due chiacchiere

Archivio degli articoli in ripostiglio, pagina 33

La coda di Irene c’ha fregato

E così siamo riusciti a passare indenni la notte tra Sabato e Domenica, quando l’uragano Irene ha raggiunto la nostra zona, in perfetto orario sulla tabella di marcia. Per fortuna, come molti hanno capito, la forza del vento è stata ben inferiore di quanto pronosticato da televisioni e fabbricatori di notizie, ma ciò non toglie che si sia fatto più che bene a prepararsi al peggio. Gli alberi hanno retto, la corrente non è andata via, il ruscello a 200 metri da casa nostra è rimasto nei limiti di guardia. Tutto sembrava volgere per il meglio Domenica mattina, s’era persino visto il sole affacciarsi tra le nuvole. Peccato che la coda di Irene sia stata quello che pochi si aspettavano: l’acqua che stava riversando al nord, sta scendendo verso di noi, ingolfando fiumi, buttando a terra alberi e lasciandoci al buio per 24 ore di fila alcuni giorni (qualcuno vuole un po’ di yogurt dal mio frigo?). Beh, asciugare l’acqua infiltratasi nel seminterrato è un modo originale per passare il proprio compleanno, no? Leggi il resto di La coda di Irene c’ha fregato

La calma prima della tempesta

E così stanotte (le 8 di domani mattina in Italia) Irene dovrebbe raggiungere la nostra zona, flagellare New York con venti intorno ai 100 chilometri orari e poi continuare la sua marcia verso il nord degli Stati Uniti. Al momento qui si respira una calma quasi artificiale, e fuori non si vede neppure il classico cane passare per strada: sarà per i messaggi inquietanti che arrivano da ogni canale su cui ci si sintonizza, sarà perché fuori ha già iniziato a piovere, sarà perché i supermercati ed i negozi per la casa sono stati praticamente svuotati di tutti i generi di prima necessità (dall’acqua alle batterie, dai generatori a benzina alle pompe dell’acqua). Avevo pensato di mettere la webcam in diretta, ma dato che il peggio arriverà di notte, non avrebbe avuto alcun senso. Ad ogni modo, noi siamo già pronti ad evacuare, se necessario, ma speriamo proprio non ce ne sia bisogno.

Sono solo molto impegnato

Piccola nota di servizio per tranquillizzare e soddisfare la curiosità di coloro che si stanno chiedendo che fine abbia fatto camu. Con l’imminente inizio del nuovo anno accademico, al lavoro si sono accumulati una serie di progetti che vanno completati entro metà della prossima settimana. Da qui la corsa febbrile per “spremere” ogni minuto delle otto ore lavorative quotidiane per cercare di fare il più possibile 🙂 Come dicono gli americani, siamo in crunch time e quindi non rimane tempo per altro. Arrivato a casa, poi, ho voglia di tutto tranne che sedermi di nuovo davanti ad un computer per curare il blog. E così mentre l’uragano Irene minaccia di portare un’apocalisse nella Grande Mela, ed i terremoti scuotono mezz’America, io non posso far altro che tenere per me tutti i post che ho nella testa. Se a tutto questo s’aggiunge che sto lavorando alla versione 2.5 del mio plugin per le statistiche, per includere il tracking di Google Plus One e di qualsiasi evento ti passi per la testa (heatmaps, anyone?), il quadro della situazione è completo.

Come sbucci la tua banana?

Va bene, lo ammetto, il titolo potrebbe sembrare quanto meno ambiguo ed i soliti malpensanti si saranno subito fatti chissà quali strane idee. Probabilmente anche tu che arrivi da Google cercando argomenti piccanti, rimarrai deluso da quello che leggerai qui di seguito. Già, perché la domanda del titolo è propriamente letterale, e riprende la discussione dell’olio e dell’aceto nata durante una cena in famiglia. A margine dell’animato dibattito, infatti, qualcuno ha proposto altre curiose domande a sfondo culinario. Anche nel caso del frutto giallo, si sono formati due gruppi e due filosofie di pensiero. Gli uni, più numerosi, sostenevano che è più comodo sbucciare la banana dal “manico”, ovvero dalla parte in cui il frutto è attaccato al casco. Gli altri, agguerriti, facevano notare che in questo modo però si hanno due problemi: se il frutto è maturo si rischia di ridurre la punta in poltiglia, e non si ha un comodo manico (appunto) per tenere la banana quasi finita. E tu da che parte stai? Leggi il resto di Come sbucci la tua banana?

Alcune curiositĂ  sul ramadan

Non molti lo sanno, ma con il mese di Agosto è iniziata la celebrazione del ramadan per la comunità islamica. Dato che un quinto della popolazione mondiale pratica questa religione, ho pensato che sia interessante condividere qualche curiosità in merito con i miei lettori. Si tratta di un periodo di penitenza che i devoti praticano per ingraziarsi la benevolenza di Allah. Un po’ come capita per i cristiani praticanti durante la quaresima. Il ramadan consiste nel digiunare completamente dall’alba al tramonto: niente bere, mangiare, fumare o praticare attività sessuali. Comincia ogni anno in un periodo diverso per via del calendario musulmano basato sui cicli lunari: più esattamente è il nono mese dell’anno e significa “mese caldo”, probabilmente perché originariamente era celebrato sempre d’estate. Leggi il resto di Alcune curiosità sul ramadan

Cosa c’è dentro il caffè americano

Coloro che vanno a lavorare a Manhattan tutte le mattine lo sanno benissimo: i newyorkesi sono dei veri e propri drogati del caffè. Le file davanti allo Starbucks o ai chioschetti ambulanti ad ogni angolo di strada parlano chiaro: il “beverone” da sorseggiare e godersi durante l’arco della mattinata (in contrapposizione all’effimero sorso della tazzina italiana) è sempre in cima alle classifiche dei gusti americani. Personalmente non sono mai stato un amante di questa bevanda scura: sarà perché su di me non ha l’effetto stimolante e “svegliante” che invece sembra ottenere sugli altri, sarà perché il mio organismo non lo tollera molto bene, con tutte le reazioni fisiologiche che ne conseguono. Ma la vera domanda a questo punto è: tu che vai tanto pazzo per questo misterioso infuso concentrato, sai davvero cosa stai bevendo? Beh, non ci rimane che scoprirlo insieme. Leggi il resto di Cosa c’è dentro il caffè americano

Il successo degli uccellini incazzati

Qualche giorno fa il mio amico Trap m’ha segnalato l’uscita del gioco Angry Birds per Google Chrome, un modo come un altro per perdere tempo quando non si ha nulla di meglio da fare. Finora m’ero ben guardato dal farmi contagiare da questi giochini, ma la curiosità è stata più forte e così l’ho installato, sia sul computer che sull’iPhone (la versione free con 15 livelli, non potendo spendere i soldi dell’account universitario associato al telefono per queste cose). L’obiettivo del gioco è di far cascare dei maialini “impilati” su vari tipi di mattoncini, tirando degli uccellini con la fionda. Semplice, ma catchy, come direbbero gli americani. Leggi il resto di Il successo degli uccellini incazzati

I dolori del giovane… elettricista

In questi due anni da proprietari di abitazione, abbiamo imparato che comprare una casa vuol dire, tra le altre cose, passare un bel po’ di tempo a sistemare tutte le cose che non vanno, o semplicemente effettuare lavori di miglioramento funzionale o estetico. E vuol dire anche imparare ad indossare vari cappelli, come dicono da queste parti: giardiniere, imbianchino, idraulico ed anche elettricista. Quest’ultimo in particolare, è un mestiere che devi saper fare, se non vuoi rischiare di rimanere fulminato al primo cavo che tocchi. Così è capitato che qualche settimana fa, in maniera apparentemente inspiegabile, metà casa è di colpo rimasta al buio. Sono serviti un paio di giorni di “studio” e l’aiuto telefonico del cognato elettricista per trovare il bandolo della matassa. Ho pensato di condividere questa storia qui con te, anche per raccontarti come funzionano gli impianti elettrici americani. Leggi il resto di I dolori del giovane… elettricista

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