due chiacchiere

Archivio degli articoli in ripostiglio, pagina 44

Le gatte de noantri

Quanti ricordi mi fa tornare in mente questa canzone! A parte che Cristina d’Avena è sempre stata la mia preferita, ed anzi sono contento del suo recente ritorno in tv, a partire dai festeggiamenti per lo Zecchino d’Oro. All’epoca ero un giovane adolescente, e quel cartone animato segnava una svolta epocale rispetto a Puffi, maghe fatine, Candy Candy e Lady Oscar: i tratti sensuali delle tre sorelle, l’idea di fare qualcosa di sbagliato e trasgressivo (rubare), l’amore. Una serie che ha formato un’intera generazione. Per la cronaca, le tre ragazze del video stanno avendo un successo strepitoso su YouTube, complimenti! Leggi il resto di Le gatte de noantri

Facebook? No, grazie

Ebbene si, la mia iscrizione a Facebook se n’è andata via con il 2008. Sin da quando mi invitarono ad iscrivermi la prima volta, non ho mai capito fino in fondo il senso di quest’applicazione, di cui tutti parlano in Italia. Forse perché ho già il mio blog, ed un altro canale “sociale” non mi serve proprio. Così dopo aver ritrovato i miei compagni di scuola, dopo aver ricevuto l’invito di amicizia del Direttore Generale del posto dove lavoravo in Italia, ed aver fatto due chiacchiere con tanti ex colleghi di lavoro, non sapevo più che farmene di Facebook. Anche perché dopo due o tre messaggi di convenevoli e di ricordi dei tempi passati, i miei compagni di classe non si sono più fatti sentire, il Direttore Generale mi incuteva più timore che senso di amicizia, e gli ex colleghi se ne son tornati alle loro faccende. Così ho deciso che non avevo più bisogno di perdere tempo su una piattaforma che gli stessi promotori non sanno in quale modello di business inquadrare. In fondo mi è sempre piaciuto essere un po’ controcorrente, un po’ all’antica.

Sto imparando il football

Se in Italia la domenica è il giorno dedicato al calcio, qui in America i tifosi possono scegliere tra baseball e football (da non confondere assolutamente con il soccer) che accontentano un po’ tutti. Del gioco con mazza e battitore per adesso ho rinunciato a capirne regole e dettagli: finché non avrò tempo e pazienza di guardare una partita, leggerne il funzionamento su Wikipedia mi serve a poco. Al contrario, per la palla ovale mio cognato si è proposto di insegnarmi tutti i trucchi. Che adesso voglio condividere con te. Può darsi che ci siano strafalcioni grossolani nella mia descrizione, nel qual caso ti prego di correggermi! Leggi il resto di Sto imparando il football

Un bel premio per Natale

Grazie alla funzione di WordPress che mi elenca i blog che hanno recentemente inserito un link verso queste pagine, ho scoperto di essere “stato premiato” da Dardos. Più che altro si tratta di una delle tante catene che circolano in questo periodo, ma visto che siamo tutti più buoni a Natale, e visto anche che la mittente di questo dardo è Irish Coffee, non posso tirarmi indietro dal raccogliere l’invito. L’anno scorso ricordo il mega albero di natale “fatto di link” che circolò per la rete, con buona pace di molti lettori RSS che andarono in tilt per la quantità enorme di link che quel “mostro” conteneva. Quest’anno, per fortuna, ci si limita a segnalare soltanto 15 blog, tutto sommato un numero decente. Leggi il resto di Un bel premio per Natale

La vera storia di Babbo Natale

Oggi il vecchio signore dalla barba bianca e dal vestito rosso ha fatto visita a tutti i bimbi (e non più bimbi) che ci credono ancora. Ma chi è quest’uomo grassottello che solo da mezzo secolo ha le sembianze con cui lo conosciamo oggi? Il vestito rosso e l’aria bonacciona da nonno di tutti noi, per esempio, gliel’ha data Haddon Sundblom che nel 1931 venne incaricato dalla Coca Cola di fare una campagna pubblicitaria natalizia. Ma non è questa l’unica rivelazione che scoprirai continuando la lettura di questa mia storia. Che relazione c’è tra lui ed il Natale, inteso come nascità di Cristo? Leggi il resto di La vera storia di Babbo Natale

Il NIC è fermo all’età della pietra

Qualche settimana fa ho acquistato un nuovo dominio tramite Tophost. Per la precisione un dominio “punto it”, che richiede una complicata procedura di negoziato con il Registro Italiano dei Domini per portare essere completata. Mi chiedo se quelli del Centro Nazionale per le Ricerche si rendano conto che fra qualche giorno saremo nel 2009: ancora nel ventunesimo secolo richiedono di inviare una lettera firmata via fax, dove l’acquirente si assume tutte le responsabilità legate alla detenzione di un dominio italiano. Ovviamente l’invio del fax ha avuto dei problemi, così ho dovuto ripeterlo per ben 3 volte, aspettando ogni volta con calma la risposta del NIC. Uno spreco di tempo e di denaro (spedire un fax costa più che mandare un’email con PDF allegato). Non conosco quali oscuri motivi stiano dietro a questa politica dell’età della pietra (non venitemi a dire che un fax ha più valore legale di un pdf), ma certo se vogliamo che l’Italia avanzi nel campo della tecnologia e le aziende aumentino la loro presenza in rete, dovremmo risolvere i problemi alla radice 🙂

Le belle iniziative franano

Ricordi che qualche settimana fa avevo parlato del mio “trollare” sul blog di Tophost? Bene, il mio punzecchiamento è andato a finire male, e si è scatenato il putiferio, dopo il comunicato ufficiale dell’azienda di sospendere l’iniziativa. Personalmente la aggiungo alla lista delle motivazioni che mi hanno fatto lasciare quel triste Paese: all’estero ci sono siti che campano sulle donazioni fatte online, io per primo ho contribuito attivamente dando qualche spicciolo (che ricavo dalla pubblicità sul blog) agli sviluppatori di questo o di quel programma. Una mentalità che, a quanto pare, in Italia è ben lungi dall’attecchire. E se ti stai chiedendo “cosa c’entri questo con l’andarsene via dall’Italia” rispondo che non voglio certo allevare i miei figli in un posto del genere (grazie Emanuele, per la segnalazione) in cui l’unica ragione di vita sembra “fare i furbi”; la vicenda di Tophost non è che l’ultima conferma di questo andazzo, in ordine di tempo. La cosa più buffa di questa storia? Alcuni di quelli che si sono fatti lo sconto (non metto il link per non fargli pubblicità), rivendevano lo stesso identico prodotto a 10 volte (ottanta euro) il prezzo originale. Incredibile.

Un post sotto l’albero

Come dicevo qualche giorno fa, ho letto di recente il libro da cui è stato tratto il film Blade Runner: Do Androids Dream of Electric Sheep? Questo mi ha fatto ricordare di un racconto che scrissi in gioventù, tanti e tanti anni fa. Visto che in questi giorni il buon Squonk ripropone il classico appuntamento del post sotto l’albero, mi è venuta voglia di raccontare anch’io la mia storiella. All’epoca in cui la immaginai ero sicuramente più bravo di adesso a inventare storie, ma non esistevano ancora i blog (non esisteva neppure Internet come la conosciamo oggi, per la precisione), e così la scrissi su carta. Il clima uggioso e freddo di questi giorni è un palcoscenico perfetto per gustarsela (sempre che tu non abbia l’acqua alta in casa). Tra l’altro quando lo buttai giù non avrei mai immaginato che in una città come quella che descrivevo, ci sarei andato a vivere sul serio! Leggi il resto di Un post sotto l’albero

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