due chiacchiere

Fare i bagagli è semplice

Qualsiasi strada tu abbia seguito per ottenere il tuo visto, quello che conta è che finalmente stringi tra le mani l’agognato pezzo di carta. Sono passati probabilmente molti mesi dal giorno in cui ha spedito il primo modulo per l’avvio della pratica, e forse t’era sfuggito un particolare: fare i bagagli. Ovvero spedire tutte le tue cose, utili o meno, dall’altra parte dell’oceano. Probabilmente avrai amici e parenti a cui lasciare parte dei tuoi averi, ma per il resto bisognerà organizzarsi. Il metodo più semplice, che io ho scoperto in ritardo, è usare gli spedizionieri del porto più vicino a casa tua: con cifre intorno ai 600 euro ti affitti un container in cui infilare un’infinità di roba. Oppure fai come me, 30 chili alla volta con i pacchi della posta (circa 60 euro ciascuno, e la signora allo sportello che inveirà contro di te per la pesantezza della scatola).

La macchina ti tocca lasciarla

A meno che tu non abbia una Ferrari, l’automobile non potrai portarla con te: anche se riuscissi a convincere lo spedizioniere a farti un buon prezzo (a me sarebbe costato intorno ai 2000 euro), una volta arrivata a destinazione, dovresti superare tutte le omologazioni, cambiare le luci posteriori (che qui sono arancioni, e non rosse) e pagare i vari bolli di immatricolazione. Non solo, se hai una auto europea (escluse alcune Volkswagen e Saab), ti sarà praticamente impossibile trovare i ricambi, in caso di guasto. No, il mio consiglio è di venderla a qualche parente o amico, e di comprarne una nuova in America, con i soldi ricavati. Ti basta il Social Security Number (che corrisponde al nostro codice fiscale) e la patente di guida.

La patente in due settimane

A proposito di “licenza di guida”, se hai la patente italiana, questa ti varrà come “abbuono” per non dover sostenere l’esame di guida. Ma non ti esonera dal dover prendere la patente di guida locale dello stato in cui ti trasferirai: in genere ti verrà chiesto di superare un esame scritto, per il quale la stessa motorizzazione ti fornisce un dettagliato manuale da studiare. Le regole sono molto simili alle nostre, cambia giusto qualche segnale stradale. La “conversione” è presto fatta: i pericoli (triangolari in Italia) sono a rombo, ed i divieti sono scritti a parole. Qui si usa quasi esclusivamente il cambio automatico, che è sicuramente una passeggiata per chi è abituato a guidare con le marce (gears and stick).

Sei pronto a partire

Una volta che ti è stato assegnato il Social Security Number, hai preso la patente, ed hai ovviamente una carta verde valida, non ti manca altro: sei a tutti gli effetti un residente con pieni diritti e doveri. Ti cancelleranno dal tuo comune di residenza, e sarai iscritto all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE). A seconda del tuo percorso burocratico, ti serviranno dai tre ai cinque anni per avviare le pratiche per la cittadinanza, che ovviamente ti consentirà di votare e di non pagare più la marca da bollo sul passaporto italiano ogni volta che uscirai dai confini nazionali. Buona fortuna!

Commenti

  1. Barbara ha detto:

    Assolutamente OFF TOPIC , in realtà forse lo hai scritto ma la mia memoria fa acqua da tutte le parti quindi domando di nuovo , dove abiti in America ? Mi sarebbe piaciuto sapere come avete preso da quelle parti questa influenza suina , qui i giornali danno dati abbastanza allarmanti sulla diffusione in America … ( scusa per l’off topic)

  2. emanuele ha detto:

    La questione sulla patente di guida penso sia diversa da Stato a Stato. In Pennsylvania con la mia patente italiana (e con l’upgrade internazionale) potevo guidare si’ ma ero tenuto ad avere la patente PA entro un anno: con scritto e pratico insieme.
    Saluti da Pittsburgh
    Lele

  3. pluto ha detto:

    il discorso dell aire e’ un po complesso. l iscrizione non e’ obbligatoria ma consigliata, in pratica fino a quando non ti servono i servizi dell ambasciata puoi fare a meno di iscriverti.

  4. Emanuele ha detto:

    Che cosa orrenda i cambi automatici! E’ come prendere una bicicletta elettrica! 😛
    Sigh ‘sti americani papponi… 🙁
    Ciao,
    Emanuele

  5. camu ha detto:

    @Barbara: per l’influenza suina, come ho avuto modo di dire ad alcuni già in privato, molto del “caos” è montato dalla stampa che veramente se le inventa tutte per vendere di più, in questi tempi di vacche magre. Non nascondo qualche preoccupazione, come quando in Italia ci fu la mucca pazza o l’aviaria (ed Amadori sparava a tutto ciò che volava, nell’imitazione di Fiorello su Viva Radio 2) ma sembra che la situazione sia abbastanza sotto controllo. Riguardo a dove abito io, trovi maggiori informazioni qui.
    @emanuele americano: beh anche io avevo quello che tu chiami “upgrade internazionale” (meglio nota come patente internazionale di guida… 40 euro buttati in bolli vari) ma molti non sanno neppure di questa cosa, ed arrivano qui con la patente italiana, che ovviamente è carta straccia.
    @pluto: io sono stato iscritto “d’ufficio” dopo che automaticamente m’hanno cancellato la residenza italiana, hanno fatto tutto loro 🙂 E poi meglio farlo subito, perché poi quando cominci a lavorare, ti tocca prendere un giorno di permesso per andare al consolato!
    @Emanuele palermitano: anche io la penso così, però ammetto che in varie situazioni sono molto comodi, e ti fanno tenere entrambe le mani incollate al volante, il che è molto più sicuro! Diciamo che dipende dall’uso (sportivo o guida in città) che fai dell’auto… il prima-seconda-terza-seconda ad ogni semaforo non mi manca affatto!

  6. Barbara ha detto:

    Springfield ! Ma ce ne sono in 34 stati ho letto non è che hai detto molto 😀 Da quel che sentiamo leggiamo qui mi ero preoccupata per te qui si sta scatenando il panico ( però di contro dicono che non è molto più forte di una normale influenza) contenta tu stia bene anche se non so in che parte dell’America sei 😀

  7. camu ha detto:

    @Barbara: grazie per aver pensato a me quando in tv parlavano di… maiali 🙂 Scherzi a parte, avendo detto in varie occasioni che lavoro a New York, dovrebbe restringere di parecchio il tuo raggio di ricerca 😉

  8. Emanuele ha detto:

    Si Camu, lo so benissimo perché anche noi abbiamo un’auto col cambio automatico. Certo è che in città sembra di dover guidare un’autoscontro (non puoi neanche sbagliare e farla spegnere) e fuori città non puoi divertirti (si c’è il sequenziale ma non ha il fascino della frizione…).
    Buh… eppure in America riescono a preferirlo rispetto a quello manuale! Qui la percentuale è molto più bassa! 🙂
    Ciao,
    Emanuele

  9. Barbara ha detto:

    Accidenti ok adesso ti trovo con Google Earth :PPP

    In realtà qui se vedi un po’ i siti dei quotidiani sono allarmistici al massimo quindi visto che sei l’unico o uno dei pochi che conosco che abita in America è venuto naturale pensare a te 🙂

  10. camu ha detto:

    @Emanuele: io dopo un anno che guido solo con l’automatico, non so più se tornerei indietro 😉 E’ troppo comodo… e poi non sono mai stato uno con la Formula 1 nel sangue, io. Anzi, tutti i miei parenti, specialmente quelli più anziani, mi dicevano sempre che ero fin troppo calmo alla guida!
    @Barbara: l’allarme qui è abbastanza rientrato, comunque io sto sempre attento a non avvicinarmi troppo agli altri, specialmente in metro ed altri luoghi pubblici!

  11. biby ha detto:

    ciao, sono cittadina americana ma habito a Ravenna da due anni, ho sposato mio marito 2 anni fa a new york doe lo ho conocioto 4 anni fa che lui era in vacanza, dopoil matrimonio ui ha voluto che habitaramo in Italia, sto in italia da 1 ano y mezzo, abbiamo una bimba di 16 mesi, lei e nata in florida. 2 mesi fa ho fatto il I-130 form per habere la sua green card perche no voglio vivere in Italia, piu tempo sto qui, iu mi manca USA, allora lo ho convinto per probare a vivere in USA, solo che mi hanno enviatto una lettera que acettaron la aplicazione I-130, ma stiamo aspettando ancora per notizia. credi che dobbiamo fare anche il I-864 anche sihabito in Italia? quanto tempo credi che mancano ancora per il giorno de la intrevista? voglio andarme presto con la mia famglia. Mi dispiace per mi scritura in Italiano e malissima y faccio confunsione con l’spanolo.

  12. camu ha detto:

    @biby: capisco la tua voglia di andar via, per chi ha vissuto sempre negli USA è davvero un grosso trauma abituarsi alla disorganizzazione italiana. Però non sei l’unica persona che ha voluto comunque “give it a shot” e provare a vivere in Italia. Alcuni riescono ad abituarsi, altri no. Il tuo italiano è molto comprensibile, sicuramente più che il mio inglese 😛 Il modulo I-864 lo dovete fare, perché serve per dimostrare che, una volta che andate in America, avete i soldi per mantenervi da soli. Per l’intervista ci vuole ancora un po’, in genere passano 10 mesi da quando mandate il modulo I-130. Se avete fatto la richiesta al Consolato di Roma, forse anche meno di 10 mesi…

  13. biby ha detto:

    Your english is great,Thanks for answering so fast. iscribo in italiano perche questa e una pagina di italiano cosi la gente sa di che cosa chiachero y si qualcuno ha una informazzione puo ayutarme. non ho capito una cosa.noi habbiamo in banca piu o meno 40 mile dollari in euro, si noi abbiamo il soldi, comunque abbiamo visogno di la mia sorella? o solo presentando il conto de banca va benne cosi?

  14. camu ha detto:

    @biby: if you already have 5 times the minimum required by the poverty guidelines (in 2006 it was about $35k, please be sure to check the updated rate online, somewhere) then you are all set. This is what the official FAQs state. You will need to attach proof that this money can easily moved to the United States (ask your bank for a document stating how long they take to complete an international wire transfer) and that there are no other restrictions. Again, please double check this is still true calling the embassy.

  15. Barge ha detto:

    @camu: Spero che chi ha scritto questo interessantissimo blog sia ancora lì, avrei taaaanto bisogno di un supporto 😉
    Mi sto praticamente imbarcando anche io nella richiesta per la famosa Green Card, visto che con mia moglie e il nostro bimbo di 7 mesi ( entrambi cittadini americani )abbiamo deciso di tornare negli Stati Uniti.
    Ci siamo sposati in America l’anno scorso, ma poi siamo venuti a vivere in Italia e la richiesta l’ho fatta attraverso l’ambasciata americana a Roma.
    Spedito il famoso I-130 ho ricevuto qualche giorno fa il pacchetto dal consolato di Napoli( via mail) con tutti i documenti da presentare ( ds-230, I-864, ecc… )ma per quanto riguarda i numeri che scrivevi nel tuo blog( il NOA e successivamente un numero o codice NPL )neanche l’ombra.
    Il consolato mi dice di compilare tutto, provvedere al certificato penale, nascita, matrimonio, vaccini e faxare il tutto a loro. Fatto questo mi contatteranno per la visita medica e l’intervista finale.
    Questo è tutto quello che so, ma nessuno mi ha mai parlato di codici particolari o numeri di tel americani dove chiamare. Ho fatto io qualche errore o la strada è quella giusta?
    Please help me 🙂
    Barge

    1. camu ha detto:

      @Marco, scusa se non t’ho risposto prima ma sono stato molto impegnato. Dunque, non preoccuparti se tu non hai il numero di cui parlavo nell’articolo. Questo è dovuto al fatto che tu hai iniziato il percorso in Italia, non in America come ho fatto io presso il Department of Homeland Security. Però sei a buon punto, se t’è arrivato il pacchetto, manda al più presto tutte le cose richieste, entro un paio di mesi (almeno questi erano i tempi all’epoca) ti daranno l’appuntamento per Napoli. Insomma, ci sei quasi! Una volta passata a napoli, la pratica non può essere controllata via telefono comunque, quindi non ti resta che attendere con pazienza. In bocca al lupo e buon “ritorno” nel Paese a Stelle e Strisce. Ah, se vai a Napoli evita come la peste gli alberghi vicino al consolato. Saranno comodi, ma fanno proprio schifo.

  16. Barge ha detto:

    @camu: Farò tesoro del consiglio sugli alberghi e attenderò con impazienza la chiamata 😉
    Come ti dicevo “in altra sede”, visto che hai già passato la pratica e sperimentato di persona tutto ciò che riguarda il conseguimento della Green Card, mi sono venute in mente alcune domande che magari potrebbero essere utili a chi legge ed è in procinto di spedire la richiesta al consolato per iniziare l’avventura e chi invece ( come me 😉 )ha ancora alcuni tasselli …
    Partendo dal presupposto che uno stia ora ora uscendo dal consolato di Napoli col fatidico “visto” in mano ( perchè mi sembra di capire che la green card vera e propria arriva per posta presso il tuo indirizzo americano qualche mese dopo )che succede?
    Mi spiego meglio: quello che credo d’aver capito è che una volta col visto si hanno 6 mesi di tempo per lasciare l’Italia, pena la scadenza della richiesta stessa.
    Quindi uno come si comporta? Parte entro i 6 mesi, arriva negli Usa, fa la sua pratica alla dogana , richiede il social security number e attende la Carta Verde per posta?
    Altra domanda ( spero di non farti impazzire 😉 ) Una volta arrivato in America, quanto tempo devo restare prima di tornare in Italia senza incorrere in qualche problemino da parte dell’ufficio immigrazione? C’è un limite o posso entrare e uscire a mio piacimento? E nel caso uscissi quanto tempo posso star fuori? Ti faccio queste domande perchè con un lavoro a tempo indeterminato in Italia deve essere calcolato tutto nei minimi dettagli ( ferie, aspettativa, part time ecc…), ma credo che anche senza un lavoro sia necessario capire come fare con un’eventuale casa, saldo bollette …insomma la vita di tutti i giorni.
    Scommetto che se ti avessero dato 1 euro per ogni domanda che ti hanno fatto su queste cose a quest’ora te la giocheresti con Bill Gates 🙂 🙂
    Comunque Camu grazie ancora per aver risposto ai miei precedenti messaggi e per aver affrontato in questo tuo spazio il discorso Green Card. Sul web ce ne sono milioni, ma il tuo entra nel dettaglio e quando si tratta con gli americani il dettaglio è d’obbligo.
    A presto
    Barge

    1. camu ha detto:

      @Barge: si, appena ti danno il visto hai 6 mesi di tempo per lasciare l’Italia. Che sono più che sufficienti, a livello lavorativo, per dare preavvisi, consumare le ferie e tutto quello che dicevi. Io ho sfruttato 3 mesi, e per tutta “sicurezza” mi ero messo in aspettativa dal mio lavoro in Italia, in fondo è sempre bene tenere un piede nella porta italiana, se l’avventura americana non dovesse funzionare come sperato. Alla dogana fanno tutto loro, compilerai dei moduli e poi te ne vai tranquillo. Dopo 3 settimane circa t’arriva il social security e dopo un mesetto la carta verde. Però sei “immediatamente” autorizzato a lavorare. Alcuni ti faranno “storie” perché non hai un social security number, ma digli che te lo stanno mandando, e fagli vedere il passaporto timbrato che fa da visto “temporaneo” in attesa della carta verde definitiva. Sul fatto di poter tornare in Italia, credo si possa tornare sin da subito, ma non puoi stare mi pare più di 3 mesi lontano dagli States, almeno finché il tuo permesso non diventa definitivo. Io comunque, stando alle voci di corridoio che sconsigliano di uscire dagli States, ho preferito non uscire proprio dagli USA, e non ho avuto problemi. Ripeto, il mio consiglio è di sistemare tutto PRIMA di partire, sei mesi sono più che sufficienti per fare tutto.

  17. Barge ha detto:

    @camu: Ancora una volta grazie per le delucidazioni, gentilissimo.
    A questo punto non resta che mettermi ad aspettare e se sei d’accordo ( magari può essere utile a chi deve intraprendere il mio stesso percorso ) terrò una specie di breve ed aggiornato diario su ciò che mi accade punto per punto dal momento che mi chiameranno al Consolato fino allo “sbarco”in America.
    Così magari si riesce a capire se, da quando sei partito tu ad oggi, è cambiato qualcosa.
    Sempre chiaramente col tuo permesso visto che posterei in questo spazio.
    Un saluto e a presto
    Barge

    1. camu ha detto:

      @Barge, come direbbero qui: absolutely! Tienici aggiornati. Anzi, se vuoi ti posso proporre di essere mio ospite e di scrivere una nuova miniserie di articoli in cui racconti la tua avventura, che mi pare essere leggermente diversa dalla mia. Ma a proposito, vieni a New York?

  18. Barge ha detto:

    @camu: Direi…volentieri 🙂
    Sarei onorato di essere ospite nel tuo blog perchè è proprio ben fatto.
    Appena mi chiameranno ( sperando che vada tutto bene ;-), un pò di paura ce l’ho )cercherò di aggiornare i miei commenti su ciò che succede step by step.
    La mia destinazione è la West Coast, per la precisone Los Angeles ( mia moglie è di lì ), ma tra 2 settimane sarò a New York per qualche giorno, magari ci si prende un caffè insieme 🙂
    Un saluto

  19. camu ha detto:

    @Barge: grazie per la disponibilità 🙂 In quanto al caffé, contattami in privato così ci mettiamo d’accordo meglio! Ti faccio fare un giretto qui all’università dove lavoro… Ah, le mie email al tuo indirizzo mi tornano sempre indietro perché hai indicato @gmail.it che non esiste 🙂

  20. Barge ha detto:

    @camu: Ehilà eccomi di ritorno dopo aver finalmente concluso le pratiche per la carta verde.
    Stamattina sono rientrato da Napoli fresco fresco ( si fa per dire con i 38 gradi che c’erano lì )stringendo in mano la “famosa” bustona gialla e il visto sul passaporto.
    L’iter che ho seguito è pressapoco quello che hai descritto tu, cambia solo qualcosina, ma se ti va e a qualcun altro viene utile scriverò il vademecum su cosa è necessario fare ( se sei sposato con un americano/a ) e vuoi trasferirti negli States.
    Un saluto
    Barge

  21. camu ha detto:

    @Barge: prima di tutto congratulazioni per il raggiungimento dell’agognato traguardo. Certo che mi andrebbe se tu potessi scrivere due righe sul tuo iter, le pubblicherò volentieri qui se vuoi! 🙂

  22. bubba ha detto:

    Ciao Camu, ho visto che sei molto informato,
    volevo chiederti qualche informazione.
    Io sono una ragazza italiana, vorrei andare a vivere in LA (Los Angeles – CA)
    ho 23 anni sono giovane, ovviamente non credo che con 90 giorni in LA riuscirò a trovare l’amore della mia vita (già rido lol)
    Avrei pensato di partire con il B-2 se non sbaglio è per stare 90 giorni in US da turista, ovviamente “non puoi lavorare”.
    Come si può prendere il Certificate of Naturalization senza essere sposati?
    Ovviamente fare tutta la documentazione in US
    Poi ho letto che moltissime persone anche che hanno lavorato per dei periodi di 5 anni in US poi sono dovuti tornare in Italia.
    Vorrei conoscere un modo tranquillo per poter vivere in LA senza matrimonio
    ma in pace con la legge.
    Spero che qualcuno può aiutarmi !!!
    Grazie molte xxo
    God bless America <3

  23. corrado ha detto:

    sto aspettando la decisione del mio i-130..una volta approvato cosa riceverò a casa??mi puoi dare tutte le direttive su tutto…te ne sarei grato..sono un po confuso…non so quale sarà il 2passo…grazie

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