due chiacchiere

Archivio degli articoli in ripostiglio, pagina 29

Lo vogliamo aiutare questo tesista, o no?

Qualche tempo fa avevo girato ai miei lettori l’appello di uno studente della Facoltà di Economia di Genova, che , si è rivolto a me per completare la sua tesi sul Data Mining. In un mesetto, mi dice Jacopo, sono stati compilati soltanto 38 miseri questionari. Premesso che questi magnifici 38 meritano un grazie grosso come il Pirellone, il suo relatore ne ha chiesto almeno una settantina, per avere dei dati più affidabili su cui costruire un’analisi dettagliata. Ora, stando a quello che dice FeedBurner, ci sono 350 abbonati al feed di questo blog, quindi basterebbe che solo il 20% spendesse quei 5 minuti necessari a rispondere alle domande, per far contento Jacopo ed il suo relatore. Intanto, per cercare di promuovere quest’iniziativa, ho messo l’annuncio fisso sulla home del sito. Visto che tra i miei lettori ci sono tanti “nazionalisti” sfegatati, forse una volta tanto sarebbe bene passare dalle parole ai fatti, e dare una mano alla ricerca di casa nostra. Costa poco, che ce vò?

L’italiano in offerta speciale

Ogni tanto mi viene in mente la richiesta di alcuni lettori di vedere più foto su questo blog, e così tiro fuori il mio melafonino per immortalare qualche curiosità. Come ad esempio la “settimana italiana” al locale supermercato, dove molti prodotti italici, dalla pasta Barilla al pancarré, dalle mozzarelle ai biscotti, erano in offerta speciale 🙂 Noi ovviamente ne abbiamo approfittato, riempendo il carrello e facendo scorte di generi alimentari non deperibili.

Ci riprovo con le patatine sotto vetro

Da tempo volevo ripetere un esperimento che ho fatto durante i miei ultimi giorni in Italia, quando oramai il frigo era vuoto ed andavo avanti a pasta con l’olio ed hamburger del McDonald’s. Avendo più volte letto la storia dei panini e delle patatine che non ammuffiscono mai, decisi di provare io stesso a vedere cosa succedeva mettendo un po’ di fries sotto vetro. Risultato: la muffa è regolarmente comparsa, confermando che spesso la gente è più credulona di quello che si pensa, ed abbocca alle campagne di disinformazione che quotidianamente vengono propinate da questo o da quell’altro gruppo. Non che io sia un fan del gigante del fast food, intendiamoci: l’ultima volta che c’ero stato era proprio in Italia, quindi circa quattro anni fa. Ma mi piace ragionare con la mia testa, invece che farmi dire cosa devo pensare. Leggi il resto di Ci riprovo con le patatine sotto vetro

Lo scontrino della spesa

Non molto tempo fa, alcuni lettori assidui di questo blog hanno chiesto a gran voce che io pubblicassi più foto. Non ho dimenticato questa richiesta, e se ci fai caso, la media di contenuti multimediali è un po’ aumentata negli ultimi mesi. Dopo la ricevuta milionaria lasciata vicino al bancomat, oggi ti propongo qualche dettaglio dello scontrino della nostra spesa settimanale. Ho evidenziato alcuni prodotti degni di nota: il preparato per pancakes (ogni volta che lo compro, la moglie mi guarda di traverso, ma tant’è…),  la sfilza di pasta, le caramelle Wonka e la pancetta (carissima, accidenti) per fare un po’ di pasta alla carbonara. Che dici, la cassiera l’avrà capito che siamo italiani? E visto che ci siamo, come sono i prezzi rispetto ai supermercati italiani?

 

Un milione e passa sul conto corrente

In genere non mi fermo a raccogliere le ricevute lasciate vicino al bancomat, quando vado a prelevare un po’ di spiccioli. Un blogger newyorchese che seguo, però, ieri s’è trovato tra le mani quella di un suo concittadino che, poco prima, aveva ritirato 220 dollari al bancomat. Il pezzetto di carta era lì, appoggiato sulla macchinetta, quindi non è dato sapere a chi appartenesse il conto. La foto sembra abbastanza originale, non ho motivo per sospettare che ci sia lo zampino di Photoshop. D’altro canto, questa è New York, amici miei 🙂 E poi la filiale indicata nello scontrino è a due passi della sede delle Nazioni Unite: potrebbe tranquillamente trattarsi di uno dei grandi governanti della Terra, in giro per la pausa pomeridiana. Leggi il resto di Un milione e passa sul conto corrente

I giganti di New York ce l’hanno fatta

Mio cognato era al settimo cielo ieri sera, da irriducibile fan dei New York Giants, quando alle 9.57 di sera sono scaduti gli ultimi secondi della gran finale che vedeva la sua squadra del cuore battersi contro i Patrioti del New England per agguantare il trofeo più ambito del football americano, il Super Bowl. Al mio paesello hanno sparato fuochi d’artificio, la gente si è riversata per strada e tutti hanno gioito per questo risultato arrivato dopo una stagione di sofferenza. In cui i Giganti hanno persino rischiato di essere eliminati nella prima fase, e di non accedere neppure agli ottavi di finale (a causa di un sacco di titolari infortunati). Invece la tenacia dell’allenatore, la forza del quarterback e la resistenza della difesa, ha fatto o’ miracolo 🙂 Chissà che anche il mio Milan alla fine non riesca a rialzare la testa allo stesso modo. Leggi il resto di I giganti di New York ce l’hanno fatta

La doccia italiana in America

La mia ricetta delle tartine alla nutella ha involontariamente alimentato un acceso dibattito sulla percezione degli italiani all’estero (mai sentito parlare di Jersey Shore?) e di certi stereotipi. Così mi è venuto in mente un modo di dire che imparai appena arrivato sul suolo americano. Se ti capitasse un giorno di fare un salto oltreoceano, e sei un maschietto, attenzione quando conoscerai una ragazza: se ti dice che ti sei fatto un puertorican/italian shower, non è un buon segno. Potrebbe sembrare un insulto razzista, ma è semplicemente un modo di dire: la doccia italiana consiste, di fatto, nel non farsi la doccia dopo una giornata di sudore e fatica, ma spruzzarsi giusto un po’ di profumo per coprire gli odori del proprio corpo. Non è dato sapere se i portoricani lo facciano veramente, certo conosco alcuni italiani che applicano questo metodo.

L’indovinello delle tre lampadine

Sei ancora sonnecchiante per le ore piccole dello scorso fine settimana? Per aiutarti a risvegliare ogni neurone del tuo cervello, non c’è nulla di meglio che un bel rompicapo su cui ragionare qualche minuto. Ovviamente andare su Google a cercare la soluzione (ammesso che tu riesca a trovarla) non vale.

In una stanza, su di una parete, sono montate tre lampadine ad incandescenza. Fuori dalla stanza ci sono tre interruttori, ognuno collegato ad una lampadina. Supponiamo che tutte e tre le lampadine funzionino correttamente, ed analogamente gli interruttori: attivandone uno, si accende esattamente una ed una sola lampadina. Ti trovi davanti ai tre interruttori, e ti viene concesso di entrare in stanza una sola volta. Come fai a determinare a quale interruttore è collegata ogni lampadina?

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