due chiacchiere

Inception, sogno o son desto?

Di tanto in tanto Amazon mi regala un codice per noleggiare un film tramite il loro servizio Video on Demand, che di solito costa 4 dollari al colpo. Dato che il nostro televisore è compatibile, non dobbiamo neppure alzarci dal divano per gustarci una pellicola in alta definizione. Così un paio di sere fa abbiamo deciso di guardare Inception, con Leonardo Di Caprio, che c’aveva incuriosito dal momento in cui era uscito nelle sale. In genere la moglie non adora questo genere, preferisce il romanticismo alla fantascienza, ma in questo caso ha fatto un’eccezione. Anche perché non ci sono programmatori seduti di fronte a schermi da cui “cascano in verticale” simboli incomprensibili. E questo già basta a renderlo un film meno indigesto per lei 🙂 A proposito, t’avviso che nel seguito parlerò della trama, quindi se non vuoi rovinarti la sorpresa, puoi anche fermarti qui. Se invece hai già visto questo capolavoro di Christoper Nolan, vorrei sapere se c’hai capito tutto sin dall’inizio.

Già, perché stando a quello che avevo letto in giro, non molti sembrano aver compreso la storia all’interno della quale Leonardo e soci vanno saltando da un sogno all’altro, da un subconscio al successivo. Nel nostro caso abbiamo dovuto premere il tasto pausa un paio di volte per confrontare i rispettivi punti di vista, ma alla fine tutto è stato chiaro e cristallino. Ovviamente la scena conclusiva, con la trottola che non si sa se casca o rimane a girare, lascia aperto uno spiraglio ad un secondo episodio. Un po’ come accadde per Matrix, della cui filosofia onirica questa pellicola è sicuramente figlia. Personalmente ho avuto l’impressione che nella seconda parte, tutto accada in maniera veloce e convulsa, un po’ come capita allo studente a cui rimangono 15 minuti per consegnare il compito di matematica: inizia a saltare passaggi, omettere spiegazioni e sbagliare qualche risultato, rovinando un lavoro partito con le migliori intenzioni. A parte questo, nessuna delusione da Di Caprio ed Ellen Page, nota al grande pubblico come protagonista di Juno.

Il concetto alla base di Inception mi ha sempre affascinato, e come già in passato ho avuto modo di scrivere, credo che questo sia il futuro che ci aspetta: un mondo “onirico” in cui la linea sottile tra sogno e realtà viene definitivamente cancellata, una realtà virtuale in cui le macchine costruiscono il contesto e la nostra mente inizia a popolarlo con le proiezioni del nostro subconscio. Cose da fare accapponare la pelle allo stesso Freud, per intenderci. Un universo parallelo in cui potremo andare a rifugiarci (come fanno il protagonista e la moglie, con tutte le conseguenze del caso) quando la realtà non ci basterà più, in cui potremo costruire la nostra esistenza ideale, e vivere fino a 700 anni, dato che il tempo nei sogni scorre 10 volte più lentamente che nella realtà.

Commenti

  1. Emanuele ha detto:

    L’idea di base di Inception: se usi una virtual machine per lanciare un’altra virtual machine e poi ne lanci una terza e poi una quarta, le cose diventeranno molto lente. 😀
    Ciao,
    Emanuele

    1. camu ha detto:

      @Emanuele: LOL, non avevo pensato a questa metafora, ma direi che è assolutamente calzante. Ma tu l’hai visto?

      1. Emanuele ha detto:

        @camu: Certo che l’ho visto! 😉
        Ciao,
        Emanuele

  2. Gatsby ha detto:

    In rete ho letto una teoria interessantissima sul film, che riguarda proprio il finale: tutto il film è una metafora del sogno in cui noi siamo coloro in cui viene impiantato l’innesto e Nolan l’architetto. Nei titoli di coda si sente “La vie en rose” (cantata sempre dalla Piaf, come “Non Je ne regrette rien”) quasi fosse un segnale del regista che il calcio è in arrivo ed è ora di svegliarsi.

    1. camu ha detto:

      @Gatsby: non è che ti ricordi la pagina dove hai letto questa interessante teoria? Mi piacerebbe leggerla perché dalle tue parole mi sembra molto intrigante…

      1. Gatsby ha detto:

        @camu: Al momento no, ma se la ribecco ti segnalo la pagina!

        1. camu ha detto:

          @Gatsby: nessun problema. Comunque ammetto che questo film m’ha intrigato (per la storia che racconta) almeno quanto Matrix 🙂

  3. CyberAngel ha detto:

    Bene allora qualcun altro oltre a me l’ha visto. Effettivamente è un film interessante che si presta ad altrettanti interessanti interpretazioni. Quella de “La vie en rose” nei titoli di coda non me l’avevo notata, ma può essere una più che plausibile spiegazione.
    Complimenti per la scelta camu… ma a me i codici sconti non me li manda mai Amazon?!? -.-

  4. Simona ha detto:

    ok, visto che non l’ho visto e vorrei vederlo, mi sono fermata lì dove tu stesso mi hai suggerito XD
    giusto ieri sera su sky ho visto Shutter Island…sola soletta…finito passata la mezzanotte…bellissimo però 😀
    non so…è su quel genere??? non farmi leggere tutto l’articolo peròòòòò XD

    1. camu ha detto:

      @Simona: non ho visto Shutter Island, ma mi sa che il genere è completamente diverso. Inception è più vicino a Matrix, per intenderci 🙂

      1. Simona ha detto:

        @camu: ah ok!

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