cornuto alla finestra
Per l’angolo del buonumore del fine settimana, oggi ho deciso di darti un consiglio. A te che ami viaggiare in tutto il mondo. A te che vorresti andare in Russia. A te che hai sempre avuto una certa sensibilità per i disabili.

Il consiglio è questo: se qualcuno a Mosca ti taglia la strada mentre stai guidando, non fargli il gesto raffigurato qui sopra. Ho appena scoperto che nella lingua dei segni (per i non udenti) di quella Nazione, significa semplicemente finestra. Immagino cosa penseranno i non udenti russi che vengono in Italia: “ma perché la gente continua a dire ‘finestra’ urlando al tizio che lo precede in automobile?” 🙂 Al contrario, mettere il pollice tra l’indice ed il medio, mi dicono dalla regia, in Russia è molto offensivo. Misteri dei segni. Per i più curiosi, in inglese invece il segno delle corna vuol dire bullshit.
Le parole intuitive americane
Che la semplicità sia il concetto fondamentale alla base della lingua americana, l’ho già detto e ridetto un sacco di volte. Basta pensare che la burocrazia qui non ha mai attecchito seriamente in oltre duecento anni di storia. Già, persino i moduli per comunicare con la pubblica amministrazione sono tutti uguali nella struttura e disposizione grafica, standardizzati da una legge sulla semplificazione amministrativa di una ventina d’anni fa. Tutto a beneficio degli stranieri: leggendo un cartello in cui si avvisa che il walkway è chiuso per lavori, basta poco a capire che si tratta del marciapiede (notare la differenza tra i due vocaboli). Leggi il resto di Le parole intuitive americane
Benvenuto autunno
Nuovo mese, nuovi colori. Abbandonato lo sfondo “piatto” monocolore che ha contraddistinto il tema nei dodici mesi precedenti, l’introduzione di un elemento grafico di fondo mi serve per caratterizzare meglio la stagione. E cosa potevo scegliere, se non le foglie d’acero che già copiose iniziano a staccarsi dagli alberi (senti senti come sono poetico, ammazza). A dirla tutta, la scelta come sempre è opera della moglie, alla quale vanno tutti i crediti per questa nuova idea. Intanto un altro mese ce lo siamo giocato, fra poco qui è tempo di zucche svuotate, di dolcetti e scherzetti, di mostri vari davanti all’uscio di casa. Sarà il mio primo Halloween, e voglio godermelo proprio tutto! Riguardo ai colori, ogni parere è sempre ben accetto nei commenti. Anzi, si accettano già suggerimenti per i colori di novembre.
La tristezza e l’allegria
Un po’ come fanno i concorrenti di “Chi vuol essere milionario” quando devono interpellare il pubblico, non esprimerò il mio punto di vista su due notizie apparse nelle scorse settimane in rete. Mi limiterò a riportare i fatti, e poi ognuno si farà l’opinione che crede. Un po’ di retroscena: circa quattro anni fa in Italia, l’allora Ministro per l’Innovazione Lucio Stanca, promosse una legge che tutt’oggi porta il suo nome: un elenco di requisiti che i siti che erogano un pubblico servizio devono (nota il tempo del verbo, non ho detto “dovrebbero”) rispettare, per essere accessibili alle persone disabili. Per esempio descrivere le immagini importanti per i non vedenti, o aggiungere i sottotitoli ai video per i non udenti. Anche in America esiste una legge del genere, più vecchia e più generica (non solo limitata ai siti web, ma estesa anche a televisione, edifici pubblici e servizi), che proprio in questi mesi molti vorrebbero aggiornare, per adeguarla all’evoluzione della tecnologia. Leggi il resto di La tristezza e l’allegria
Rossella Ninna incontra Sara Taricani
Terzo appuntamento con le interviste doppie. Questa settimana hanno risposto alle mie domande due donne della blogosfera italiana: Rossella Ninna (nel seguito R) e Sara Taricani (indicata dalla lettera S). Due stili diversi di essere donna sul web: entrambe hanno deciso di rivelare la propria identità, ma a livelli e con sfumature diverse. Ho voluto cogliere quest’occasione per capire un po’ meglio il loro rapporto con il blog, con i visitatori, e “quanto costa/conta” essere donna nella blogosfera italiana. Come sempre, grazie ad entrambe per aver partecipato e dedicato un po’ di tempo alle domande. Leggi il resto di Rossella Ninna incontra Sara Taricani
Si può dare di più
Chi non ricorda la canzone del mitico trio Morandi, Ruggeri e Tozzi che ha segnato la storia musicale italiana? Bene, credo che in occasioni come quella che sto per descriverti, sia proprio il caso di tirarla fuori dagli archivi: l’associazione Ammazzateci tutti sta per chiudere. Prendo spunto dal blog di Sara Taricani, per diffondere questa notizia. Il movimento Ammazzateci tutti è stato fondato in Calabria nel 2005 in piena autonomia dai partiti, con l’intento di accendere una speranza contro l’omertà e la paura legata al potere della mafia. Ad oggi si contano più di 8.000 volontari in tutta Italia, dalla Lombardia, alla Sicilia, dal Lazio, al Veneto, dalla Puglia, al Piemonte. Adesso chiedono una piccola donazione per poter continuare la loro attività. Io ho mandato i miei venti dollari: se già solo duemila persone mandassero 20 euro, avrebbero la cifra che gli serve per andare avanti. Quindi cantiamo tutti insieme: si può daaaare di piùùùù 🙂