due chiacchiere

Due chiacchiere con il muratore americano

Con l’arrivo della bella stagione, e considerando che alcuni pochi fortunati ancora usano la casa come luogo di lavoro, il desiderio di rimodernare (renovate) la propria abitazione è sempre dietro l’angolo. Noi ne abbiamo approfittato un paio d’anni fa per sistemare il pian terreno della nostra abitazione, togliere la vecchia moquette originale (carpet) e rimpiazzarla con dei bei pavimenti (tiles) italiani. In genere, quando si è pronti per iniziare qualsiasi tipo di lavori, ci si rivolge ad un capomastro (contractor) che poi assumerà i vari lavoratori a seconda di quello che serve (falegname, elettricista, idraulico, e via dicendo). Ora stiamo pensando di rimodernare la cucina, e mentre io e Sunshine ci confrontavamo sulle varie idee, ecco che mi si è accesa la lampadina per le curiosità sull’inglese che ti propongo oggi.

Qui nel Paese a stelle e strisce, la maggior parte della abitazioni sono costruite a partire da uno scheletro in legno poi rivestito in compensato e cartongesso, giusto per farla breve. Non chiedermi perché, come cantavano i buon Elio e le Storie Tese. Quindi aprire una finestra o passare qualche nuovo filo della corrente è molto più semplice che in Italia, fintanto che si seguono gli spazi vuoti all’interno dei muri. Tutto è basato su degli standard ben precisi, dalle dimensioni dei pali di legno usati per i muri (chiamati per questo motivo two-by-four, o tubberfor come dicevo io ai primi tempi, ovvero due pollici di spessore per quattro pollici di profondità, lunghi fino a 8 piedi), alla distanza tra i pali stessi, rigorosamente di 16 pollici nelle case costruite negli ultimi 50 anni. Lo stesso vale per le travi (beams) su cui si poggiano fogli di multistrato (plywood) poi coperti con una membrana e con le mattonelle.

Il legno delle mura esterne della casa è poi ricoperto con materiale isolante (insulation) ed infine decorato con pietra (stone) o lunghe strisce di vinile (vinyl siding) incastrate tra loro ed ancorate al legno con dei chiodi d’acciaio (nails). Il tetto, generalmente a spiovente per fronteggiare il peso della neve, è invece ricoperto con tegole di catrame (shingles) nel Nordest, o di terracotta come in Italia negli stati più caldi come la Florida, dove il peso aiuta a non farle volare via durante i potenti uragani che flagellano periodicamente quelle zone. Per fare velocemente, gli installatori di tegole di catrame usano una pistola sparachiodi (nail gun). E la casa è pronta.

Ti lascio alcune altre parole come esercizio per casa:

  • Screw
  • Screwdriver
  • Shovel
  • Wheelbarrow
  • Measuring tape
  • Ladder
  • Sheetrock

Commenti

  1. Trap ha detto:

    Il prossimo articolo sarà due chiacchiere con il dipendente pubblico americano a tempo indeterminatissimo? Magari le fa una tua figlia (sappiamo quale eh eh)

    1. camu ha detto:

      Ottima idea, direi 😂Tra quelli che lavorano alla biblioteca comunale e gli impiegati della motorizzazione, c’è un sacco di materiale da poter coprire!

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