Sto ultimando le modifiche alla nuova versione del mio plugin per fidelizzare i propri utenti, che conto di rilasciare nei prossimi giorni. Ho avuto modo di raccogliere i pareri di alcuni utenti su come migliorarne il funzionamento, e mi sono messo al lavoro appena ho avuto un po’ di tempo. Se ancora stai usando quello “originale” di Mark Jaquith, sarai piacevolmente sorpreso dalle novità che ho introdotto nel mio. Prima di tutto un’interfaccia più organizzata: non per vantarmi, ma hai mai provato a gestire le sottoscrizioni con il mio “concorrente” senza impazzire? Per non parlare delle opzioni per personalizzarne il funzionamento e i messaggi inviati agli utenti. E che dire della sicurezza? Con quell’altro basta che io lasci un commento come un altro utente per poter accedere al sistema con la sua identità e cambiare le sue sottoscrizioni. Non che sia un danno colossale, ma è pur sempre una falla che l’autore non ha mai sistemato. Se hai qualche richiesta per nuove funzionalità, scrivila qui nei commenti, così che io possa lavorarci prima del rilascio ufficiale. Intanto lo sto provando già su questo blog, se non ricevi le notifiche, fammi un fischio.
Articoli recenti
L’importanza di chiamarsi… Drop Table
Per l’angolino dell’umorismo, oggi propongo una vignetta in inglese che solo 5 lettori di questo blog probabilmente saranno in grado di capire 🙂 Lo so, è vecchia, ma ogni volta che la leggo non manca di strapparmi un sorriso.

Come scrivere titoli migliori
Fare qualcosa, dicevano gli antichi, è sempre meglio di non far nulla. Ma non sempre è così: leggere un articolo che spiega le ultime tecniche sulla famigerata search engine optimization, non serve a niente se poi non le si mette in pratica, concretamente, sui propri siti. Dopo aver sistemato, in maniera più o meno soddisfacente, la questione dell’aspetto grafico del mio blog, è ora di occuparsi dei contenuti. Il mantra che gli addetti ai lavori ci ripetono oramai da anni è che il contenuto è il Re della rete, e che bisogna quindi concentrarsi sul produrre contenuti migliori, specifici e ben organizzati in un contesto preciso. Personalmente, ho sempre ritenuto che questa sia solo una faccia della medaglia: se non hai un contenitore altrettanto ben fatto (usabile, accessibile e fruibile), non hai concluso nulla. Pensa ad esempio ad un cartone del latte che può essere aperto solo con una sega elettrica: dentro ci può essere il miglior latte biologico del mondo, ma non tutti potranno berlo. Leggi il resto di Come scrivere titoli migliori
You see the stars falling down
Matilde era tutto l’opposto di come Enrico ed Alessandro l’avevano immaginata tante e tante volte: la loro ipotesi di vedersi arrivare la “solita” ragazza con gli occhiali, topo di biblioteca, intimidita da qualsiasi rapporto sociale, s’era rivelata completamente infondata. Ma la cosa che colpiva di più era il suo carattere spontaneo, fresco ed interessante. Non c’era dubbio, lei stessa era ben consapevole della sua bellezza, ma non la faceva “pesare” di certo e non s’atteggiava affatto a prima donna, anzi. Il capufficio dispose che venisse aggiunta una scrivania nella stanza dei due compari, e quando venne a dare un’occhiata la mattina dopo, approfittando del fatto che lei non era ancora arrivata, lanciò un’occhiata maliziosa ai suoi due sottoposti e sorridendo li ammonì “Mi raccomando, non fate che vi trasformate nel gatto e la volpe. Voglio che Matilde impari qualcosa da voi due, e che questa sua esperienza con noi sia per lo meno divertente e positiva. So che non mi deluderete”. Era uno di poche parole, e lasciò che i due deducessero tutto il resto. Leggi il resto di You see the stars falling down
Ho messo le bandiere all’entrata
Esporre la bandiera sull’uscio di casa è, per molti americani, una manifestazione del proprio attaccamento alla nazione, un concetto spesso sconosciuto agli abitanti del Belpaese. La casa che abbiamo comprato l’anno scorso apparteneva ad un ex ufficiale militare, suppongo dei Marines a giudicare dalle spillette che abbiamo ritrovato in alcuni cassetti, probabilmente dimenticate durante il trasloco. Tra le personalizzazioni che ha apportato durante gli anni in cui ha vissuto qui, c’è un bellissimo palo portabandiera all’ingresso, alto almeno 15 metri, sul quale possono essere montate fino a tre bandiere. Finora non l’avevamo mai sfruttato, anche perché aspettavo una buona occasione su Amazon. Che s’è presentata un paio di settimane fa: due bandiere (quella italiana e quella americana) per 10 dollari.
E poi cominciarono a litigare
L’altro giorno sunshine (altrimenti nota come la moglie) m’ha girato una di quelle email divertenti che in genere si spediscono a tutti i contatti della lista. Ma stavolta direi che lo “spam” può essere usato in maniera costruttiva, per il mio appuntamento periodico con le curiosità dall’inglese. Una lista di situazioni ed episodi che di sicuro darebbero spunto ad un bel battibecco, nella vita reale:
One year, I decided to buy my mother-in-law a cemetery plot as a Christmas gift. The next year, I didn’t buy her a gift. When she asked me why, I replied, “Well, you still haven’t used the gift I bought you last year!”
Il mio blog visto dall’iPhone
Era da tempo che mi riproponevo di ringraziare Andrea Pinti e CyberAngel, pubblicando uno degli screenshot che mi hanno mandato subito dopo il lancio del nuovo tema del mio blog, a testimonianza di come si vede il sito sui dispositivi mobili come l’iPhone. A quanto pare gli sforzi per disegnare il nuovo layout liquido sembrano essere abbondantemente ripagati dal risultato finale, del quale io stesso mi sono meravigliato. Interessante il fatto che il browser mobile ingrandisca i caratteri del contenuto principale della pagina, è una cosa che fa in automatico? Ah, per caso qualcuno ha un Blackberry da cui mandarmi uno screenshot? 🙂 Leggi il resto di Il mio blog visto dall’iPhone
Le due campane di Tophost
Ora che le acque si sono calmate, dopo l’infuocata diatriba estiva accesasi intorno al provider Tophost (se non ne eri al corrente, non ti sei perso nulla di fondamentale per la tua esistenza, te l’assicuro), vorrei pubblicare (in forma anonima, dietro richiesta dell’interessato) una delle email che ho ricevuto da un cliente di questo provider. Perché la storia va raccontata da entrambe le parti, e bisogna ascoltare entrambe le campane prima di farsi un’opinione. Almeno questo è ciò che dovrebbe fare un utente con un minimo di sale in zucca che s’accinge a comprare un nuovo dominio. Tophost è una delle poche aziende italiane che cerca di comportarsi con serietà e trasparenza. Ho avuto a che fare con altri provider come Seeoux, DnsHosting, Aruba e via dicendo, e finora Tophost mi sembra il più serio. Leggi il resto di Le due campane di Tophost