Mi son preso qualche settimana di ferie, s’è notato? 🙂 Ho ridotto al minimo l’uso del computer e mi son dedicato ad altre attività, tra cui lo spostamento del mio ufficio in una stanza appositamente allestita nel seminterrato (con tanto di cablatura dal terminale in fibra al computer), sistemazione del mio orticello dietro casa e via dicendo. Come dicono gli americani, insomma, sono stato abbastanza “off the grid” per un po’, e devo dire che m’ha fatto proprio bene. Ricordo sempre quando la moglie ed io andammo alle Canarie per 2 settimane, non toccai un computer per l’intera durata della vacanza e fu un vero toccasana. Troppa tecnologia, a volte, può fare più male che bene. Ma ora son tornato, per la gioia di grandi e piccini. Leggi il resto di E sono ancora qui
Archivio degli articoli in ripostiglio, pagina 34
I tuoi occhi visti da vicino
Girando in rete si trovano a volte delle foto bellissime: paesaggi di campagna, nudi di donna, bimbi che solo a guardarli ti viene voglia di sorridere al mondo, animali e via dicendo. L’altro giorno su Google Reader mi sono apparse delle foto del corpo umano visto da vicino. Una di queste era tratta dalla collezione di Suren Manvelyan, un armeno con la passione per gli occhi. Sono rimasto ad… occhi aperti 🙂

Tanti auguri dalla nostra magnolia
… ed ovviamente da noi a tutti i lettori di questo spazio 🙂 L’albero nella foto è nel giardino dietro casa nostra, e proprio in questi giorni sta fiorendo in maniera spettacolare. Quale migliore occasione per immortalarlo, mi son detto, se non quella degli auguri pasquali.

Ho incontrato il Blumannaro
No, non c’è un refuso nel titolo qui sopra, non volevo scrivere Lupo Mannaro. Blumannaro è il nome del blog di Caigo, un veneziano venuto in vacanza nella terra a stelle e strisce proprio in questi giorni, con alcuni amici. Tempo fa m’aveva promesso una delle sue esclusive penne, e così ha deciso di venirmi a trovare all’Università dove lavoro per effettuare la consegna di persona, molto in stile postino di Maria De Filippi. Le due orette in loro compagnia sono volate troppo in fretta, ma siamo rimasti d’accordo che la prossima ci organizziamo per andare a visitare di persona il negozio del Boss delle Torte, un programma televisivo condotto da un pasticciere che abita a venti minuti da casa mia, e che a quanto pare è molto popolare in Italia. Abbiamo fatto un giro tra i vari palazzi, mangiato un (gustoso?) panino con tonno e lattuga, e parlato di un po’ di tutto. Soprattutto io: solo tornando nel mio ufficio mi sono reso conto di aver monopolizzato l’incontro, e di questo chiedo assolutamente venia. Probabilmente era tanta la voglia di parlare un po’ d’Italiano, che il mio spirito s’è aperto come un fiume in piena. Spero di non aver fatto venir loro il mal di testa. Leggi il resto di Ho incontrato il Blumannaro
La mia prima risonanza magnetica
Se segui questo blog da un po’, sai bene che di solito non racconto i miei fatti personali. Un po’ perché sono convinto che non importano a nessuno, ed un po’ perché mi piace pensare di poter ancora conservare un briciolo di privacy, in un mondo dove persino il Fisco usa Facebook per spiare i contribuenti. Queste rare eccezioni sono per annotare eventi “straordinari”, come ad esempio quando l’anno scorso il dentista mi ha cavato ben tre denti del giudizio in un colpo solo (benedetto sia chi ha inventato l’anestesia generale ambulatoriale). Così mi piace ricordare che c’è una prima volta per tutto nella vita. Comprese le procedure sanitarie che spesso vediamo nei vari Dottor House o Grey’s Anatomy di turno. Leggi il resto di La mia prima risonanza magnetica
Un piccolo contributo per il Giappone
Strano, ma nella blogosfera italiana che leggo ho visto pochi interventi che in qualche modo parlassero del cataclisma abbattutosi in Giappone in questi giorni. Personalmente stavo meditando sul da farsi, ed alla fine ho deciso che donerò i proventi della pubblicità su questo blog dall’inizio dell’anno ad oggi, raddoppiati. Si tratta solo di una trentina di dollari (già, i tempi in cui facevo guadagni a tre cifre sono finiti, maledetto Facebook), ma se ognuno di noi donasse anche soltanto 10 euro alle organizzazioni umanitarie per acquistare qualcosa e soccorrere questo popolo disperato, si potrebbero raggranellare cifre considerevoli. Nel mio caso donerò (come la scorsa volta per l’Abruzzo) alla Croce Rossa, che ha istituito qui un fondo apposito per quest’emergenza. Il Giappone, dove la moglie ed io siamo stati in viaggio di nozze, è sempre stato nel nostro cuore, e questa tragedia c’ha molto colpito. E tu, di cosa sei disposto a privarti in questa Quaresima per aiutare il popolo del Sol Levante?
L’ingenuità disarmante delle parole chiave
Ogni tanto, forse lo sai, mi piace curiosare tra le statistiche del mio blog per capire come la gente approdi sull’uscio di questa casetta virtuale. A parte le solite ricerche sul sesso (e t’assicuro che ce n’è davvero per tutti, ma proprio tutti, i gusti), sulle ricette di cucina (le chiacchiere di carnevale ed i canederli stanno andando forte in questo periodo) e su Tophost, ho notato una tendenza ad usare Google e gli altri motori di ricerca come una specie di oracolo da cui ottenere la risposta giusta a qualsiasi tipo di problema, coniugale o scolastico, di salute o politico. Il filo conduttore è l’ingenuità di queste domande ed il fascino che provocano in me coloro che le hanno generate. Leggi il resto di L’ingenuità disarmante delle parole chiave
E così sono già tre anni
Ricordo l’ultimo giorno in Italia come se fosse ieri. La moglie era già partita da alcune settimane, per iniziare la caccia al lavoro nel nuovo Continente in modo che almeno uno dei due potesse portare la pagnotta a casa, in questa fase di transizione. Io avevo già fissato 5 colloqui per le prime due settimane, tutto tramite Internet (benedetto sia chi l’ha inventata). La casa in Italia era oramai completamente svuotata, la macchina venduta, gli amici salutati. Tutto era pronto per questo salto nel buio. In realtà tanto buio non era: qui avevo già mia moglie che, essendo nata in questi luoghi, non era certo sprovveduta. Il mio datore di lavoro mi concedeva un’aspettativa non retribuita di 1 anno per motivi personali: una rete di protezione non indifferente, a ben pensarci. Ed infine il cambio favorevole (per me) tra euro e dollaro, che gonfiò “magicamente” i risparmi che avevamo da parte. Insomma, non ero certo l’immigrato con la valigia di cartone che s’imbarcava alla ricerca di miglior fortuna. Leggi il resto di E così sono già tre anni