La notizia è circolata su alcuni giornali locali un paio di giorni fa (grazie a Trap ed al buon Nicola per la condivisione): Luca Conti ci ha lasciati, a soli cinquant’anni. L’assenza di nuovi post sul suo blog in queste settimane mi aveva fatto sospettare che la situazione stesse peggiorando, ma la verità è che non si è mai pronti a ricevere la ferale notizia. Specialmente quando ad andarsene è qualcuno con cui si è condiviso, seppur a tratti alterni, una ventina d’anni di blogosfera. Allora oggi vorrei approfittarne per parlare di un argomento che mi girava per la testa da qualche giorno, e che qualcuno potrebbe riassumere in quello che una volta, scherzando, io ed alcuni amici, avevamo battezzato il “plugin scongiuro”. Ovvero un pezzetto di codice che si attiva dopo una prolungata assenza di nuovi post, pubblicando un’ultima riflessione da lasciare ai posteri.

Perché alla fine, la domanda che mi pongo è: quali vorrei che fossero le ultime parole che scrivo su questi schermi? Per sette anni, quando decisi di interrompere le trasmissioni nel lontano 2015, ha campeggiato sulla pagina principale la famigerata ricetta che spiegava come fare il pandoro con la macchina del pane. Qualche settimana fa, è stato il turno della cena che si tinge di giallo. Ma queste non sarebbero mai volute essere, è chiaro, le mie modalità di congedo dalla blogosfera, se mai fosse stato il caso. Ecco allora l’idea di predisporre quello che qui sopra chiamavo plugin scongiuro: un modo per uscire di scena chiudendo il cerchio con la possibilità di pubblicare alcune parole di commiato. Ma sebbene la cosa sia abbastanza semplice dal punto di vista tecnico, la domanda che ti rivolgo è di carattere contenutistico: tu cosa scriveresti nel tuo ultimo post?
Di case virtuali abbandonate ne ho viste tante negli anni, e quasi tutte avevano un post regolare in prima pagina. Come se l’abbandono fosse stato spesso non previsto, non meditato, ma netto e repentino. Mi sono chiesto cosa spinga la gente ad abbandonare il proprio blog così (ed anch’io non ho la coscienza pulita in tal senso), a non fornire una spiegazione. Immagino si tratti o di malattie o di noia, irretiti dalle chimere dei nuovi luccicanti social. Ma il dilemma continua a rimanere, e se da un lato sono già al lavoro per mettere insieme quattro righe di codice per mettere in pratica la parte tecnica, dall’altro non so cosa scriverò. Ma forse è un problema di lana caprina, visto che quando scade il contratto con il provider, tutto viene comunque cancellato per sempre.
Resta il fatto che il commiato, dopo vent’anni, non è facile. Intanto, buon viaggio Luca, ci mancherai.
Commenti
Franco Battaglia ha scritto:
Avrai saputo che ho perso mia moglie l’8 febbraio, sempre per questo male assurdo, e guarda caso al fegato. Il post a tempo (scadenza dieci anni) ce l’ho da due anni circa, una bozza che aggiorno ogni tanto ma programmata anche se sparirò, così come spariscono pezzi della mia vita intanto, sarà come lasciare una zattera alla deriva programmata per chissà quale porto, ammesso ce ne sia ancora uno allora, assieme ad un mare di web dove navigare. RIP Luca, fai un salutino a Lulù.
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camu ha scritto:
Franco, ti sono vicino con il cuore. Come ho scritto sul tuo blog, ho aperto poco il mio lettore RSS in queste ultime settimane, e non ero a corrente di questo lutto. Le nostre vite si sgretolano, come dici tu, e perdiamo pezzi lungo il cammino. Ma sono sempre più convinto del fatto che saremo ciò che gli altri ricorderanno di noi. L’immagine tenerissima del tenersi per mano che hai descritto sul tuo blog mi ha dato speranza. Speranza che l’umanità, inteso come sentimento, c’è ancora, seppure il mondo intorno a noi è in fiamme.
Trap ha scritto:
Non conoscevo Luca Conti fino a qualche mese, quando hai parlato della sua malattia in questo blog. Poi ho letto alcuni suoi post dell’ultimo anno, l’ultimo periodo è stato davvero pesante, fino all’epilogo di ieri. Che la terra ti sia lieve, Luca.
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camu ha scritto:
Si, leggere i suoi resoconti non era facile. Ma la grinta e la determinazione nel non volersi arrendere fino alla fine sono un testamento al carattere che aveva.
Samuele ha scritto:
Ho percorso un pezzo di Blogsfera con Luca per qualche anno. Era una presenza regolare agli eventi, ai barcamp, alle cene. Poi ci siamo persi un po, come tutti, e nell’ultimo periodo ho seguito il suo percorso di dolore con crescente tristezza. Troppo giovane. Il post di addio è qualcosa che penso da tempo, ho già dato indicazioni ai miei eredi: vorrei che il mio sito rimanesse attivo, ma non ho pensato a un post di commiato. Anche perchè non saprei quanto tempo dovrebbe passare e non saprei come farlo attivare dai miei eredi. Scriverò la password da qualche parte e potrei lasciare un pulsante da attivare. Ma è ancora presto, eh? 😀
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camu ha scritto:
Si, anch’io ancora sto cercando di pensare a cosa scrivere nel mio post di commiato. Ma in effetti, è ancora presto 🙂