due chiacchiere

Archivio degli articoli in riflessioni, pagina 10

Incolpare le agenzie web

Molte organizzazioni, pensando di risparmiare sui costi, affidano all’esterno lo studio della strategia d’azione, della progettazione e della manutenzione del proprio sito web. Il mio giudizio su questa pratica tanto diffusa, non può che essere negativo: affidare a terzi una funzione così fondamentale come la strategia d’azione, è il primo passo per la creazione di una dipendenza continua dall’agenzia. La quale, se agisce in “mala fede”, potrà presto tratte molti vantaggi dal cappio che è riuscita ad infilare al collo dei malcapitati.

Certo, in molti casi il lavoro di squadra tra committente ed agenzia, produce ottimi frutti: non tutti sono in grado di analizzare le dinamiche aziendali, e di tradurle in qualcosa di funzionale per il web. D’altro canto, come dico sempre in questi casi, ad ognuno il suo mestiere. Una fattiva collaborazione può portare allo sviluppo di un sito che soddisfi le esigenze dell’azienda committente e dei suoi utenti allo stesso tempo. Ma può tradursi in un vero disastro, se l’agenzia che sviluppa il sito non è seguita costantemente, viene lasciata all’oscuro delle dinamiche aziendali, e non realizza studi su misura per misurare i vari fattori aziendali. Leggi il resto : Incolpare le agenzie web

Se il sito non va, è colpa tua

Visto che lo sviluppo di applicazioni web richiede, in genere, competenze di carattere tecnico e tecnologico, molte organizzazioni pensano bene di affidarne la responsabilità al reparto informatico o, dove presente, al capo del Sistema Informativo. Questo crea una situazione strana: chi si occupa di marketing e comunicazione, si ritrova in maniera innaturale a dover dipendere dai tecnici del settore informatico, per apportare una qualsiasi modifica al sito.

Non c’è nulla di male a condividere competenze e risorse: il problema, però, è che spesso gli “informatici” di un’azienda hanno già molti progetti a cui badare. Dalla gestione dell’infrastruttura di rete alle politiche di sicurezza, dall’installazione dei computer allo sviluppo software: tutto questo, per forza di cosa, finisce per scavalcare, in quanto ad importanza, le richieste relative ad una “paginucola” del sito. Il risultato è che il sito viene aggiornato sporadicamente, dando all’esterno un’immagine di poca professionalità dell’azienda.

Alcuni provano a richiedere l’installazione di un sistema per la gestione dei contenuti, per svincolarsi da questo giogo, ma la risposta tipica che ricevono è: “Stiamo lavorando su un progetto di messa in sicurezza della rete, in queste settimane, non abbiamo risorse sufficienti per gestire la vostra richiesta. Provate a ripassare fra qualche mese”, sottolineando quest’ultima frase in maniera quasi cinica. Leggi il resto : Se il sito non va, è colpa tua

Quando la Wii può fare male

In America, si sa, sono sempre avanti in tutto: mentre gli Italiani iniziano a giocare con la Wii Fit, qui già si sono mossi gli specialisti per analizzare quanto ci si può far male con questo gingillo. Se non sai cosa sia la Wii Fit, è bene fare un veloce ripasso: dopo aver inventato il controllo tridimensionale dei movimenti, la Nintendo ha pensato bene di vendere una palestra portatile, infilata tutta dentro la consolle più amata dai giocatori d’oggi. Grazie ad una pedana senza fili, lo scatolotto bianco è in grado di correggere la nostra postura, la posizione delle gambe e via dicendo. Il segreto è tutto in un rilevatore di pressione, che raccoglie i segnali su quello che stiamo facendo. Ed ecco inventata la palestra: basta salire in pedana, e seguire il nostro istruttore virtuale sullo schermo. Leggi il resto : Quando la Wii può fare male

Non c’è proprio da scherzare

La triste verità, ammettiamolo, è che molte aziende vedono il proprio sito web e le persone che ci lavorano, come un vero e proprio costo, nella pianificazione delle risorse. I responsabili, se interrogati, risponderanno candidamente “Le persone in cima alla piramide dei guadagni per quest’azienda sono i nostri addetti alle vendite”, come se ogni altra idea fosse quasi una bestemmia. Ma anche il miglior venditore, con quanti clienti potrà mai parlare in un mese? 50? 200? 1000? Certo nulla in confronto ai milioni di visitatori che possono approdare su un sito web: tutta gente che si farà immediatamente un’idea dell’azienda basandosi sulle impressioni ricevute proprio dalla navigazione tra i contenuti del sito. Il punto, comunque, non è svalutare l’opera dei venditori, ma dare la giusta priorità al ruolo degli sviluppatori web nel definire la percezione che di un’azienda hanno i suoi clienti. Perché ancora oggi il web design non è preso abbastanza sul serio. Leggi il resto : Non c’è proprio da scherzare

Il sistema operativo sul web

Lo sapevo che andava a finire così: l’avvento di un linguaggio di programmazione associato alle pagine web, già più di dieci anni fa, lasciava intravedere la rivoluzione. Poi è arrivato Google ed ha mostrato a tutti le potenzialità di questi strumenti: programmi di videoscrittura, posta elettronica avanzata, calendari tuttofare. Vere e proprie applicazioni complesse che “girano” dentro un semplice browser. Pur con tutte le limitazioni imposte da questa piattaforma, non pensata sin dall’inizio per questo scopo. E allora come m’insegna il mio professore di Linguaggi e Compilatori, il browser si sta trasformando lentamente in un sistema operativo, perché costituisce il supporto a tempo di esecuzione per le applicazioni del web. Leggi il resto : Il sistema operativo sul web

Un buco nella posta di Google

Accidenti come passa in fretta il tempo. Sono già praticamente due mesi che ho tradotto la seconda parte di un interessante articolo, il cui autore è stato vittima di una truffa grazie ad un problema di Google. Riassunto delle puntate precedenti: David un bel giorno, mentre è in vacanza, si accorge che il suo sito (che gli serve da vetrina per il suo lavoro di grafico) è stato sostituito da un altro. Forse avrà dimenticato di rinnovarlo, pensa ingenuamente. Finché non scopre che tutto era stato premeditato fin nei minimi particolari. Ora il punto è: come fare a riappropriarsi di ciò che in teoria dovrebbe essere ancora suo? Leggi il resto : Un buco nella posta di Google

Ti rubo posta e dominio

Riprendo la traduzione in Italiano di un interessante articolo di un grafico inglese, al quale è capitata la spiacevole avventura di vedersi soffiare il proprio dominio, per colpa di una falla della posta elettronica di GMail. Un motivo in più, secondo me, per usare un normale programma di posta, come Outlook o Thunderbird, e leggerla comodamente senza accedere all’interfaccia web del sistema, che per quanto sicura, è sempre soggetta a pericolose aggressioni da parte di malintenzionati. Leggi il resto : Ti rubo posta e dominio

Ti rubo posta e dominio, 1

Voglio tradurre anche per te che non mastichi bene l’inglese, alcuni passaggi di un interessante articolo di David Airey, un grafico inglese al quale hanno rubato il dominio internet e la casella di posta elettronica di GMail. Per metterti in guardia dai malintenzionati senza scrupoli che girano in rete a caccia di informazioni da sfruttare a loro vantaggio. In breve: David ha detto sul suo blog che partiva per qualche giorno; approfittando dell’assenza i “cattivi” sono entrati nella sua posta sfruttando un trucco ancora poco noto, e hanno finto di essere lui inviando al suo provider la richiesta di trasferire il dominio presso un altro fornitore, gestito in verità dai cattivi stessi. Quando David si è accorto del furto, era troppo tardi: il dominio era oramai associato al nuovo fornitore, e non c’era nulla da fare per annullare quest’operazione. Leggi il resto : Ti rubo posta e dominio, 1

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