Persino in Italia hanno diffuso la notizia degli avvistamenti di droni misteriosi sui cieli del New Jersey. L’altra sera, mentre uscivo di casa per mettere fuori la spazzatura, ne ho visto uno anch’io, grande probabilmente mezzo metro per mezzo metro, che volava a circa 30 metri dal suolo, quindi abbastanza basso da non confonderlo con un aereo di linea. Droni di cui nessuno riesce a capire la provenienza, e sui quali si sono ricamate le teorie più fantasiose. I servizi segreti americani dicono di non saperne nulla. Ma possibile mai, mi chiedo, che le forze dell’ordine riescano ad individuare un assassino tra otto milioni di abitanti della Grande Mela, quando uccide un potente amministratore delegato, ma non riescono a spiegarsi da settimane cosa siano questi aggeggi che volano per i cieli del New Jersey? Leggi il resto di Non sappiamo da dove vengono
Archivio degli articoli in ripostiglio, pagina 9
La crisi del sistema sanitario americano
Se diciotto anni fa avessi avuto anche il minimo sospetto che l’America si sarebbe ridotta in questa condizione pietosa, forse oggi avrei una bella villetta da qualche parte nelle rigogliose e bucoliche valli toscane insieme a Sunshine. Quando siamo partiti, erano i tempi della campagna elettorale di Obama, del suo “Yes, we can!”, delle riforme alla sanità pubblica che portano il suo nome, e via dicendo. Certo, come mi ricordava anche Davide quando ci siamo visti in Sicilia un paio di settimane fa, è proprio con la presidenza Obama che nasce il movimento woke che oggi si sente il diritto morale di controllare l’agenda di quello che deve piacerci, di come dobbiamo parlare e di quale colore devono essere i protagonisti di film e serie televisive. Ed è stato Obama a soffiare sul vento della primavera araba, che dalla speranza di riscatto dei popoli, si è trasformata invece in un incendio che ha finito per destabilizzare ulteriormente quelle terre martoriate. Però almeno la questione delle assicurazioni sanitarie stava tendando di risolverla. Leggi il resto di La crisi del sistema sanitario americano
La lotta delle formichine
Avendo trascorso qualche settimana in Italia, mi è capitato di seguire un po’ più da vicino la cronaca quotidiana di quello che succede nel Belpaese. Tra ragazze che muoiono sotto i ferri di un presunto estetista conosciuto su TikTok, ed operatori ferroviari presi a coltellate, calci e pugni pur di non pagare il biglietto, mi pare che non ci si sia fatti mancare nulla. Nel frattempo mi è capitato di rileggere un vecchio articolo scritto nel 2010 da Giangiacomo Schiavi sul Corriere della Sera, che a distanza di quattordici anni e mezzo, mi sembra ancora spaventosamente attuale. Così ho deciso di salvarlo qui sul blog a futura memoria, per ricordare come eravamo, e come forse saranno i nostri figli, anche se la società moderna è permeata da una pretesa di individualismo (sacrosanto, ci mancherebbe) che è diventato la scusa perfetta per annullare il rispetto per l’autorità, qualsiasi essa sia, dal conducente di tram all’insegnante. Leggi il resto di La lotta delle formichine
Un incontro (quasi) casuale
Ora che sono rientrato all’ovile, ho deciso di scrivere alcuni post per riflettere sulla breve ed inattesa parentesi siciliana delle scorse settimane. Noi veterani della blogosfera ricordiamo con un pizzico di nostalgia i tempi dei Barcamp, quando orde di blogger famelici si riunivano in questa o quell’altra università per discutere del futuro della blogosfera, degli strumenti del mestiere e per creare nuove relazioni sociali in tre dimensioni. Erano tempi in cui ribollivano idee e si gettavano le basi del famoso (o famigerato) web due-punto-zero, che introduceva il concetto di bidirezionalità nelle interazioni tra tenutari di spazi web e visitatori, dando vita a quello che poi tutti finirono per chiamare user-generated content. Ora i blogger non s’incontrano più, ognuno nascosto dietro il proprio monitor a rincorrere i suoi guai, parafrasando una famosa canzone che fungeva da colonna sonora degli incontri dell’epoca. Leggi il resto di Un incontro (quasi) casuale
Domani ritorno all’ovile
Come dicevo qualche post fa, le condizioni di salute di mia madre si sono stabilizzate, grazie al cielo. Nella giungla della sanità meridionale che non funziona, siamo riusciti a trovare un’isola felice nel reparto ematologia dell’ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa che, non per vantarmi (ma anche sì), fu voluto all’epoca nientepopodimeno che da mio zio (che era Direttore Generale dell’ASL) per rimpiazzare il fatiscente ospedale che c’era prima. Dunque, vista la situazione, un paio di settimane fa ho prenotato il biglietto di ritorno e domani sarò nuovamente tra le colline del New Jersey, sperando che mi facciano rientrare ora che il vento politico è cambiato. Come l’anno scorso, queste settimane sono state caratterizzate da un’accoglienza più che calorosa da parte di amici e parenti, e mi mancheranno le serate trascorse a chiacchierare del più e del meno. Leggi il resto di Domani ritorno all’ovile
Ripropongo l’oggetto misterioso
Domani si festeggia il Giorno del Ringraziamento in America. Ricordo ancora quello del 2012 quando, mentre gustavamo tutte le prelibatezze cucinate dai vari invitati alla cena a casa di mia cognata, pensavo a qualcosa da condividere sul blog riguardo alla festa più tradizionale che esista nel Paese a Stelle e Strisce. Così pubblicai un post in cui chiedevo ai miei piccoli lettori di indovinare un oggetto misterioso. Non metto il link a quel post semplicemente perché nei commenti troveresti subito la soluzione 😅 Sfogliando il mio archivio, ho deciso di riproporre quel curioso oggetto, per vedere se anche tu riesci a capire di cosa si tratta. Prima di scorrere a leggere gli eventuali commenti (in caso qualcuno indovini al primo colpo), soffermati per qualche minuto sull’immagine. Non si vince nulla, ma è un modo per entrare nel clima (speriamo sereno) di questa festività americana. Leggi il resto di Ripropongo l’oggetto misterioso
Collasso 2050, per non far finta di nulla
Il 5 novembre è passato. Dopo due giorni di mal di testa alimentato dall’angoscia, ho accettato l’esito. Essere consapevole dell’imminente collasso mi ha reso più forte, e mi ha consentito di superare rapidamente le tipiche fasi del lutto. Insensibile alla situazione, mi sento come un osservatore che guarda dall’esterno. Non è la descrizione più accurata della mia vera condizione, ma mi aiuta a rimanere obiettivo. Ci sarebbe tanto da dire sul nostro futuro, ma non voglio ripetere ciò che sai già. Oggi voglio invece parlare di come un governo troppo autoritario potrebbe innescare un collasso finanziario nei prossimi 18 mesi. Leggi il resto di Collasso 2050, per non far finta di nulla
Ho mantenuto la mia promessa
Il grande giorno è finalmente arrivato: domani si vota per eleggere la nuova presidentessa degli Stati Uniti. Il mio pronostico, visto il martellamento mediatico che abbiamo subìto in queste settimane su questa sponda dell’Atlantico, è che vincerà la Harris, con conseguenti giorni di mal di pancia da parte dei repubblicani. Che si chiederanno se sia il caso di mettere Trump in frigo e scongelare qualche altro candidato. Not so fast, direbbe qualcuno. Il popolo dei suoi seguaci sarà ancora più infervorato, ancora più elettrizzato, ed ancora pronto a combattere per la libertà e per conservare la gloria di quest’impero in declino. Io intanto un paio di settimane fa ho ricevuto la mia scheda elettorale per posta, e l’ho rispedita subito con il nome che avevo promesso di scrivervi sopra. Voto per posta perché domani mi sarei dovuto svegliare alle 4 del mattino per passare tutto il giorno come presidente di seggio in una sezione vicino casa mia (non quella dove voto). Mi dispiace di aver dovuto lasciare i miei colleghi di seggio da soli, essendo io ancora in Italia. So già che sarà una giornata molto lunga per loro. Che Dio gliela mandi buona. Leggi il resto di Ho mantenuto la mia promessa