In questi anni di assenza dagli schermi del mio blog, non ho mai smesso di leggere, o più che altro ascoltare, libri, riviste ed altre produzioni letterarie offline. Da quando abbiamo acquistato casa cinque anni fa, il tragitto tra l’interland e New York si è allungato a circa un’ora ad andare e un’ora a tornare, e bisogna trovare il modo di passare il tempo. Dato che per lavoro passo la giornata di fronte ad uno schermo per computer, ho preso l’abitudine di ascoltare audiolibri e podcast per riposare gli occhi per quell’oretta. Oggi voglio parlarti di L’ultimo degli Uomini (Oryx and Crate, in lingua originale), un romanzo del 2003 di Margaret Atwood. Da incallito appassionato del genere distopico, le opere di quest’autrice sono esattamente quello che vado cercando: probabilmente avrai sentito parlare de Il Racconto dell’Ancella, il suo libro più famoso. Non preoccuparti, qui di seguito eviterò di svelarti dettagli che possano rovinarti la sorpresa. Leggi il resto di L’ultimo degli uomini di Margaret Atwood
Archivio degli articoli in biblioteca, pagina 10
Sintonizzati sull’inglese
L’altro giorno una mia amica insegnante mi ha suggerito di dare un’occhiata al sito di Fergal Kavanagh, docente d’inglese e DJ che ha deciso di unire le sue due passioni in un unico mestiere, o piuttosto in un mestiere unico: far imparare la lingua di Albione tramite le canzoni che tutti conosciamo e balliamo in discoteca. I testi dei nostri autori preferiti sono infatti una fonte inesauribile di spunti per chi vuole scoprire modi di dire, riflettere sulle coniugazioni dei verbi e capire, in fin dei conti, cosa sta dicendo Lady Gaga mentre indossa quegli strampalati vestiti durante i suoi concerti. Fergal organizza tour in giro per le scuole italiane, e se sei (o conosci) un docente, questa potrebbe essere un’occasione d’oro per attirare l’attenzione anche di quegli studenti generalmente poco interessati allo studio delle lingue straniere. Leggi il resto di Sintonizzati sull’inglese
Fui talmente commosso dal suo candore…
Ma già allora, negli anni febbrili della creazione del nuovo regime (comunista russo, nota mia), quando la nuova ortodossia non si era ancora impadronita di tutta la vita culturale, com’era difficile, anche per noi comunisti occidentali intenderci con un comunista russo sulle questioni più semplici e ovvie. Quant’era difficile, non dico trovarsi d’accordo ma almeno capirsi, dialogare su ciò che la libertà significasse per un uomo dell’Occidente anche operaio. Ricordo di aver cercato un giorno, durante varie ore, di spiegarlo ad una dirigente della casa editrice dello Stato, perché almeno si vergognasse dell’atmosfera d’intimidazione e di avvilimento cui erano sottoposti gli scrittori sovietici. Leggi il resto di Fui talmente commosso dal suo candore…
L’arancia petulante c’insegna l’inglese
Da qualche tempo sono diventato un grande appassionato di una serie che va in onda solo su YouTube ed ha come protagonista un’arancia parlante. Una annoying orange, il cui passatempo preferito è quello di prendere in giro il legume o la frutta di turno sul ripiano della cucina. Una serie che certamente non propone nulla di culturalmente valido, ma interessante dal punto di vista di chi vuole spingersi nei meandri dell’inglese che i libri di scuola non insegneranno mai: i vicoli oscuri delle frasi gergali, dello slang spesso copiato persino in Italia. L’ispirazione per l’intervento di oggi mi è venuta dai commenti a margine della precedente lezione, in cui Francesco evidenziava alcuni strafalcioni di chi l’inglese lo mastica appena eppure pretende di sentirsi un madrelingua (Volunia, anyone?). Leggi il resto di L’arancia petulante c’insegna l’inglese
Gli errori comuni in inglese
Questa lezione ce l’ho tra le bozze da inizio Dicembre dell’anno scorso, ed il povero Linguandre che con tanto entusiasmo aveva accettato di contribuire in qualità di esperto dell’argomento, deve aver probabilmente perso ogni speranza di vedere le sue sudate carte apparire su queste pagine 🙂 Ma come dico sempre a tutti quelli che mi scrivono, con me basta solo avere pazienza (a volta davvero tanta), sono lento come un bradipo ma prima o poi rispondo.
Il buon Linguandre mi ha aiutato ad elaborare l’argomento dei tipici errori che noi italiani facciamo quando cerchiamo, in tutta fretta, di abbozzare una frase in inglese di fronte alla turista belloccia che ci chiede informazioni. Perché la differenza tra un presente ed un futuro usato al posto giusto, può radicalmente cambiare l’impressione che il nostro interlocutore si farà di noi. Leggi il resto di Gli errori comuni in inglese
I nomi inglesi da barzelletta
Ricordo sempre quando da piccolo si scherzava con i miei compagni di classe durante la ricreazione, inventando canzoncine e barzellette che poi diventavano un tormentone per settimane. Uno degli sport più popolari era trovare scioglilingua o nomi di persone divertenti, come i classici Guido La Vespa, Nello Stradone, Dario Lampa o Gustavo La Pasta. A volte ci si avventurava persino nel campo tabù della sessualità, e lascio a te immaginare i nomi ridicoli che ci facevano sbellicare dalle risate per ore. L’altro giorno, chiacchierando con un collega, ho scoperto che anche gli americani hanno un analogo elenco, così ho deciso di condividerlo con te per l’angolo dell’inglese divertente del venerdì pomeriggio. Leggi il resto di I nomi inglesi da barzelletta
Elmo ci spiega come fare le smorfie
Per la curiosità d’inglese di oggi, prendo spunto da uno dei video per bambini che guardo di tanto in tanto sul mio telefono mentre torno a casa dal lavoro 🙂 Già, perché per quanto possa sembra strano, sono convinto che i cartoni animati siano uno dei modi migliori per imparare una lingua straniera, dato che usano un linguaggio semplice, adatto a chi non ha un vocabolario particolarmente ricco di termini, e mescolano divertimento ed educazione in maniera coinvolgente ed intelligente. Così mentre Obama e Romney se le dicono di tutti i colori tirando in ballo Big Bird, uno degli amichetti pennuti di Sesame Street, io ti propongo questo breve video in cui Elmo ed Ed Helms ci spiegano il significato della parola grimace. Se hai dubbi, non esitare a chiedere nei commenti qui sotto. Leggi il resto di Elmo ci spiega come fare le smorfie
I versi degli animali in inglese
Ho sempre avuto problemi con i nomi dei suoni prodotti dai vari animali in italiano: solo da poco ho scoperto che il corvo crocida, il pavone paupula e che il cane dolorante uggiola. Figuriamoci in inglese, dove queste parole sono usate molto di rado. Per fortuna l’approccio onomatopeico la fa da padrone in questi casi. Quindi ho deciso di scrivere un elenco dei vari versi, sia come promemoria personale, che come spunto di riflessione per te che verrai presto a fare bird-watching sulle sponde del fiume Hudson. Leggi il resto di I versi degli animali in inglese