Ebbene si, per celebrare il recente down di Aruba l’imminente passaggio di Tophost alla tecnologia “cloud” (spartizione del carico di lavoro all’interno di una rete di server virtuali), l’amico Arquen ed io abbiamo deciso di regalare una manciata di codici per attivare un nuovo dominio a soli 5 euro per un anno. Il pacchetto comprende 500 mega di spazio web, 4 database MySQL, estensioni varie per Apache (che la concorrenza può solo sognarsi di avere), domini senza www, e tanto altro. Come fare a partecipare? Molto semplice: lascia un commento qui sotto dove spieghi cosa ne farai del codice e te lo invierò con le istruzioni su come usarlo. Ne abbiamo un numero limitato, quindi si seguirà la solita politica del “chi prima arriva meglio alloggia” 😉 Anzi, visto che siamo generosi, al più veloce andrà un codice per l’attivazione ad 1 euro anziché 5! Che stai aspettando?
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Io sono il numero quattro
Un paio di settimane fa, tornando a casa dal lavoro, mi sono ricordato che m’era rimasto un ultimo codice promozionale per noleggiare un DVD a 50 centesimi, e scadeva a mezzanotte di quel giorno. Così sulla via di casa mi fermo alla macchinetta e, preso un po’ alla sprovvista, sfoglio il catalogo per scegliere cosa prendere. Tra gli ultimi arrivi c’era I am number four, di cui avevo visto la pubblicità in tv. Un film per adolescenti (forse l’avrò inconsciamente noleggiato per sentirmi più giovane?) che racconta la storia di un gruppo di extraterrestri che si danno la caccia. I “buoni” sono venuti a nascondersi sulla Terra, ma i soliti cattivi ora li hanno trovati e non vedono l’ora di farli fuori per poter dominare il mondo indisturbati. Una trama che ricorda abbastanza quella di Superman II, compreso l’omologo di Lex Luthor. Una pellicola che probabilmente non sarà ricordata per la sua originalità, agli antipodi di Inception o Men in Black, per intenderci.
Anche io contagiato dal +1 di Google
Ebbene si, mi sono lasciato convincere ad aggiungere il “magico” pulsantino ai miei articoli: vedremo se avrà successo e come influirà sui risultati di ricerca e sul numero di visitatori che arrivano su questi lidi. Se non lo vedi, sappi che l’aggeggio appare solo quando si visualizza l’articolo intero, non all’interno delle categorie. Finora m’ero ben guardato dall’aggiungere il Mi Piace di Facebook, perché come forse saprai non ho un’ottima opinione di questo network sociale. E poi in quel caso si tratta di un mondo chiuso, al di fuori dalla portata di Google e degli altri motori di ricerca, quindi utile soltanto a quelli che lo abitano. Mentre il pulsantino +1 è un servizio di cui beneficia l’intera popolazione di internet. Tu cosa ne pensi?
Alleati, ninja ed entusiasti
Come forse ricorderai, qualche settimana fa ho preso parte ad un corso di formazione su come essere un capo progetto o un dirigente di successo. Il professore c’ha illustrato tutta la fase di pianificazione, la creazione dei grafici di Gantt, l’uso delle funzioni di base di Microsoft Project, come individuare il cammino critico dei task, e via dicendo. E mi affascina il fatto che ci sia gente che studia teorie, costruisce modelli e deriva formule matematiche in grado di controllare ogni aspetto dell’intero processo. Peccato che poi, nella realtà (e questo vale sia in America che in Italia) molto spesso tutte queste belle cose non vengano applicate, anzi sono totalmente ignorate da chi si trova alla guida di un team. Motivo per cui, stando a statistiche fornite dal professore a lezione, al momento il tasso di fallimento dei progetti, in maniera trasversale su mercati eterogenei e dimensioni, è di circa il 65% in America: spaventoso. Leggi il resto di Alleati, ninja ed entusiasti
Cosa c’è dentro il caffè americano
Coloro che vanno a lavorare a Manhattan tutte le mattine lo sanno benissimo: i newyorkesi sono dei veri e propri drogati del caffè. Le file davanti allo Starbucks o ai chioschetti ambulanti ad ogni angolo di strada parlano chiaro: il “beverone” da sorseggiare e godersi durante l’arco della mattinata (in contrapposizione all’effimero sorso della tazzina italiana) è sempre in cima alle classifiche dei gusti americani. Personalmente non sono mai stato un amante di questa bevanda scura: sarà perché su di me non ha l’effetto stimolante e “svegliante” che invece sembra ottenere sugli altri, sarà perché il mio organismo non lo tollera molto bene, con tutte le reazioni fisiologiche che ne conseguono. Ma la vera domanda a questo punto è: tu che vai tanto pazzo per questo misterioso infuso concentrato, sai davvero cosa stai bevendo? Beh, non ci rimane che scoprirlo insieme. Leggi il resto di Cosa c’è dentro il caffè americano
Il successo degli uccellini incazzati
Qualche giorno fa il mio amico Trap m’ha segnalato l’uscita del gioco Angry Birds per Google Chrome, un modo come un altro per perdere tempo quando non si ha nulla di meglio da fare. Finora m’ero ben guardato dal farmi contagiare da questi giochini, ma la curiosità è stata più forte e così l’ho installato, sia sul computer che sull’iPhone (la versione free con 15 livelli, non potendo spendere i soldi dell’account universitario associato al telefono per queste cose). L’obiettivo del gioco è di far cascare dei maialini “impilati” su vari tipi di mattoncini, tirando degli uccellini con la fionda. Semplice, ma catchy, come direbbero gli americani. Leggi il resto di Il successo degli uccellini incazzati
Aggiornamenti al blog ed alla posta
Piccola nota di servizio per dirti che ho aggiornato due dei programmi che uso più di frequente. Gli sviluppatori di Mozilla Thunderbird, per leggere la posta ovunque mi trovo (installato in versione “portable” sulla mia chiavetta USB) hanno da qualche giorno rilasciato la versione 5 del loro programma anti-Outlook, mentre gli amici di casa Automattic hanno reso disponibile la versione “quasi stabile” di WordPress 3.2. In entrambi i casi, grosse novità sia per l’interfaccia che sotto il cofano: il nuovo uccello di tuono è più veloce, anche stando sulla pennina che è notoriamente più lenta del disco interno del computer, mentre WordPress ha finalmente abbandonato il supporto per le vecchie versioni di PHP, snellendo e velocizzando di fatto il funzionamento delle varie parti. E visto che ci sono lancio un piccolo sondaggio del weekend (che qui è lungo, grazie alla festa dell’Indipendenza): tu che programma usi per leggere la posta?
I dolori del giovane… elettricista
In questi due anni da proprietari di abitazione, abbiamo imparato che comprare una casa vuol dire, tra le altre cose, passare un bel po’ di tempo a sistemare tutte le cose che non vanno, o semplicemente effettuare lavori di miglioramento funzionale o estetico. E vuol dire anche imparare ad indossare vari cappelli, come dicono da queste parti: giardiniere, imbianchino, idraulico ed anche elettricista. Quest’ultimo in particolare, è un mestiere che devi saper fare, se non vuoi rischiare di rimanere fulminato al primo cavo che tocchi. Così è capitato che qualche settimana fa, in maniera apparentemente inspiegabile, metà casa è di colpo rimasta al buio. Sono serviti un paio di giorni di “studio” e l’aiuto telefonico del cognato elettricista per trovare il bandolo della matassa. Ho pensato di condividere questa storia qui con te, anche per raccontarti come funzionano gli impianti elettrici americani. Leggi il resto di I dolori del giovane… elettricista