No, non mi sono trasformato nel Luciano Onder della situazione: dopo la rubrica sulle curiosità della lingua inglese, non aprirò certo quella sulla medicina, anche perché non sarei competente in materia. Però sono trentatrè mesi che questo blog è in linea, minuto più minuto meno. Di cose ne sono cambiate da quando l’ho aperto, sia nella mia vita privata che qui nel diario: mi sono sposato, mi sono trasferito in America, ho rivoluzionato innumerevoli volte la grafica del blog, introducendo passo dopo passo elementi sempre più innovativi (i colori mensili, i disegni delle stanze, la possibilità di segnalare un articolo per email, giusto per citarne alcuni), mi sono innamorato di WordPress, e tanto altro. Anche la mia “popolarità” è cresciuta nel tempo: me ne accorgo dalle statistiche, dalle citazioni in giro per la rete, dalle manifestazioni (graditissime) di apprezzamento e di stima. Che mi convincono sempre a continuare quest’avventura, partita in una notte buia e tempestosa (non è vero, ma fa scena) di Dicembre 2005.
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Non è mai troppo tardi
Bello. Se dovessi usare un solo aggettivo per etichettare il film Non è mai troppo tardi, sceglierei sicuramente questo. Jack Nicholson e Morgan Freeman ci propongono una storia commovente ed affascinante, che parte dall’interrogativo più vecchio del mondo: vorresti sapere la data della tua morte? Qualche tempo fa, partendo dallo stesso tema, Queen Latifah ne aveva fatto un film divertente e spensierato (molto apprezzata l’interpretazione di Gerard Depardeau nei panni del cuoco francese). Ma stavolta, il regista Rob Reiner ha deciso di partire da una prospettiva diversa: come due perfetti sconosciuti che scoprono entrambi in ospedale di avere poco da vivere, diventano amici e decidono di spendere questi ultimi momenti. Il titolo originale è (ovviamente) più azzeccato per me: la lista del capolinea, the bucket list. Tutto ruota intorno a questo foglio di carta su cui sono appuntati i desideri mai realizzati di tutta una vita: uno dopo l’altro, in qualche modo, i due protagonisti riusciranno a depennarla tutta. Leggi il resto di Non è mai troppo tardi
Gamberi e spinaci in padella
Siamo entrati ufficialmente nell’autunno oramai: le grigliate di pesce, le passeggiate in riva al mare, il totale rilassamento sono oramai un lontano ricordo. Per consolarti, ti propongo una ricetta fresca e facile da preparare: i gamberetti richiamano alla mente i profumi dell’estate, mentre gli spinaci mettono un po’ d’energia per tirare su il morale. La ricetta che segue è appositamente semplificata, per venire incontro alla cronica mancanza di voglia di mettersi ai fornelli, dopo una dura giornata di lavoro. Ti basta fare un salto al supermercato e comprare i pochi ingredienti necessari.
Acronis true image
Chi pensa che i programmi possano solo essere scaricati illegalmente, si comporta di fatto come un parassita che sfrutta tutte le risorse senza mai dare nulla in cambio. Non che voglia fare alcuna predica, ma da tempo (da quando ho iniziato a lavorare) ho deciso di usare solo programmi originali o gratuiti. In fondo a pensarci bene, nell’era dell’open source, basta poco per essere a posto con la coscienza. Alcuni programmi di qualità, comunque, si trovano solo a pagamento (sicuramente mi sbaglio, ma tant’è). L’ultimo mio acquisto risale a poche settimane fa: Acronis True Image 11. Dopo aver assistito a quello che è successo a BlogNation, ne sono ancora più contento. Leggi il resto di Acronis true image
Chiaraemassi incontra Culoecamicia
Pare che l’idea di aprire un salotto della blogosfera stia iniziando a raccogliere i propri frutti. Non è facile individuare gli invitati: non tanto per mancanza di blog di qualità, quanto per il correlare i due intervistati sulle domande. Non sono un giornalista di professione, ma l’esperimento mi piace lo stesso. Ospiti di questa seconda puntata sono due blog gestiti “in coppia” da lui e lei: culoecamicia (nel seguito CC) si confronta con chiaraemassi (contrassegnato come CM). Li seguo da un po’ di tempo, ed ero curioso di sapere come si fa a gestire un blog in due, così gliel’ho chiesto. Grazie ad entrambi per la pazienza nel rispondere alle mie domande. Ovviamente come tutte le cose nuove, questo spazio potrà subire aggiustamenti, ed ogni consiglio è più che gradito! Se vuoi fare una domanda ai due blogger, i commenti qui di seguito sono a tua disposizione! Leggi il resto di Chiaraemassi incontra Culoecamicia
Un contorno molto caldo
Quando si viaggia all’estero, prima o poi tutti dobbiamo affrontare le nostre lacune linguistiche in un luogo famigerato e temuto, specialmente da noi italiani: il ristorante. Abituati da sempre alla suddivisione in antipasti, primi, secondi e contorni, ci troveremo spiazzati a leggere un menu che elenca entrées, (main) courses, appetizers and pastas (rigorosamente con la s finale, che rende il tutto vagamente spagnoleggiante). Ci sarebbe da dedicare un’intera categoria a questo argomento, ma partiamo dalle basi per fare almeno una figura decente davanti alla cameriera. Leggi il resto di Un contorno molto caldo
Tophost passa a 500 mega
Per concludere bene anche questa settimana, visto che gli esperimenti in Svizzera per ora ci hanno risparmiato, ti giro una comunicazione ricevuta dal mio “amministratore di condominio” virtuale: Tophost ha iniziato ad offrire 500 mega per lo spazio personale invece dei 200 che erano stati da sempre la quota associata al loro pacchetto TopWeb. A me, per la verità, il limite precedente non stava affatto stretto: dopo quasi 3 anni di blog, sto occupando solo il 40% dello spazio, compresi i backup periodici. Insomma, con una decina d’euro all’anno (spicciolo più, spicciolo meno) hai a disposizione le librerie cURL, PHP 5, mod_expires, register_globals, uso dei DNS per creare infiniti domini di terzo livello, pannello di controllo per l’amministrazione di 4 database MySQL della dimensione che vuoi, nessun limite sulla banda mensile. Ci vuole proprio un gran bel coraggio a dire che si riesce a trovare di meglio, in giro.
Cooperazione contro competizione
Visitando un campus americano si avverte sin da subito un clima diverso da quello che si respira entrando in un ateneo italiano. Lasciando stare le punte d’eccellenza come la Stanford University (chi è mai stato a San Francisco sa di cosa sto parlando), quello a cui mi riferisco è lo spirito del luogo. La prima cosa che vedi passeggiando per i viali alberati dell’area universitaria sono un gruppo di ragazze, tutte con la stessa maglietta, che si allenano per il prossimo torneo di pallavolo. Poco più avanti un gruppo di ragazzi nel campo di baseball, si diverte incitato dalle cheerleader, mentre sulla sinistra un professore seduto sulla panchina si collega alla rete wireless dell’ateneo. Tecnologia e sport sono due parole chiave, denominatore comune tra tutti i college degli Stati Uniti. Leggi il resto di Cooperazione contro competizione