due chiacchiere

Due chiacchiere con la cameriera americana

Come forse ricorderai, qualche settimana fa siamo andati a passare qualche giorno di vacanza vicino a casa di Biden. Per darti un’idea della distanza in auto, è come andare da Bologna a Roma sull’Autosole. Una sera siamo andati a cena in un ristorantino ad Alexandria, una cittadina della Virginia subito fuori dal raccordo anulare che circonda la capitale. E mentre la cameriera ci chiedeva di dove eravamo (deve aver sentito il mio inconfondibile accento del New Jersey, che fa molto I Soprano, da quello che mi dicono), mi è venuta l’ispirazione per il post di oggi. Se stai programmando una vacanza nel Paese a stelle e strisce, prima o poi ti capiterà di sicuro di visitare un ristorante, e così ho pensato di darti qualche dritta, per non farti cogliere impreparata davanti alla persona che ti porterà da mangiare.

Partiamo dalla fine, semplicemente perché, secondo me, è la cosa più importante: negli Stati Uniti si dà sempre la mancia, a meno che il cameriere non abbia fatto proprio un pessimo lavoro (cosa che personalmente non mi è mai successa). Ci tengo a sottolineare questo dettaglio perché qui la mancia è parte dello stipendio dei camerieri, che ricevono un fisso piuttosto esiguo, di circa 300 dollari al mese. In genere la convenzione sociale è di dare il 10% se il servizio faceva schifo, il 15% se era una via di mezzo, ed il 20% se sei rimasta soddisfatta. Lo so, sembrano un bel po’ di soldi, ma ricorda che stai pagando il suo stipendio.

Tolto di mezzo questo particolare saliente, ricominciamo dall’inizio. Quando ti fanno accomodare, la cameriera ti porterà il menu e dei bicchieri d’acqua. A volte ti chiede se vuoi qualcosa da bere. Tieni in mente che non tutti i ristoranti hanno la licenza per servire alcolici. In alcuni casi, saranno elencati su Google come BYOB, ovvero bring your own bottle, che significa che puoi portarti da casa la tua birra o la tua bottiglia di vino. A volte preferisco questa soluzione, perché al ristorante la stessa bottiglia di vino te la fanno pagare almeno il doppio rispetto a quanto ti costa al supermercato. Se invece il ristorante serve alcolici, li troverai sul menu verso la fine.

Ordinate le bevande, è il momento di prepararsi al cibo. A differenza dell’Italia, dove si può ordinare un primo, un secondo ed un contorno, qui esiste il “piatto unico”, detto entree (ne avevo già parlato undici anni fa, giorno più giorno meno). Ma ci sono anche posti dove c’è un po’ di tutto: se stai mangiando in un diner (pronunciato dainer, tipico ristorante reso famoso da Happy Days, con i tavolini a schiera vicino alle finestre), avrai un’ampia scelta di cibi. Si va dalle insalate con tocchetti di pollo (la mia preferita è la cobb salad), agli hamburger, dalla pasta (in genere non al dente, quindi lascia perdere) alla carne e pesce conditi con salsette varie, o serviti su una basa di spaghetti.

Se ordini una bistecca o un hamburger, la cameriera ti chiederà how would you like that cooked? Qui il cliente può scegliere quanto cotta deve essere la carne: si va dal giusto rosolata per qualche minuto e quasi cruda all’interno (rare), ad una via di mezzo (medium), fino ad una cottura completa (well done). Chiaramente lo stesso non vale per pollame e maiale, che saranno sempre ben cotti per evitare batteri e salmonella. Anche per le insalate c’è un’ampia scelta di condimenti e salsine varie (dressings), mica solo olio, aceto e limone. Si va dal Caesar dressing all’italian dressing, passando per il ranch ed il blue cheese (gorgonzola), e altri che neppure conosco. Studiali prima di avventurarti in un ristorante, e vedi quale potrebbe piacerti.

La cameriera verrà un paio di volte durante il pasto a chiederti se tutto è di vostro gradimento: è il suo modo per ricordarti che sta facendo un buon lavoro e che si sta prendendo cura di te, così la mancia alla fine sarà più lauta. Cerca di non avere il braccino corto, mi raccomando. Finito il pasto, ti chiederà se vuoi un dolce o un caffè: non stupirti se i tuoi commensali americani ordineranno un cappuccino alle nove di sera, qui è così e l’unica cosa è stendere un velo pietoso sulla vicenda. Se non sei riuscita a finire la tua pietanza, non farti scrupoli nel chiedere la famosa doggie bag, ovvero un contenitore dove mettere gli avanzi per portarli a casa, qui non è considerato maleducato. Al momento di pagare, non stupirti infine se il conto sembra più caro di quello che ti aspettavi: i prezzi sul menu non includono l’IVA, che è calcolata solo alla fine.

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