E così ieri pomeriggio, dopo una corsa contro il tempo verso l’aeroporto per evitare di perdere il volo, i nostri amici italiani hanno varcato i metal detector e si sono imbarcati sul Boeing 777 che li avrebbe riportati nel continente europeo. Gli addii, non c’è bisogno di ricordarlo, sono sempre tristi. Specialmente quando i giorni trascorsi insieme volano via inarrestabili, ed i ricordi immortalati nelle oltre 900 foto sono l’unica traccia che sia tutto successo davvero. Camminando verso il parcheggio, il groppo in gola non scendeva giù, così per farmi passare la malinconia, ho iniziato a pensare ai bei momenti passati insieme. A partire dalle colazioni a base di biscotti del Mulino Bianco di cui mi hanno portato una scorta considerevole, e di un dolce preparato dalla mamma del mio amico. Leggi il resto di Le pesche toscane in America
Articoli recenti
L’America arretrata che nessuno considera
L’altro giorno, mentre percorrevamo i 60 chilometri che separano casa nostra dal Jersey Shore, le spiagge con case da 5 milioni di dollari di cui tutti parlano, si chiacchierava con i nostri amici italiani delle contraddizioni di questo grande Paese che sono gli Stati Uniti. Mi è così venuto in mente una nota di Federico Rampini sul suo blog:
L’America dei cavi sospesi è paralizzata dai blackout. Ancora senza luce per il settimo giorno consecutivo quasi due milioni di abitanti nell’area di Washington e della costa atlantica, dopo i micidiali temporali della settimana scorsa. E l’America scopre di essere uno dei paesi più arretrati d’Occidente in fatto di interramento dei cavi: le sue città sono ancora oggi un groviglio di cavi penzolanti dai pali, i più vulnerabili alle intemperie.
Ma che bello starsene in vacanza
Approfittando del “ponte” del 4 Luglio e di una coppia di amici venuti a trovarci per un paio di settimane, ho preso qualche giorno di ferie per scaricare lo stress accumulato negli uggiosi mesi invernali e per mettere in pausa il “logorio della vita moderna”, come diceva qualcuno. Ed ho scoperto alcuni posticini caratteristici del New Jersey di cui non sapevo neppure l’esistenza, come ad esempio un ristorante equo e solidale gestito dalla Fondazione Jon Bon Jovi, le Cucine dell’Anima. Un’iniziativa secondo me geniale che, specialmente in questi tempi di crisi, con la gente che non riesce ad arrivare a fine mese, andrebbe replicata in tutto il mondo. L’idea è semplice: se non hai soldi per pagare il pasto, puoi fare il volontario per un giorno, servendo ai tavoli o adoperandoti ai fornelli, o ancora spazzando la sala a fine giornata. Se invece decidi di pagare, l’obolo è a discrezione del cliente, con un minimo suggerito di 10 dollari. Che per una zuppa messicana spagnola (gazpacho), un nasello al forno ed una fetta di torta alle mele, sono proprio pochi. Noi abbiamo dato 50 dollari in 3, ma più che il cibo, ci ha saziato la gentilezza e l’umiltà della ragazza che ci ha servito. Leggi il resto di Ma che bello starsene in vacanza
Un’altra vittima dell’accessibilità
Qualche mese fa, come forse ricorderai, avevo avuto il piacere di pubblicizzare Ti Tengo D’occhio, l’iniziativa di un ragazzo non vedente, volta a spronare i dinosauri delle pubbliche amministrazioni (e delle aziende private) nel rendere i propri siti e portali più accessibili alle persone disabili. Mi ero illuso che vi fosse ancora qualche segno di speranza e che il destino di questa branca dell’informatica in Italia non fosse segnato per sempre. Ho persino cercato di contattare Vincenzo Rubano per vedere se potesse rilasciarmi un’intervista, ma non mi ha mai risposto. Poi qualche giorno fa, spulciando a caso gli articoli del mio blog, mi è cascato l’occhio su quel mio intervento e sono andato a vedere che aria tirava da quelle parti. Non posso descrivere la delusione nel vedere che, in soli 3 mesi, tutto era già stato abbandonato. Non metto neppure un link al sito, visto che è infestato da virus ed altra robaccia (così imparano ad usare Drupal invece di WordPress, la prossima volta, eheh). Leggi il resto di Un’altra vittima dell’accessibilità
Le mie prigioni… digitali
Un tempo era Silvio Pellico, per chi ancora se lo ricorda, a fare un resoconto della sua esperienza da detenuto in quella che oggi sarebbe la Repubblica Ceca. A più o meno duecento anni di distanza, le cose potrebbero essere raccontate praticamente allo stesso modo, sostituendo gli utenti delle varie piattaforme tecnologiche ai moti carbonari, e le maggiori aziende informatiche ai vari dittatori ed imperatori dell’epoca. Due settimane fa, Steve Wozniak, nientepopodimeno che co-fondatore di Apple, ha lanciato un appello pubblico affinché l’azienda si decida ad aprire le sue piattaforme agli sviluppatori, dando loro l’opportunità di manipolarle, personalizzarle e, perché no, innovarle. Leggi il resto di Le mie prigioni… digitali
Pronto, prova, 1, 2, 3, prova, sà…
Riprendere le trasmissioni dopo un prolungato silenzio non è cosa facile: non sai mai cosa dire, se sia il caso di scusarsi con i propri lettori giustificando la repentina interruzione o far finta di nulla e continuare da dove ti eri interrotto. Di sicuro ci vuole un sincero ringraziamento a coloro che, sia in pubblico che per vie private, mi hanno contattato per sapere se era tutto okay, preoccupati dall’assenza inusuale del tenutario. Adesso sono tornato, sperando di poter dedicare un po’ del mio ritrovato tempo libero a questo angolo sperduto della rete. In queste settimane, come avevo già detto in precedenza, ho concentrato tutti i miei sforzi nel completare la nuova versione del mio plugin per le statistiche, WP SlimStat, che introduce una valanga di novità sotto tutti i punti di vista. Una versione premiata da più di 3000 download in 24 ore, quasi 200 voti (con una media generale di 4.8 su 5) e persino qualche donazione. Leggi il resto di Pronto, prova, 1, 2, 3, prova, sà…
Stai al sicuro dentro il tuo guscio
Ricordo ancora quando, dieci anni fa, Microsoft annunciò la sua nascente tecnologia del Trustworthy Computing, computer di cui ti puoi fidare. Il cuore del sistema, nome in codice Palladium, aveva il potere di bloccare un nuovo componente hardware o software ed evitare che fosse installato nel computer. Io ho sempre sostenuto che Microsoft avesse in realtà ragioni più che buone per intraprendere questa crociata sulla sicurezza. Arginare le minacce informatiche sempre più numerose e sofisticate (l’undici settembre era ancora più che vivo nella memoria di tutti) ed i virus che sfruttavano le vulnerabilità di Outlook o Word, facendo leva sulla scarsa alfabetizzazione informatica di molti utenti. La gente iniziò a strapparsi i capelli sin da subito, accusando Bill Gates di voler limitare la libertà di far col proprio computer quel che ci pare. La reazione fu così grande che l’azienda di Redmond dovette fare marcia indietro, ridimensionando notevolmente i propri piani. Beh, indovina un po’ chi ha rispolverato quest’idea dieci anni dopo? Già, proprio la Apple. Peccato che stavolta nessuno si stia lamentando. Leggi il resto di Stai al sicuro dentro il tuo guscio
Dal “bel” paese si scappa anche per amore
Il numero di articoli interessanti che trovo ogni mattina ad attendermi nel mio fido lettore RSS si assottiglia giorno dopo giorno. Molti parlano dei fatti propri (ma non sarebbe bene che questa gente se ne andasse su Facebook?), alcuni pubblicano foto piacevoli, ma senza raccontarne il “contorno” o la preparazione, altri ancora sono quasi spariti dalla blogosfera. Di tanto in tanto, però, spunta una perla di saggezza che vale la pena leggere tutto d’un fiato. Che il tema dell’emigrazione dall’Italia mi sia caro, non è un segreto. Su questo blog sono nate varie animate discussioni in merito, ma non avevo mai pensato a guardare le cose dal punto di vista discusso nell’articolo che ho scovato oggi: si scappa per amore della propria anima gemella. Esattamente com’è successo a me quattro anni e mezzo fa. Leggi il resto di Dal “bel” paese si scappa anche per amore