due chiacchiere

Archivio degli articoli in america, pagina 6

ShopRite, il rito della spesa nell’America dell’est

Dopo più di 16 anni di onorato servizio, la popolarità di questo blog è legata principalmente ad alcuni articoli “per viaggiatori”, come ad esempio le medicine americane per i turisti e la serie su cosa serve per venire a lavorare nel Paese a stelle e strisce. Così, nell’ottica di fornire un servizio a questa comunità di potenziali visitatori, ho pensato di inaugurare una nuova rubrica per parlare delle catene di negozi più amate dagli Americani. In modo che, quando vieni qui e ti serve acquistare qualcosa, saprai esattamente dove andare e non sembrerai un turista sprovveduto dell’ultima ora. Ho pensato che la prima necessità di un visitatore in terra straniera sia il cibo, quindi oggi ti porterò a scoprire una catena di supermercati molto popolari in alcuni stati della costa orientale americana: ShopRite. Un po’ come l’Esselunga o la Coop in Italia, i vari negozi hanno più o meno tutti la stessa configurazione e vendono la maggior parte dei beni di prima necessità di cui potresti aver bisogno appena arrivato: dai cerotti alla pasta Barilla, dalle verdure ai marshmallow. Leggi il resto : ShopRite, il rito della spesa nell’America dell’est

La tradizione delle case addobbate a festa

Le feste sono ormai finite, ma non è ancora troppo tardi per parlarti di un’usanza tipica americana: addobbare la propria casa con luci, pupazzi gonfiabili e quant’altro per celebrare il Natale. Nel paesino in collina dove abitiamo da circa cinque anni a questa parte, ci sono alcune famiglie che fanno le cose davvero in grande. Tanto in grande che iniziano le “manovre” ad Ottobre, a quanto ho sentito, per controllare che tutte le luci funzionino e pianificare come devono metterle (ogni anno s’inventano una disposizione diversa, ed aggiungono qualcosa di nuovo). A casa camu facciamo le cose in maniera ben più sobria, anche perché non ho lo spazio in soffitta o in garage per conservare tutto quest’armamentario. Ma mi piacerebbe un giorno espandere la mia installazione con qualche luce da mettere sul prato. Intanto ti propongo un video girato l’anno scorso che rende giustizia al lavoro fatto da questa famiglia. Che diventa meta di pellegrinaggio per grandi e piccini della zona, per vedere questo spettacolo di luci e suoni che riempie il cuore di gioia. Leggi il resto : La tradizione delle case addobbate a festa

Raccomandata con ricevuta di ritorno

Vediamo se anche sullo scatto di oggi si scatena una qualche polemica imprevista, com’è successo per il pane “italiano” immortalato al supermercato la scorsa settimana. Il che mi dispiace, perché il mio unico intento è di condividere scorci di quotidianità americana, di far assaporare a chi l’ha chiesto a gran voce, briciole di vita a stelle e strisce. Ieri ad esempio sono andato all’ufficio postale per spedire il pacchetto con tutta la modulistica per richiedere la cittadinanza americana. Del servizio postale qui ci si può fidare ciecamente, ma in casi come questo, la raccomandata è preferibile. Lo considero un contributo ad evitare il collasso della Posta, aggredita da tutti i lati dai corrieri privati che rosicchiano mercato al gestore pubblico. Eccoti lo scontrino che la gentile impiegata mi ha consegnato a fine transazione: all’inizio avevo chiesto una semplice prioritaria (first class, 1.50 dollari per 100 grammi di pacchetto), poi però ho cambiato idea ed ho chiesto la raccomandata (priority mail with delivery confirmation, 6.40 dollari). Leggi il resto : Raccomandata con ricevuta di ritorno

L’italiano in offerta speciale

Ogni tanto mi viene in mente la richiesta di alcuni lettori di vedere più foto su questo blog, e così tiro fuori il mio melafonino per immortalare qualche curiosità. Come ad esempio la “settimana italiana” al locale supermercato, dove molti prodotti italici, dalla pasta Barilla al pancarré, dalle mozzarelle ai biscotti, erano in offerta speciale 🙂 Noi ovviamente ne abbiamo approfittato, riempendo il carrello e facendo scorte di generi alimentari non deperibili.

I giganti di New York ce l’hanno fatta

Mio cognato era al settimo cielo ieri sera, da irriducibile fan dei New York Giants, quando alle 9.57 di sera sono scaduti gli ultimi secondi della gran finale che vedeva la sua squadra del cuore battersi contro i Patrioti del New England per agguantare il trofeo più ambito del football americano, il Super Bowl. Al mio paesello hanno sparato fuochi d’artificio, la gente si è riversata per strada e tutti hanno gioito per questo risultato arrivato dopo una stagione di sofferenza. In cui i Giganti hanno persino rischiato di essere eliminati nella prima fase, e di non accedere neppure agli ottavi di finale (a causa di un sacco di titolari infortunati). Invece la tenacia dell’allenatore, la forza del quarterback e la resistenza della difesa, ha fatto o’ miracolo 🙂 Chissà che anche il mio Milan alla fine non riesca a rialzare la testa allo stesso modo. Leggi il resto : I giganti di New York ce l’hanno fatta

Il football intimo delle donne americane

Settimana cruciale, quella che volge al termine, per i tifosi del football americano. Domani si gioca il Super Bowl numero 45 (o numero 43, per i bene informati che precisano che i primi due si chiamavano diversamente), l’equivalente dell’europea Champions League. L’epilogo di una stagione che ha visto squadre provenienti da ogni angolo degli Stati Uniti battersi sul campo per conquistare l’agognato traguardo. Stagione che ha fatto ben sperare metà dei tifosi di New York, visto che una delle due squadre della Grande Mela è arrivata addirittura alle semifinali quest’anno, perdendo in maniera clamorosa ed inaspettata contro una squadra che molti davano già per spacciata. Ed allora come fanno gli americani a consolarsi? Inventano la Lega Football dell’Intimo, o Lingerie Football League, come si dice in inglese. Come se in Italia, oltre a Totti e Cassano, entrassero in campo la Belen e la Canalis 🙂 Mezze nude. Leggi il resto : Il football intimo delle donne americane

Geografia delle strade d’America

La rete stradale americana, in maniera simile a quella italiana, è suddivisa in autostrade (che se superano i confini di uno stato, prendono il nome di interstate), strade statali e provinciali, o della contea. Prendendo un’autostrada, ti accorgerai subito che non esiste, come nel Belpaese, l’uscita con il nome del luogo dove ci si trova (che so, Viareggio o Firenze Signa, sull’A1), ma con i numeri. Accompagnati poi a lato dalle destinazioni raggiungibili nelle vicinanze. I numeri non sono assegnati in maniera semplicemente sequenziale, ma tengono conto della distanza dall’origine di quell’autostrada: l’uscita 161 sottintende che ci si trova all’incirca al miglio 161 dal punto dove inizia quella strada. Tant’è che qui in New Jersey ci sono quelli che si vantano di abitare all’uscita 1 o addirittura zero dell’equivalente della vostra AutoSole. Un vantaggio di quest’approccio è che in un attimo si può calcolare la distanza che bisognerà percorrere per andare a trovare gli amici. Se io abito nei dintorni della 161 e loro stanno all’uscita 141, vorrà dire che dovrò farmi 20 miglia di Parkway. Leggi il resto : Geografia delle strade d’America

La mozzarella bianca americana

L’altro giorno la moglie m’ha portato a mangiare in una pizzeria a 15 minuti da casa nostra, un posto gestito da italiani dove si può assaggiare un’ottima pizza cotta nel forno a legna (raro, da queste parti), con basilico fresco, crosta morbida e sottile, e pomodoro al giusto punto di acidità. Buonissima: se non fosse stato per il colore della mozzarella avrei giurato che fosse una pizza proveniente direttamente dall’Italia. Già, una cosa che noterai quando verrai qui in America è quel bianco quasi artificiale dei latticini sul disco di pane: un bianco gesso a cui io non ero abituato, data la tonalità “bianco sporco” dell’equivalente prodotto culinario italico. Per carità, il sapore è uguale, persino la consistenza filante, e stando a quanto dichiarato nel menù, si tratta di mozzarella di bufala. Ma sono certo che quel bianco che più bianco non si può, farà storcere il naso a molti turisti. Leggi il resto : La mozzarella bianca americana

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