due chiacchiere

Archivio degli articoli in ripostiglio, pagina 43

Sono stato ammonito

Hai presente la scena del poliziotto americano appostato sulla superstrada che d’un tratto esce, accende lampeggianti e sirena, e fa accostare il malcapitato di turno? Tutto bello e divertente quando la scena la stai guardando in televisione, un po’ meno quando alla guida dell’auto fermata ci sei proprio tu! Eh già, la scorsa settimana sono stato pizzicato, dopo un anno e mezzo di “patente illibatissima”, e mi è stata contestata l’infrazione di cambio frequente di corsia. Se una cosa del genere esistesse in Italia, sarebbero tutti multati all’istante 🙂 Comunque, vedere nello specchietto retrovisore il lampeggiante fa saltare il cuore in gola, te lo posso assicurare. Anche perché qui è bene non avere problemi con la giustizia, specialmente per me che sono ancora con un permesso di soggiorno temporaneo! Ad ogni modo, tutto è bene quello che finisce bene: il codice della strada prevede infatti una prima “ammonizione” (ovvero un warning) che non ha conseguenze dirette (multa, punti, ecc). Ma se ti pizzicano di nuovo per lo stesso fatto entro un anno, scattano i punti (che qui si aggiungono, non si sottraggono come in Italia) e la multa. Buono a sapersi!

Lucia lascia l’Italia opaca

(dal Corriere della Sera, rubrica Italians di Beppe Severgnini) Ci siamo accorti che carovane di giovani italiani, bravi e istruiti, si spostano dal sud al nord (122mila nel 2008, secondo Svimez). Altrettanti, e altrettando bravi, saltano un passaggio: dal sud vanno direttamente all’estero. Dieci anni di viaggi e “pizze Italians” mi hanno lasciato pochi dubbi e molte storie tristi. Quei ragazzi non partono per imparare; partono per dimenticare. Non si tratta solo di intimidazioni e soprusi (ci sono anche quelli). E’ il sottobosco dei compromessi a dare la nausea. Ho chiesto a una ragazza siciliana, che chiameremo Lucia, di spiegare perché se ne va. Leggete con attenzione: è uno spaccato dell’Italia opaca, quella che molti giovani meridionali non sopportano più. Leggi il resto di Lucia lascia l’Italia opaca

La partenza, ogni mattina

La scorsa volta ti ho portato con me sull’autobus durante il pezzetto finale del mio viaggio quotidiano per raggiungere il luogo di lavoro. Ma ovunque c’è una fine, ci deve essere un’inizio, giusto? Ed allora non potevo che continuare la mia serie facendoti vedere le strade del mio vicinato. Quelle che percorro ogni giorno subito dopo essere salito sull’autobus. Mi sa che se voglio proseguire con altri contributi, dovrò dotarmi di un cellulare in grado di fare filmati, perché certo tirare fuori il mio EeePC, la cui webcam incorporata non è mobile, è quanto meno scomodo (mi tocca orientare l’intero portatile verso la scena che voglio riprendere). Leggi il resto di La partenza, ogni mattina

Una casa al… vapore

Sebbene io non sia uno di quegli attivisti estremisti (in genere non sono nulla che finisce in ista) che fanno dell’ecologia l’unico scopo della loro vita, mi piace nel mio piccolo fare la mia parte per contribuire a rendere il mio quotidiano più compatibile con il benessere del Pianeta sul quale abito. A parte il progetto di comprare un composter dove riciclare tutto il materiale organico per farne ottimo concime per le mie piante, da qualche mese siamo i felici possessori di una vaporella (non della Polti, ma non so come si chiama l’elettrodomestico in generale). Uno di quegli aggeggi che puliscono senza bisogno di detersivi o altra robaccia chimica. Utile non solo per il pavimento, ma anche per le incrostazioni in bagno, per sgrassare il forno, per togliere la patina di calcare dallo scolapiatti. Leggi il resto di Una casa al… vapore

Oggi ti porto in viaggio con me

Era un po’ che volevo fare quest’esperimento. Aspettavo solo l’occasione giusta: rimanere solo e tranquillo in fondo all’autobus che ogni mattina mi porta al lavoro 🙂 Per sfruttare la videocamera integrata nel mio Asus EeePC e fare un breve video per immortalare quello che vedo tutti i giorni mentre mi reco al lavoro in autobus. Un modo come un altro per farti viaggiare con me, anche se solo virtualmente, e portarti a vedere l’entrata del Lincoln Tunnel: un passaggio sotterraneo che collega la città di New York alla terra ferma. Ho messo alcune note lungo il video, e se avrai la pazienza di guardarlo fino in fondo, scoprirai una (involontaria) sorpresa 🙂 Leggi il resto di Oggi ti porto in viaggio con me

Alle pulizie ci pensa Roomba

Ammettiamolo, il tempo è una risorsa sempre più scarsa. Altro che petrolio alle stelle, crisi dei mercati finanziari, febbre suina e quant’altro: la vera tragedia del mondo moderno è la cronica mancanza di tempo per fare le cose. Siamo bombardati da troppa informazione, dobbiamo sempre essere online, aggiornati su qualsiasi cosa succeda, pronti a dare un riscontro a chi ti chiede amicizia su Facebook o chi parla male di te su Twitter. Senza contare le necessità della “prima” vita che comunque dobbiamo vivere (finché non ci attaccheranno a qualcosa stile Matrix, e vivremo nella nostra capsula di liquido amniotico). Fare la spesa, portare la macchina dal meccanico, andare a vedere quel film al cinema con il nostro attore preferito. E così non ho resistito, mi sono comprato un robot che mi aiuta in casa. Leggi il resto di Alle pulizie ci pensa Roomba

Un respiro prima degli esami

Ho iniziato questa “tradizione” tre anni fa, quando scrissi un articolo in cui davo alcuni consigli pratici per chi si apprestasse a superare gli esami a scuola. L’anno scorso mi sono soffermato su un problema particolare, l’alitosi. Quasi nessuno se ne accorge, ma l’alito cattivo è più diffuso di quello che possiamo immaginare. Ricordo sempre con terrore una persona che conoscevo in Italia, che non si rendeva conto degli effluvi pestilenziali che uscivano dalla sua bocca: starle accanto era una tortura, ogni volta. Oggi invece voglio concentrarmi sul fattore psicologico. Nottate insonni sui libri, giorni chiusi in casa in compagnia di caffé ultraconcentrati, redbull e simili, sedie come palcoscenico per la propria orazione e l’ansia “da prestazione” a tormentare ogni momento della giornata. Ecco allora qualche consiglio utile per affrontare nel pieno delle proprie forze mentali la prova. Leggi il resto di Un respiro prima degli esami

L’insicurezza, brutta bestia

Al lavoro hanno fatto fuori la russa: Brunetta dovrebbe prendere esempio dal sistema americano per tagliare le mele ammuffite e rendere la pubblica amministrazione più snella ed efficiente. Ma secondo te si è risolto tutto? Magari! Tolto un problema ne spuntano sempre altri dieci, figuriamoci se si può vivere e lavorare in pace! Più vado avanti e più mi convinco che il vero guaio nei luoghi di lavoro (pubblici e privati, senza distinzione) è l’insicurezza e la poca autostima di certi dipendenti. Sfortunatamente le persone insicure si mettono spesso sulla difensiva, ed appena si sentono minacciate non esitano ad attaccare a tutto spiano, accusando, puntando dita, spargendo mer… ehm, cattiveria per i corridoi, e via dicendo. Mi succedeva in Italia quando lavoravo come dipendente pubblico, e lo noto anche qui… è la gente che ha paura del “nuovo che avanza” e che si aggrappa disperatamente a quel poco che sa, difendendolo con le unghie e con i denti. In due settimane mi sono già “scontrato” con tre persone che pur di difendere il loro orticello, non hanno esitato un secondo a gettarmi fango addosso: io e le mie “nuove tecnologie” (PHP contro il loro obsoleto Java) facciamo paura! A te è mai capitata una cosa del genere?

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