Discutevamo l’altro giorno col mio capo al lavoro su come il compito di mantenere un sito web stia attraversando una nuova fase: quella in cui i sistemi per la gestione dei contenuti (altrimenti noti come cms, content management systems) monolitici non siano oramai proponibili, specialmente nelle grosse realtà. Questo perché il contenuto non risiede più in un unico posto: l’arrivo del cloud computing e delle API consente di costruire una pagina prelevando spezzoni di informazioni da sorgenti diverse. Si pensi alla tipica home page di una media organizzazione: ci sarà un elenco di eventi che i redattori inseriscono in un’applicazione calendario, ci sarà un video pubblicato su YouTube, ci sarà un cenno al prodotto di punta, i cui dettagli sono contenuti in un database separato contenente l’inventario (o catalogo) aziendale, e se è un’azienda “figa” ci sarà un link all’ultimo post pubblicato sul blog ufficiale, a sua volta gestito magari con WordPress. Leggi il resto di I cms sono già fuori moda
Archivio degli articoli in riflessioni, pagina 7
Fallo durare più a lungo
In questa lunga rassegna di soluzioni tecniche che ho messo in atto per migliorare l’esperienza dei visitatori sul mio blog, ho sempre cercato di generalizzare l’implementazione, affinché sia applicabile a qualsiasi sito, su qualsiasi provider si trovi. Quello che invece racconterò oggi, potrebbe non funzionare se chi ospita le tue pagine non consente di utilizzare il file .htaccess ed in particolare la direttiva mod_expires. Ottimizzatore avvisato, mezzo salvato 🙂 Prima di proseguire, forse è utile fare qualche passo indietro per spiegare brevemente come fa una pagina ad arrivare sul tuo schermo, dopo che clicca su un link o si digita un indirizzo nel browser. Leggi il resto di Fallo durare più a lungo
Network Solutions e WordPress
Ho letto solo stamattina del fattaccio successo la scorsa settimana sui server di Network Solutions, uno dei più famosi hosting provider qui in America, e suppongo a livello internazionale. Pare che alcuni malintenzionati abbiano scoperto una falla di sicurezza nel loro sistema di virtual hosting, sfruttandola per infilare codice “malevolo” all’interno delle pagine dei malcapitati. Da quanto si apprende era possibile per un utente accedere ai file nelle cartelle dei suoi “vicini di casa” e ficcare il naso alla ricerca di password. Ora, WordPress è un programma molto usato (quelli di NS hanno, come Tophost, un pacchetto apposito con questa piattaforma preinstallata) e quindi è ovvio che un malintenzionato cerca di appoggiarsi a questo sistema di gestione per fare le sue porcherie: la probabilità di infettare tanti siti aumenta. Leggi il resto di Network Solutions e WordPress
Disintossicarsi da Facebook
Qualche settimana fa mi ha contattato privatamente uno dei lettori di questo blog, anzi per l’esattezza una lettrice, per condividere il suo senso di frustrazione nell’essere stata disabilitata da Facebook perché non usava il suo “vero” nome e cognome ma uno pseudonimo che l’ha sempre contraddistinta. Questa, in effetti, è una cosa che io non ho mai capito di quella rete sociale dove la gente costruisce fattorie: che differenza fa, dal loro punto di vista, se creo un account sotto il mio vero nome o come Mario Rossi. Voglio dire, come fanno a controllare che le credenziali che io sto usando corrispondono al vero? Fintanto che non uso la piattaforma per cose illegali, il nome non è che una delle tante etichette che ci portiamo addosso, che sia reale o inventato. La lettera di FB, così si firma la lettrice, mi porta poi a riflettere sull’ampio discorso della “disintossicazione”, roba per la quale in Cina ci sono dei veri e propri centri di recupero! Leggi il resto di Disintossicarsi da Facebook
Un tema a pezzi è meglio
Per gli esperti di WordPress, in questa puntata non sto per dire nulla di sconosciuto, ma per te che hai sempre voglia di imparare cose nuove, sarà una cosa interessante da sapere: il mio tema è diviso in tanti piccoli pezzi, come in un mosaico. WordPress, il sistema di gestione che uso per far funzionare il blog, “suggerisce” questo approccio già nei suoi temi predefiniti. In pratica, una volta scritto il codice HTML della generica pagina del mio sito, ne ho individuato i tasselli principali: l’intestazione, il menù di navigazione, il contenuto vero e proprio, i commenti, ed il piè di pagina. Ho dunque smembrato quel codice originario, salvando il rispettivo pezzo di HTML in un file a parte (con WordPress bisogna usare i nomi richiesti dal sistema: header.php, post.php, footer.php, e via dicendo). Leggi il resto di Un tema a pezzi è meglio
I falsi pregiudizi sui siti web
Per centinaia d’anni la progettazione di qualsiasi cosa ha sempre posto problemi di accessibilità. Non è certo una questione limitata ai siti web: dall’accesso ad un edificio agli ascensori, dalle automobili alle prese di corrente in cucina, dalla televisione ai giochi per bambini, sono tutte situazioni in cui, volendo, ci si trova ad affrontare l’argomento “accessibilità” dell’oggetto. La soluzione al problema è sempre stata che il progettista, usando la sua esperienza in materia, prende delle decisioni ragionate per rendere l’oggetto in questione usabile (o leggibile, o accessibile) dalla grande maggioranza delle persone. Conservando allo stesso tempo un dato margine di controllo sull’estetica e sulle funzionalità. E gli altri? Beh, semplicemente si sono adattati ad usare quell’oggetto come meglio potevano, magari aiutandosi con appositi ausili. In termini spiccioli, se il libro aveva dei caratteri troppo piccoli, l’ipovedente si comprava una bella lente d’ingrandimento.
Il gioco dei tre fogli di stile
Come avevo promesso tante e tante volte, inizierò finalmente a svelarti i segreti che si nascondono dietro le quinte del mio tema. Questo non equivale a rilasciare il tema al mondo, ma almeno cerca di apprezzare lo sforzo 🙂 Passo dopo passo, voglio aiutarti a rendere anche il tuo blog più accessibile e facile da aggiornare. Non so ancora quante puntate ci vorranno, in questi anni ne ho aggiunte di cose. Ma so da dove iniziare: i fogli di stile. Che stanno alla base di qualsiasi template si prenda in considerazione. Un vestito, per durare nel tempo, deve essere cucito bene ed usare stoffa di qualità, altrimenti basterà qualche lavaggio per renderlo già vecchio ed inutilizzabile. La stessa cosa vale per il “vestito” del tuo sito. Leggi il resto di Il gioco dei tre fogli di stile
L’utente farà la sua parte
L’interessante discussione avuta col mio capo su quali funzionalità accessibili implementare sul portale che stiamo riprogettando, m’ha dato lo spunto per scrivere una miniserie di articoli su quanto sia efficace propugnarsi talebani dell’accessibilità. Personalmente mi ritengo sempre un grande sostenitore di questa filosofia, ma ammetto che negli ultimi tempi la mia posizione s’è spostata verso l’ala più moderata del movimento. D’altro canto, l’ho già detto anche parlando d’altro, l’estremismo (in qualsiasi contesto) non paga mai, porta soltanto lotta e distruzione 🙂 In passato, m’è capitato, infatti, di etichettare come “pigre” certe redazioni web che non offrivano un livello di accessibilità soddisfacente sul proprio sito. “Questi lavativi non se ne fregano una cippa dei disabili” (o di chi usa un telefonino per navigare, o degli ipovedenti, ecc), tagliavo corto, dopo una breve analisi del sito. Leggi il resto di L’utente farà la sua parte