Halloween, non c’è dubbio, è una tradizione radicata fortemente nella cultura americana (non come la versione annacquata e commerciale che sta prendendo piede in Italia), e tutti in un modo o in un altro vi prendono parte. Così all’università dove lavoro io, i professori attaccano fantasmini o cappelli da strega fuori dalla loro porta, nel paesello dove abitiamo spuntano scheletri dai prati di fronte alle case della gente, dietro le finestre oscuri mostri scrutano i passanti, sulle scalinate le zucche e gli spaventapasseri accolgono gli ospiti, e via dicendo. L’altra mattina, tornando a casa, la moglie ha trovato un sacchetto di carta sull’uscio, con un foglio attaccato sopra: you have been ghosted. Le poche righe spiegano, in breve, che un vicino rigorosamente anonimo ci ha “prescelto”, lasciando nel sacchetto dolcetti e giochini vari. Il nostro compito è di non interrompere la catena, attaccando un fantasmino alla nostra porta d’ingresso (per segnalare che siamo già stati ghosted) e fare a nostra volta lo stesso con un altro vicino: lasciare un pacchetto, suonare il campanello e scappare 🙂 Non è da amare solo solo per queste cose, l’America? Leggi il resto di Abbiamo i fantasmi in casa
Archivio degli articoli in ripostiglio, pagina 37
In differita dal WordCamp NYC 2010
Avevo promesso che avrei pubblicato qualche foto scattata al WordCamp di New York della scorsa settimana. E così eccomi qui a soddisfare la curiosità di chi non c’era. Ho partecipato alla prima giornata, quella con tutti gli interventi strutturati, dove ho assistito ad alcuni talk interessanti: l’avvento di HTML 5 nei prossimi temi di WordPress, l’uso avanzato delle API di sistema, l’ottimizzazione della piattaforma per siti che devono sopportare grossi carichi e molto altro. Non c’era il venerato Matt Mullenweg, colui che ha dato vita a WordPress, ma uno dei suoi luogotenenti, Andrew Nacin, che ha incoraggiato tutta la comunità a continuare a contribuire e far crescere questo strepitoso prodotto open source. Leggi il resto di In differita dal WordCamp NYC 2010
Ho messo le bandiere all’entrata
Esporre la bandiera sull’uscio di casa è, per molti americani, una manifestazione del proprio attaccamento alla nazione, un concetto spesso sconosciuto agli abitanti del Belpaese. La casa che abbiamo comprato l’anno scorso apparteneva ad un ex ufficiale militare, suppongo dei Marines a giudicare dalle spillette che abbiamo ritrovato in alcuni cassetti, probabilmente dimenticate durante il trasloco. Tra le personalizzazioni che ha apportato durante gli anni in cui ha vissuto qui, c’è un bellissimo palo portabandiera all’ingresso, alto almeno 15 metri, sul quale possono essere montate fino a tre bandiere. Finora non l’avevamo mai sfruttato, anche perché aspettavo una buona occasione su Amazon. Che s’è presentata un paio di settimane fa: due bandiere (quella italiana e quella americana) per 10 dollari.
Le due campane di Tophost
Ora che le acque si sono calmate, dopo l’infuocata diatriba estiva accesasi intorno al provider Tophost (se non ne eri al corrente, non ti sei perso nulla di fondamentale per la tua esistenza, te l’assicuro), vorrei pubblicare (in forma anonima, dietro richiesta dell’interessato) una delle email che ho ricevuto da un cliente di questo provider. Perché la storia va raccontata da entrambe le parti, e bisogna ascoltare entrambe le campane prima di farsi un’opinione. Almeno questo è ciò che dovrebbe fare un utente con un minimo di sale in zucca che s’accinge a comprare un nuovo dominio. Tophost è una delle poche aziende italiane che cerca di comportarsi con serietà e trasparenza. Ho avuto a che fare con altri provider come Seeoux, DnsHosting, Aruba e via dicendo, e finora Tophost mi sembra il più serio. Leggi il resto di Le due campane di Tophost
Trenitalia musulmana?
Non riuscivo a credere a quanto stavo leggendo sul blog di Lucilleidi, e così ho voluto verificare in prima persona. A quanto pare da qualche giorno è attiva una promozione che farebbe viaggiare gratis le donne… se accompagnate da un uomo. Ma che razza di iniziativa è questa? Riporto una frase dall’articolo apparso sul Corriere della Sera in proposito
A interessare di più le viaggiatrici, però, sono gli sconti e la campagna di sensibilizzazione sui temi della salute, dei diritti e della sicurezza. Per usufruire della promozione, però, le donne dovranno essere necessariamente «accompagnate». Una regola che ha già provocato qualche polemica da parte dei movimenti per i diritti delle donne.
Viaggeranno gratis su tutti i treni a media e lunga percorrenza ogni giorno, ma dovranno essere insieme alla famiglia (un gruppo di 3-5 persone con almeno un bambino). Il sabato, poi, se vogliono un posto a costo zero dovranno essere in coppia, accompagnate da un passeggero munito di biglietto. Alla faccia dell’emancipazione.
Il corpo faccia quello che vuole
Tempo fa avevo dato il via ad un’interessante discussione sul fatto che noi siamo principalmente il nostro cervello. Vedo con piacere che gente di sicuro più influente ed autorevole di me pensa la stessa cosa: Rita Levi-Montalcini per i suoi 100 anni sembra aver detto:
Ho perso un po’ la vista, molto l’udito. Alle conferenze non vedo le proiezioni e non sento bene. Ma penso più adesso di quando avevo vent’anni. Il corpo faccia quello che vuole. Io non sono il corpo: io sono la mente.
Sempre più verso gli anta
E così anche quest’anno è arrivato il giorno fatidico che non ho mai amato più di tanto: quello del compleanno. Eh già, come i seguaci di vecchia data di questo blog sanno, oggi spengo una candelina in più sulla mia torta virtuale. Mi consola sapere che non sarò il festeggiato in questo sabato di fine agosto, visto che la nipote di mio cognato (la figlia di sua sorella) è nata anche lei oggi e compie un anno. Quindi saranno tutti concentrati su di lei e (per fortuna) si dimenticheranno di me 🙂 In compenso la moglie, come “pre” regalo, ieri sera m’ha ordinato la pizza “alla siciliana”, quella spessa 3 centimetri, che qui è una vera delizia. Erano anni che non la mangiavo ed è stata una sfiziosa sorpresa. Beh, una gustosa consolazione contro il tempo che vola!
Scrivere l’essenziale nel 2010
L’estate, oramai i veterani della blogosfera lo sanno, è il momento in cui i concorsi spuntano e si diffondono come i funghi. Ma in genere si tratta di fuochi di paglia, che a volte non arrivano neppure alla loro naturale conclusione, per problemi legati alla spartana e arrangiata organizzazione che li promuove e gestisce. Per fortuna ci sono poi le classiche eccezioni alla regola, quegli appuntamenti che oramai durano da anni e che ti fanno ricordare che un altro anno è passato nella blogopalla. Sono appuntamenti che scandiscono il tempo blogosferico, in maniera più o meno pomposa: si va dai Macchianera Blog Awards (vota per questo blog in almeno una categoria, grazie) a piccole manifestazioni di nicchia che rinascono dalle proprie ceneri e si rinnovano puntualmente, come Scrivere l’essenziale, a cui tengo particolarmente essendo organizzato dal mio amico Matteo.