due chiacchiere

L’italia dei mentecatti

A volte mi piacerebbe pensare di essere l’unico ad avere una visione pessimistica del Belpaese, poi leggo certi sfoghi e mi rendo conto che non è così:

Dopo un po’ che sto negli USA penso all’Italia con struggimento e sono felice di tornarci. Poi torno e mi accorgo che questo e’ un paese di merda – come dicono i francesi.

Che bene che ti vada ci puoi venire in vacanza. Per il resto regna la filosofia del boicottaggio, la miopia del non saper guardare oltre il proprio naso, del non ora e non qui, del mai sarebbe meglio,del tanto non cambia niente, del potere in mano agli incompetenti, dei raccomandati ignoranti, di logiche scadute, di mentecatti che possono decidere per il si’ e per il no e lo fanno lanciando in aria una monetina.

Commenti

  1. valeriascrive ha detto:

    eh.

    un saluto!

    1. CyberAngel ha detto:

      Eggrazie! -.-

      1. camu ha detto:

        Inutile nascondere la testa sotto la sabbia, il sentimento espresso da Valeria mi sembra alquanto diffuso, specialmente nei confronti della politica, e specialmente pensando che dopo Monti ricomincerà il solito teatrino dei partiti, con le solite facce di sempre, con la solita inettitudine che li contraddistingue.

        1. CyberAngel ha detto:

          @camu: Già, purtroppo sarà così. Proprio ieri, tanto per farmi del male, guardavo una statistica sugli indici di benessere e quindi sui Paesi dove il tenore di vita è migliore. Ripensavo inoltre alle solite frasi fatte, ai discorsi che si fanno sempre su quanto l’Italia potrebbe essere la numero uno in tutto invece non lo è, alla politica fatti dei soliti matusa e tutte le cose che come sempre fanno scadere questo Paese.
          Sia ben chiaro, amo l’Italia e quello che ho, però personalmente mi rammarico ogni volta che vedo sprecata un’occasione per migliorarci. Possibile che non vi possa essere una “rivoluzione” dei giovani che hanno un testa e che credono ancora in qualcosa? Io non ci credo che siamo messi così male come vogliono farci credere, semplicemente fanno di tutto per far apparire i lati negativi.

        2. camu ha detto:

          Guarda che ti bastano mille firme per candidarti alle elezioni 🙂 Se vuoi che qualcosa cambi, dovresti impegnarti in prima persona. Perché oggi è sempre più facile dire “armiamoci e… partite”. L’ho notato negli appelli a donare per il terremoto in Emilia: tutti a spargere la voce ma ben pochi a dire “io ho donato”

        3. CyberAngel ha detto:

          @camu: Hai ragione. Infatti uno dei prossimi TODO che ho sulla mia lista è quella di impegnarmi in qualcosa di concreto riguardo la politica. Socialmente sono già impegnato e lo faccio volentieri, per questo sono positivo perché so e vedo che c’è gente che si mette a disposizione senza mai chiedere qualcosa in cambio e anzi sempre col sorriso sulle labbra.

  2. giglio ha detto:

    Io penso, semplicemente che ogni Paese ha dei lati positivi e degli altri negativi. Tutto dipende da come siamo predisposti in certi momenti della vita; l’esterofilia, poi, è tipica dell’italiano medio… Sul blog di Severgnini per un periodo sono state pubblicate delle lettere d’italians (italiani emigrati) con le 10 cose negative del paese che li ospita, per dimostrare che dei compromessi tutti li devono fare, anche all’estero.

    1. camu ha detto:

      @giglio: certo, nessuno nasconde che ogni Paese ha i suoi problemi, ed ovviamente gli Stati Uniti non fanno eccezione. Però non leggo mai sui blog americani che seguo, di gente che torna nella propria nazione ed ha subito voglia di scappare 🙂

  3. giglio ha detto:

    Chi cerca trova!

  4. lurebu ha detto:

    Se non fosse che l’unica cosa che odio più della mentalità della gente di questo paese è l’inglese … starei postando da altrove.

  5. Jack ha detto:

    Io sono tornato oggi dopo tre settimane di USA. Poche, ma abbastanza per rendermi conto di quanto la gente qua sta completamente fuori di testa e tutto e’ fuori da ogni logica.

    PS: quando ero a Kansas City da un’amica Couchsurfer ho visto che aveva un volantino della fibra ottica di Google, che pagando $70 al mese potevi avere la connessione da 1gigabit in upload e download, oppure internet gratis (piu’ il costo una tantum di costruzione della linea di $300) alla velocita’ di un’adsl media, c’e’ questa cosa da te? No sai, farebbe gola anche solo provare :-DD

    1. camu ha detto:

      @Jack: non dirmi che eri anche dalle parti di New York! 😉

      1. Jack ha detto:

        @camu: nu, solo nel Midwest! ho solo visto il tuo Stato dalle sponde del Canada quando ho visitato le Cascate 😛

        1. camu ha detto:

          Bello, il Midwest 🙂 Ma un po’ troppo freddo in inverno per i miei gusti…

  6. valeriascrive ha detto:

    @giglio: non credo di essere rappresentante dell’italiano medio. Vivo all’estero da 10 anni, all’inizio me ne sono andata per curiosita’ e ora non torno perche’ in Italia siamo messi male, non si puo’ tornare, sarebbe un suicidio. Se non fossimo vicino al tracollo tornerei di corsa, altro che esterofilia, e’ il mio paese e lo amo. Il mio sfogo era conseguente a un evento accaduto al mio compagno in questi giorni in Italia, uno di quegli eventi che rendono la misura della paralisi culturale in cui purtroppo si trova il Belpaese.

    1. camu ha detto:

      @valeriascrive: il problema vero sono le “mele marce” di quel Paese, poche ma messe nei posti strategici. Dai politici ai dirigenti, dai magistrati a gente comune che ha fatto dell’individualismo la propria filosofia di vita. L’Ilva di Taranto è un caso emblematico di come sono gestite le cose in Italia: l’attuale ministro dell’ambiente è stato per 10 anni direttore generale di quello stesso ministero, e come mai solo ora si è svegliato e si scaglia contro i magistrati? E i cittadini di Taranto? Come mai hanno taciuto per decenni pur sapendo di essere avvelenati da quell’inferno dantesco?

      Non è questione di esterofilia, ha ragione Valeria, ma personalmente non riesco più ad amare un Paese ridotto in ginocchio da una manciata di mele marce. Perché l’Italia è lo specchio della gente che ci abita. Smettiamola di dare sempre la colpa agli altri, di fare lo scaricabarile: ognuno, nel suo piccolo, è responsabile della situazione attuale. Dalla casalinga che non si fa rilasciare lo scontrino, all’idraulico che non rilascia fattura, fino al politico che s’intasca i finanziamenti pubblici.

  7. giglio ha detto:

    Infatti gli italiani che si lamentavano dell’evasione delle tasse ora si lamentano dei troppi controlli; chi si lamentava del lavoro nero ora si lamenta perché è sempre più difficile pagare in nero; chi si lamentava”dei raccomandati” ora si lamenta della meritocrazia…l’italiano sicuramente sa lamentarsi per ogni cosa…a volte anche a ragione, però poi succede come a quello che gridava al lupo al lupo per ogni piccola cosa e quando è arrivato il lupo davvero, nessuno ci ha poi creduto.
    Comunque consideratevi fortunati di aver trovato una “vita”altrove e l’Italia davvero, lasciatevela per le vacanze, é la sua vocazione naturale ed è quello che gli italiani sanno fare meglio!

    1. Trap ha detto:

      @giglio: e non solo per quanto riguarda le vacanze, l’Italia è imbattibile per quanto riguarda il cibo 😀

      1. camu ha detto:

        @Trap: mah, tra mozzarelle blu, vino alla diossina e prodotti contraffatti, non ne sarei più tanto sicuro. “Osservando questi risultati – ha commentato Antonio Longo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino – sembra che il buon cibo italiano non trovi pace in tema di sicurezza alimentare.”, leggo su uno dei tanti articoli in rete.

      2. Jack ha detto:

        Sia per le vacanze che per il cibo ci sono luoghi in Italia belli ed altri da inferno, generalizzare che ovunque e’ un paradiso non si puo’ perche’ in un sacco (direi la maggior parte) di localita’ turistiche si scapperebbe a gambe levate, come anche da molti ristoranti. Ma io parlo da persona media cresciuta nel 2000, per altri puo’ invece essere il massimo. Qui non sanno trattare con i turisti, non sanno di cosa hanno bisogno ne’ come soddisfare le esigenze di chi ha meno di 60 anni. Questa lentezza e svogliatezza di tenere il passo si fara’ sentire sicuramente di piu’ tra qualche annetto se la situazione non cambia, ma cambiamento qui e’ una parola che fa paura e non credo ci sara’ mai.
        Per il cibo vabbe’, io mi devo cucinare da solo e importare la roba dall’Europa (perche’ fuori EU e’ complicato), e ancora mi mancano un sacco di cose che qui la gente si sogna e non conoscera’ mai, questo dice tutto.

        1. camu ha detto:

          @Jack: non posso mai dimenticare quella volta in cui siamo andati a Capri, ed un piatto di pasta costava 22 euro. Oppure di quando andai a Napoli per completare le pratiche per il visto americano, e l’albergo (consigliatissimo sui vari siti del settore) aveva i batuffoli di polvere in bella vista sul pavimento. Certo, abbiamo anche avuto belle esperienze, nel nostro gironzolare per l’Italia, come l’hotel in cima alle montagne a Madonna di Campiglio, con tanto di piscina indoor ed altre amenità.

        2. Trap ha detto:

          @Jack: appunto, la tua frase “mi mancano un sacco di cose che qui la gente si sogna e non conoscera’ mai, questo dice tutto” è a dir poco, emblematica. Non ci sono capre e cavoli che tengano.

        3. Jack ha detto:

          @Trap: cioe’?

        4. Trap ha detto:

          @Jack: intendevo appunto la “materia prima” 🙂

        5. Jack ha detto:

          @Trap: cioe’ intendi dire che qui si coltiva la migliore materia prima nel mondo? Come fai a dirlo? Hai girato il mondo? Non voglio essere polemico ma proprio come ho detto, qui nessuno sa cosa c’è oltre la propria porta di casa, e se uno va all’estero andrebbe a mangiare in posti che in Italia sarebbero comparabili agli Autogrill lungo l’autostrada per poi lamentarsi che altrove si mangia malissimo e che la propria nonna e’ la migliore di tutte.

        6. Trap ha detto:

          @Jack: beh, a tal riguardo, basti guardare la trasmissione “Kitchen Nigtmares” per scoprire che ci sono moooooooolti ristoranti mai visitati dalla “NAS” locale 😀

        7. camu ha detto:

          @Trap: o chiedere a mio cognato, che per un periodo ha lavorato come riparatore per una ditta di cucine da ristorante 😉

  8. giglio ha detto:

    La cosa che continuo a non capire è l’astio di chi è emigrato dall’Italia nei confronti dell’Italia e degli italiani…rilassatevi, avete trovato un luogo che vi soddisfa? l’Italia l’avete lasciata ai mentecatti? Bene, non vi crucciate l’esistenza, tutti i popoli hanno avuto periodi di splendore e decadenza, chiaro a tutti che l’Italia è nella seconda fase, noi rimasti cercheremo di migliorare un po le cose e se non ci riusciremo, pazienza, capitoleremo come tante popolazioni hanno fatto nella storia. L’importante che vada avanti l’essere umano e come caro Camu, sottolineavi tempo fa, la Cina e l’India prenderanno il testimone dalle culture occidentali, che ci piaccia o meno.
    Siamo tutti contro la globalizzazione, ma poi se a Roma o Milano non trovi quello che trovi a New York, apriti cielo…”il mondo è bello perché è vario” diceva un vecchio proverbio…

    1. camu ha detto:

      @giglio: sai cos’è? Nel mio caso è quel sentimento di tristezza nel vedere una bella cosa deturpata da una manciata di manigoldi, è la rabbia di chi all’Italia ci terrebbe davvero ma la vede, come dici tu, in decadenza, e non sa farsene una ragione. L’astio deriva dal senso di impotenza che ogni singolo cittadino prova nel vedere affondare una barca che avrebbe così tante potenzialità ed anni di splendore di fronte a sé.

    2. lurebu ha detto:

      @giglio: c’è un libro che lessi parecchi anni fa che mi pare si intitolasse “Le ragioni del bene e del male”, che spiga molto bene il meccanismo per cui in generale si arriva ad “odiare” quanto si è scelto di lasciare. Almeno, rispetto a quanto si è scelto di tenere.

      Le “Ragioni” razionali e condivisibili di questo astio (A questo punto già presente), vengono poi cercate/trovate a posteriori. Nel caso specifico poi trovare queste ragioni è anche molto facile. 🙂

      Ciao

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