Il film che la moglie ed io abbiamo visto questa settimana s’intitola The Invention of Lying, che non so come (e se) sia stato tradotto in Italiano dagli addetti ai lavori. Una pellicola passata un po’ inosservata rispetto ad altri capolavori californiani, ma che pensavamo valesse la pena di guardare. In effetti i primi quaranta minuti sono davvero divertenti, freschi e scritti con intelligenza, e strappano un bel po’ di risate. A partire proprio dalle prime scene, in cui ancora non si capisce cosa stia succedendo quando Jennifer Garner ammette “crudamente” che non uscirebbe mai con il protagonista perché ha il naso a patata e non vuole che i propri figli vengano col naso a patata. Poi piano piano ci si rende conto di trovarsi in un universo parallelo in cui tutti dicono solo e sempre la verità, e la bugia non è ancora stata inventata. Prima di continuare la lettura, ti avverto che parlerò della trama nei paragrafi seguenti, quindi se non vuoi rovinarti la sorpresa, fermati pure qui. Leggi il resto di E se tutti dicessero solo la verità?
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Almost perfect
La primavera era arrivata oramai da un po’, e quest’anno il meteo sembrava inclinato a regalare già dalle prime settimane di Aprile, giornate tiepide ed assolate. Quelle in cui fa piacere sedersi fuori, ai tavolini del bar, a consumare una bella insalata durante la pausa pranzo, o a sorseggiare un Martini alla 007 all’imbrunire (o sarebbe meglio dire all’after hours, giusto per sembrare più al passo con i tempi) con qualche amico. Quella sera, Enrico non aveva il corso in piscina, l’istruttore aveva chiesto di spostare la lezione per via di alcune gare regionali in cui era impegnato con i suoi allievi migliori. Così decise di mandare un messaggio a Giacomo, che lavorava in centro, per vedere se gli andava di fare due chiacchiere davanti a due patatine e qualche tramezzino al tonno. Il cellulare vibrò dopo qualche minuto: era Giacomo che confermava volentieri l’invito. Al lavoro era stata una giornata piatta, Alessandro non s’era visto sin dalla mattina, impegnato a seguire un nuovo progetto presso l’altra sede aziendale. Così Enrico non vedeva l’ora di timbrare il cartellino e dedicare un po’ di tempo a se stesso. Leggi il resto di Almost perfect
Pasta alle seppioline
Mare, estate, sole ed ombrelloni. Mi pare di essere in una canzone di Simone Cristicchi, che tra l’altro suggeriva un uso non proprio ortodosso dell’ombrellone, tra le sue rime. Eppure, note musicali a parte, l’estate è arrivata sul serio: le scuole sono chiuse (tranne per i poveri maturandi disperati), le località balneari s’iniziano a riempire, e la gente non vede l’ora di rosolarsi un po’ al sole sulle spiagge del Belpaese. Anche in cucina, avvengono delle piccole rivoluzioni: le zuppe calde lasciano il posto alle insalate di riso, le pietanze pesanti cedono il passo a cibi più leggeri, ma non per questo meno saporiti. Ed eccoti dunque la ricetta di oggi: pasta alle seppioline di mare. Leggi il resto di Pasta alle seppioline
Grazie… ottomila!
Eh già, ieri è stata varcata la soglia degli ottomila commenti sul blog. Ottomila manifestazioni d’interesse per quello che scrivo, ottomila occasioni per alimentare una discussione che, su queste pagine, va avanti da quattro anni e mezzo. Grazie!

L’ipertesto ci rende stupidi
Abbiamo iniziato a vedere, la volta scorsa, come i processi mentali chiamati in causa durante la navigazione in rete, stiano di fatto contribuendo a riconfigurare il modo in cui il nostro cervello lavora. Applicazioni come Facebook o Twitter, che estremizzano il concetto di ipertesto, non fanno che accentuare il problema. Perché ogni frase contiene commenti, che a loro volta sono collegati ai rispettivi autori, o rimandano a considerazioni di terzi. Sbriciolando i concetti in tanti piccoli frammenti che il nostro cervello fa sempre più fatica a ricostruire. E non si tratta di semplici osservazioni empiriche: la ricerca continua a dimostrare che le persone che leggono un testo lineare (un libro ma anche un articolo su un blog) comprendono di più, ricordano di più, e imparano di più di quelli che hanno letto un analogo testo costellato di link. Leggi il resto di L’ipertesto ci rende stupidi
La barzelletta zozza del sabato
Oggi la mia incursione nella lingua inglese prende una piega un po’ osé: è una barzelletta (che lascerò rigorosamente nella sua versione originale) tratta da Maxim di qualche mese fa. A parte il contenuto, vorrei mettere in evidenza alcune particolarità grammaticali: in inglese la H non è “muta” come in italiano, ma si pronuncia espirando la vocale che segue. Inoltre viene quasi sempre trattata come una consonante, quindi l’articolo indeterminativo che precede è a, non an: a husband, a house, a hospital. Altra cosa: TV è un’abbreviazione per television, e quindi va scritto con entrambe le lettere in maiuscolo. Già, gli americani adorano le lettere maiuscole: lo si vede spesso nei titoli dei giornali, dove la prima lettera di ogni parola è rigorosamente in maiuscolo. Infine un cenno per la parola bunch: letteralmente significa mazzetto (a bunch of parsley, a bunch of roses), ma è spesso usata in senso figurato, per intendere una manciata, un mucchio. A bunch of crap dunque non è altro che un mucchio di fesserie. Leggi il resto di La barzelletta zozza del sabato
Tintarella di luna
Ma pensa, domani pur essendo Sabato mi toccherà svegliarmi come tutti gli altri santi giorni della settimana, alle 6 del mattino. O meglio non è che me lo impone qualcuno, ma non voglio perdermi questa “quasi” totale eclissi di luna che capiterà intorno alle 6 del mattino da queste parti. Dovrò provare ad arrampicarmi sul tetto di casa mia, per avere la visuale non coperta dalla vegetazione del circondario, dato che la luna si troverà abbastanza bassa all’orizzonte, a quell’ora, stando ai siti che di queste cose se ne intendono 🙂 I più fortunati, in quest’occasione, sembrano essere gli abitanti delle Hawaii, che vedranno l’eclissi totale e possibilmente ad orari più ragionevoli. Beh, io intanto preparo popcorn e binocolo, come facevo ai vecchi tempi, da bambino, quando mi sdraiavo di notte sulle panchine in campagna ad osservare la meraviglia della volta celeste.
Con Meryl Streep, è tutto complicato
Qualche sera fa, la moglie ed io abbiamo noleggiato l’ultimo lavoro di Meryl Streep, Alec Baldwin e Steve Martin, questi ultimi due visti recentemente alla conduzione degli Oscar americani. Nel seguito parlerò della trama, quindi ti avverto sin da subito che se non vuoi sapere come “va a finire”, è meglio che tu smetta di leggere quest’articolo e passi al prossimo nel tuo lettore RSS. Cinefilo avvisato, mezzo salvato. La pellicola narra le vicende di Jane che, dopo dieci anni di divorzio, sente l’esigenza di trovarsi un partner con cui condividere le proprie giornate. La trasferta a New York per la laurea di uno dei loro figli, riunisce Jane e l’ex marito Jake sotto le lenzuola e dà inizio ad una complicata relazione “extraconiugale” tra i due. Già, perché Jake nel frattempo si è rispostato, con una ragazza di 25 anni più giovane di lui. Leggi il resto di Con Meryl Streep, è tutto complicato