due chiacchiere

La foglia di fico è caduta

Non potevo ignorare i fatti del fine settimana che hanno visto protagonisti Americani ed Ebrei scontrarsi contro gli Iraniani ad un livello che non si vedeva da tanto tempo, e che temo possa aprire la porta a giustificazioni sempre più stravaganti per giustificare attacchi unilaterali da parte del Paese a stelle e strisce, senza alcuna approvazione preventiva da parte della Nato o di altri organi internazionali. Questi fatti mi hanno colpito emotivamente da vicino, perché lo sviluppatore che ha preso in mano le redini di Slimstat, abita e lavora in Iran, e con il tempo siamo diventati in qualche modo amici. Quindi sapere che quest’America che ho finito per odiare dal profondo del cuore negli ultimi paio d’anni, sta attaccando il suo Paese, mi fa stare davvero male. Ma voglio usare questo post anche per rispondere ad alcuni commenti lasciati da Emanuele in calce ad un mio recente post su Trump.

[Emanuele] Se le parole hanno il loro peso, per me la cosa più sconcertante è Trump (senza se e senza ma!), il suo governo e tutta l’America che ha fatto sì che un folle simile potesse avere spazio, non una volta ma ben due volte nella sua storia. [..] Inizi con la disamina raccontando l’evento ma invece di dire “Abbasso l’America, abbasso questo stronzo”, la conclusione è “ed è ecco perché a me l’Europa non è mai piaciuta”. Non so, c’è qualcosa che uno psicoanalista sicuramente saprebbe raccontare meglio di me. A me sembrano sempre frasi stonate e dato che non ho mai voglia di litigare, solitamente mi taccio.

Il mio professore d’Italiano me lo diceva sempre: tu avrai sempre difficoltà ad esprimere quello che pensi. Forse perché ho sempre avuto un po’ di quello che gli americani chiamano ADHD, la cui definizione in italiano sarebbe “una situazione persistente di iperattività e impulsività più frequente e grave di quanto tipicamente si osservi in individui di pari livello di sviluppo”. Insomma, concetti che, quando li metto per iscritto, sono tutti sconnessi, perché cerco di appiccicare insieme cose scollegate tra loro, ma che nella mia mente hanno un perfetto senso logico. Quindi se dai miei ultimi post politici traspira che io voglia difendere l’America, devo sul serio rileggere meglio quello che scrivo, perché il mio intento è esattamente il contrario. Specialmente l’Uomo Arancione, che ha fatto più danni in un anno di presidenza di quanti ne abbiano fatti il manipolo di comandanti in capo che l’hanno preceduto (si, incluso Biden, che chissà che fine ha fatto, poverino).

Si, è vero, difendevo l’America quando sono arrivato qui 18 anni fa, ancora imbambolato dalla propaganda e da come tutto sembrava luccicante e scintillante. Ma passata la luna di miele, quella patina dorata ha lasciato il posto ad una visione sempre più amara e triste di un Paese in decadenza che assomigliava sempre di più ad un bimbo sovrappeso e viziato che pensa solo a fare i capricci quando non ottiene quello che vuole. Ed ora che anche l’ultima foglia di fico è caduta, quella di far finta di essere i buoni protettori dell’ordine mondiale, la mia amarezza per non potermene scappare da questa gabbia di matti è ancora più grande, non ci sono dubbi. E visto che io non sono così bravo ad esprimermi, per oggi concludo citando un pezzo di un recente discorso di Robert De Niro in merito:

Love our country? Let me ask you, can you love a country where our neighbors are shot down in the streets by masked government thugs? Can you love a country that denies healthcare for tens of millions of our fellow citizens? Can you love a country that ends contributions to sick and starving people around the world, causing hundreds of thousands of preventable deaths — many of them innocent children. Can you love a country that trashes our economy to give tax breaks to its billionaire cronies? Can you love a country that denies science and sacrifices the climate, the very air our children breath? Can you love a country that pardons violent criminals and protects pedophiles?

Traduzione: Amare il nostro paese? Lascia che ti chieda: puoi amare un paese in cui i nostri vicini vengono ammazzati per strada dai delinquenti governativi mascherati dell’ICE? Puoi amare un paese che nega l’assistenza sanitaria a decine di milioni di nostri concittadini? Puoi amare un paese che interrompe i contributi destinati a persone malate e affamate in tutto il mondo, causando centinaia di migliaia di morti evitabili — molte delle quali bambini innocenti? Puoi amare un paese che manda in rovina la nostra economia per concedere sgravi fiscali ai suoi compari miliardari? Puoi amare un paese che nega la scienza e sacrifica il clima, l’aria stessa che i nostri figli respirano? Puoi amare un paese che concede la grazia a criminali violenti e protegge i pedofili?

Ma la vera foglia di fico a cui mi riferivo nel titolo è quella delle salvaguardie che dovrebbero scattare in tutto il sistema quando qualcuno cerca di arraffare quanto più potere possibile, infischiandosene delle regole, ed anzi, infrangendole apposta per vedere fin dove può arrivare. Le tanto osannate tutele costituzionali, e la separazione tra potere esecutivo, giudiziario e legislativo, non stanno funzionando. Perché grazie al Project 2025, uno spoils system in cui Trump ha rimpiazzato molti funzionari governativi con suoi fedelissimi, chiudere un occhio quando lui fa qualcosa che travalica (ed anche di tanto) il suo potere, è diventata la norma. Basta guardare alla situazione dei fascicoli su Epstein, cosa che al confronto il Bunga Bunga sembra cosa da bambinetti delle medie: in Inghilterra ed altri Paesi, stanno rotolando un po’ di teste, mentre qui in America tutto tace.

In Italia mi fanno sorridere quelli che ancora usano la parola “fascista” quando parlano della Meloni. Mi fanno sorridere perché dimenticano che la Costituzione italiana presenta rigide tutele contro derive autoritarie, rendendo improbabile l’emergere di un dittatore. I pilastri difensivi, che includono la separazione dei poteri, la Corte Costituzionale che annulla leggi anti-democratiche, il ruolo di garanzia del Presidente della Repubblica, e l’indipendenza della magistratura (viva il referendum!), sono solidi e non una semplice foglia di fico come qui in America. Mentre voi non avete nulla di cui preoccuparvi, qui la situazione è oramai talmente distopica che a volte guardo Il racconto dell’Ancella per sentirmi meglio 😫.

Commenti

  1. Trap ha scritto:

    Permettimi di citare un articolo di Vita Trentina:

    Questo unilateralismo militare di Washington, che decide sulla base dei propri interessi nazionali l’uso delle armi, non è purtroppo molto dissimile da quello adottato da Vladimir Putin nell’assalire l’Ucraina.
    Il quale Putin, dopo i bombardamenti americani su Teheran, ha avuto l’ardire di condannare l’azione Usa come contraria ai criteri di moralità e alle regole del diritto internazionale. Definirlo come una faccia tosta sarebbe quasi un complimento! Russia che in ogni caso non ha mosso un dito in aiuto di Teheran, pure in debito per i micidiali droni iraniani nella guerra contro Kyiv. Stessa reazione di sola condanna verbale da parte di Pechino che è largamente dipendente dalle esportazioni di petrolio iraniano e che ne ha sostenuto il regime contro le sanzioni dell’occidente. Atteggiamenti che fanno nascere il sospetto di una collusione geopolitica fra le grandi potenze, militari ed economiche del mondo: Usa, Cina e Russia (potenza solo nucleare, quest’ultima). Ciascuna vuole dettare le regole sulla propria supposta area di influenza e potere quindi agire impunemente senza il rischio di entrare in conflitto reciprocamente.

    Risposte al commento di Trap

    1. camu ha scritto:

      L’atteggiamento della Cina è sempre stato quello di porsi ai margini di conflitti internazionali. Non a caso, loro non sono in guerra da decenni, al contrario degli altri due Paesi. Xi preferisce spendere i suoi soldi in infrastrutture (la Nuova Via della Seta), in investimenti in Africa, e via dicendo. Al contrario USA e Russia spendono fantastilioni in bombe, droni e quant’altro, mentre la propria gente fatica ad arrivare a fine mese.

      Però è anche vero che tutti si strappano i capelli per Putin che invade l’Ucraina, mentre quando Trump invade Venezuela ed Iran per tornaconto personale, allora diventa il salvatore sceso dal cielo per eliminare quei brutti ceffi di Maduro (ora detenuto a New York) e Khamenei. Mi sembra di vedere una dissonanza cognitiva non da poco, alimentata ovviamente dalla propaganda americana che dipinge le cose a seconda di come conviene e di come tira il vento.

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