due chiacchiere

La mia prima risonanza magnetica

Se segui questo blog da un po’, sai bene che di solito non racconto i miei fatti personali. Un po’ perché sono convinto che non importano a nessuno, ed un po’ perché mi piace pensare di poter ancora conservare un briciolo di privacy, in un mondo dove persino il Fisco usa  Facebook per spiare i contribuenti. Queste rare eccezioni sono per annotare eventi “straordinari”, come ad esempio quando l’anno scorso il dentista mi ha cavato ben tre denti del giudizio in un colpo solo (benedetto sia chi ha inventato l’anestesia generale ambulatoriale). Così mi piace ricordare che c’è una prima volta per tutto nella vita. Comprese le procedure sanitarie che spesso vediamo nei vari Dottor House o Grey’s Anatomy di turno.

Trovarsi dall’altra parte dello schermo, sdraiati sul lettino che s’infila nel tunnel della risonanza magnetica fa un certo effetto, non lo si può negare. Ma non posso certo dire che sia stata un’esperienza traumatica, se non altro perché l’esame era al piede (si, quello dell’ankle sprain di qualche tempo fa). E poi perché l’assistente era davvero spiritoso e gentile, e m’ha persino dato un paio di cuffie con tanto di musica per attenuare il forte rumore emesso dal marchingegno infernale. Rumore che nei telefilm non è mai reso, sia perché non aggiungerebbe nulla di interessante al contesto (anzi, disturberebbe i dialoghi), sia per non spaventare gli spettatori, immagino 🙂 Comunque era proprio come nei film: una grande stanza con al centro la macchina per la risonanza, ed il vetro dal di là del quale l’assistente mi dava indicazioni tramite le cuffie di cui sopra.

Il tutto dura circa 20 minuti, durante i quali è assolutamente fondamentale rimanere immobili. Dopo essermi riappropriato di tutti gli oggetti metallici, ed aver salutato il simpatico tecnico, ne ho approfittato per fare due passi a Manhattan, dove non scendevo da qualche mesetto. Il caos della gente che usciva dagli uffici e s’ammassava per le “avenues”, m’ha fatto ricordare subito perché preferisco farmi quell’oretta di autobus quotidiano pur di vivere nella tranquilla periferia del New Jersey. E poi c’è quell’atteggiamento baldanzoso che si legge negli occhi di tutti quelli che incontri, come a dire io son figo 🙂 Praticamente tutti se la tirano un po’ troppo per i miei gusti, devo ammetterlo. Ma forse è semplicemente perché, come il buon Renato Pozzetto d’altri tempi, in fondo in fondo io sono sempre stato un “ragazzo di campagna”.

Commenti

  1. Emanuele ha detto:

    Tutto ok il tuo piede comunque?
    Ciao,
    Emanuele

    1. camu ha detto:

      @Emanuele: il responso fra qualche giorno 🙂

  2. Francesco ha detto:

    20 minuti immobile… quanta energia ci vuole?

    Aborro il concetto di ‘figo’, che è tanto limitativo dello sviluppo del potenziale umano nella sua complessità.
    Non è meglio “corretto”, “evoluto”, adeguato”, “di buon gusto”, “con il senso dell’opportunità” e quant’altro?
    Anche a New York… gh!

    … quasi quanto quello di “soggetto”.
    Quest’ultimo per fortuna non diffusissimo, che vede concentrare su un’unica persona l’aggressività e l’attitudine prevaricatoria di un gruppo, che può essere allargato.
    Barbarie…

    1. camu ha detto:

      @Francesco: beh ma la tipica “NYC attitude” è famosa nel mondo 🙂

  3. Marica ha detto:

    In bocca al lupo per il piede!

    1. camu ha detto:

      @Marica: vediamo oggi il fisioterapista indiano cosa mi dice 🙂 Magari mi fa fare un po’ di yoga…

      1. Federica ha detto:

        @camu: siiiiiiiiiii!!! 🙂

        1. camu ha detto:

          @Federica: beh, alla fine m’ha insegnato un po’ di esercizi di stretching e rinforzo dei muscoli interessati. Peccato, avrei imparato yoga volentieri eheh

        2. Federica ha detto:

          @camu: Nessuno ti impedisce di farlo….vedrai presto i benefici 🙂

  4. Farnocchia ha detto:

    il tuo post sembra essere fatto apposta per quanto è puntuale! Domani, dopo anni di disintossicazione, dovrò rifare una risonanza magnetica! ma qui col cavolo che mi daranno le cuffie…mi trapaneranno le orecchie di quei “sdagatan sdagatan sdagatan” assordanti che quando esci di lì nemmeno ti ricordi come ti chiami! 😀

    1. camu ha detto:

      @Farnocchia: beh allora portatele tu, le cuffie 😀

      1. Farnocchia ha detto:

        @camu: Ho fatto di meglio…mi sono addormentata!ahahahahah

  5. Trap ha detto:

    Wow, hai potuto godere di qualche giorno di f… ops malattia? 🙂

    1. camu ha detto:

      @Trap: LOL, no… per 20 minuti di procedura mica prendevo un giorno di malattia 😀

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