due chiacchiere

Iliad mi ha salvato anche in America

Non che serva ribadirlo, oramai mi sembra di essere un disco rotto, ma l’America continua a deludermi su tutti i fronti. Ho già accennato al colabrodo che è la rete di colonnine di ricarica, tant’è che sono stato costretto a disfarmi della mia Piccola Blu qualche settimana fa, ora che non avevo più un garage dove poterla mettere in carica la notte. Ma la tecnologia in genere lascia alquanto a desiderare. In Italia, le ultime volte che son venuto, non ho avuto problemi a pagare con il mio telefonino ovunque mi trovassi, dalla biglietteria alla stazione, al bar vicino al bed and breakfast quando ero a Roma. Qui? Al ristorante ancora ti chiedono la carta di credito, se la portano via alla cassa, la passano al lettore, e stampano lo scontrino. Di POS portatili neanche l’ombra, forse solo in alcuni ristoranti nelle grandi città. Ma oggi voglio parlare della mia esperienza con la mia compagnia di telefonia mobile.

In Italia sono rimasto letteralmente a bocca aperta quando, all’epoca, ho comprato una scheda della Iliad (no, questo non è un post sponsorizzato) da usare durante la mia permanenza prolungata quando mia mamma è stata poco bene. Mi davano tonnellate di gigabyte di dati ad un prezzo che qui nel Paese a stelle e strisce sarebbe impensabile. E la qualità della connessione era davvero sorprendente, e dovendo lavorare in remoto, non ho sentito per nulla la mancanza della mia linea in fibra a casa. Ovviamente l’hotspot funzionava senza alcun problema, e sebbene tenere il cellulare collegato in quel modo ogni giorno per 6 settimane possa aver danneggiato la batteria (evviva i centri di assistenza che la sostituiscono ad un prezzo ragionevole), l’esperienza in genere è stata davvero buona.

Ora, fast forward ad alcune settimane fa. Premetto che il mio operatore americano mi fornisce 10 miseri giga al costo di 10 dollari al mese (pagati in anticipo per un anno), e che se voglio più dati, devo sborsare più denaro. Cose che alcuni miei conoscenti pagano tipo 60 dollari al mese giusto per avere un piano illimitato. Capita che un pomeriggio devo accompagnare la figlia grande ad un corso di recupero a scuola (come funzionano le scuole sarà argomento di un post a parte, visto che me lo chiedono sempre in tanti). Nessun problema, mi dico. Attivo l’hotspot e lavoro da lì, mentre lei fa le sue cose.

Macché: prima di tutto il servizio hotspot si paga a parte: 5 dollari in più al mese. E va bene, scuciamo questi 5 dollari, mi dico. Ma anche quello non è bastato. La connessione era così lenta che mi sembrava di essere tornato ai tempi del GPRS, altrimenti noto come 2.5 G. Inservibile. Allora mi viene l’idea di provare ad usare la eSim di Iliad. Loro offrono un piano che con 5 dollari, consente di avere 5 giga negli Stati Uniti in roaming. Pago l’obolo al gestore italiano, attivo l’eSim e collego il telefonino al portatile tramite cavetto USB e… voilà. Tutto funziona come dovrebbe e la velocità di connessione è più che ragionevole. Così il mio piano di poter lavorare on the go è salvo, e tutti vissero felici e contenti.

Sto valutando l’idea di usare l’operatore italiano in pianta stabile per quando mi serve una connessione affidabile in giro per le strade della Pennsylvania. Grazie, Iliad.

Commenti

  1. Trap ha scritto:

    Non sono pochini 5 giga al mese con illiad? Ovviamente se si cerca di non utilizzare troppi dati, ma 5 G quando ero all’estero mi duravano sì e no 3 o 4 giorni

    Risposte al commento di Trap

    1. camu ha scritto:

      Beh, sono 5 giga in roaming negli USA, in Italia mi davano 200 giga al mese. Immagino che le tariffe di interconnessione con i gestori americani siano abbastanza salate, e quindi per rendere la tariffa ancora ragionevole dal punto di vista del ricavo (o del non perderci troppo), 5 giga sia il giusto compromesso. Ma sicuramente meglio che le ciofeche che ci rifilano qui nel Paese a stelle e strisce.

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