due chiacchiere

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WordPress multisito funziona su Tophost

Qualche giorno fa mi ha scritto un lettore chiedendomi informazioni su come avevo fatto ad installare WordPress in versione multisito su Tophost. In effetti si era trattato di un mio esperimento condotto più o meno un paio d’anni fa, che ero riuscito a portare a termine con successo, anche grazie al supporto offerto sui forum Prozone da altri utenti nella stessa situazione. Non avevo ancora mai provato ad attivare l’opzione “network” su uno dei miei domini appoggiati sui server di questo provider, vuoi per mancanza di tempo, vuoi per paura di incasinare tutto e dover ricominciare da capo. Dopo uno scambio veloce di email, mi ha detto che s’era preso di coraggio e s’era lanciato nell’impresa. E che, senza voli pindarici particolari, era riuscito a mettere in piedi la baracca. Potevo dunque astenermi dal “toccare con mano” questa cosa? Leggi il resto di WordPress multisito funziona su Tophost

Cosa fare se hai perso il portafogli

Ne avevo già parlato un po’ di tempo fa: perdere il portafogli è una delle cose più scoccianti che possano capitare. A parte il valore economico (io non ci tengo mai più di una trentina di dollari), il problema è dover rifare i documenti d’identità, bloccare la carta di credito, comprare un nuovo abbonamento per l’autobus e via dicendo. Senza contare quello che, giustamente, afferma Maurizio Ferraris in Sans Papier: la nostra “figura sociale”, senza documenti e carte varie, è praticamente azzoppata. Non possiamo più provare di essere chi diciamo di essere, non possiamo pagare un biglietto per tornare a casa, non possiamo guidare l’automobile e così via. Cose da far venire la pelle d’oca. Ecco dunque che oggi vorrei affrontare l’argomento “cosa fare se…”, per essere pronti al verificarsi della peggiore delle ipotesi. Leggi il resto di Cosa fare se hai perso il portafogli

Gli americani le vogliono corte

Nel titolo, se non si fosse capito, mi riferisco alle parole, caro il mio lettore malpensante! Oggi, dato che siamo in clima di ferie, mando in replica una puntata del mio corso d’inglese per tutti, andata in onda un paio d’anni fa. Dove parlavo di una delle tante forme per abbreviare le parole che qui vanno tanto di moda. Ad esempio, il nostro supermercato si chiama  ShopRite. Si tratta di una catena, un po’ come in Italia può essere il Carrefour o l’Esselunga o ancora l’Auchan. Notato qualcosa di strano nel nome? L’errore nello scrivere la parola right (giusto, bene, corretto) è voluto: ho già detto che gli americani sono pigri quando parlano e scrivono, e questa ne è l’ennesima conferma. Visto che la pronuncia è la stessa, perché scrivere right quando si può usare il più breve rite? Se quindi vieni in vacanza in America, non preoccuparti di leggere parole come nite, lite, brite (rispettivamente notte, luce e brillante): il tuo maestro d’inglese non era un asino, sono gli americani a storpiare le parole. Leggi il resto di Gli americani le vogliono corte

Una variante della norma

La ricetta di oggi l’ho letta qualche giorno fa su uno dei miei blog di cucina preferiti (che tra l’altro ho nominato ai Macchianera Blog Awards), Un filo d’olio. Una piacevole variante della classica pasta alla norma che ogni buongustaio avrà assaggiato almeno una volta nella vita. Piacevole per almeno tre motivi: con questo caldo nessuno ha voglia di saltare in padella le melanzane, la semplicità la rende ideale anche ai meno esperti, offre un piacevole diversivo per una cena con amici e parenti. Un modo diverso per avere gli stessi sapori, ma con consistenze diverse. Leggi il resto di Una variante della norma

Contro il logorio della vita moderna

Specialmente in questo periodo, il ritmo lavorativo in ufficio è abbastanza più tranquillo del solito. A volte mi metto ad aggiornare e migliorare il mio plugin, altre volte leggo articoli per tenermi al passo con le tecnologia. Ma ci sono occasioni in cui voglio semplicemente rilassare il mio cervello (rigorosamente nella pausa pranzo, in caso il mio capo stesse leggendo queste righe eheh). C’è un sito gestito da un ragazzo australiano che mi fa scompisciare dalle risate, che leggo “a piccole dosi” di tanto in tanto. In pratica è una specie di blog dove ogni articolo è uno scambio di email tra David (il tenutario, di mestiere grafico) ed un’altra persona: colleghi di lavoro, clienti, negozi che chiedono di saldare i debiti. L’umorismo tipico inglese con cui lui risponde ad ognuno dei suoi interlocutori è davvero incredibile. Senza considerare che le situazioni descritte dalle email, spesso càpitano anche a noi, e diventa quindi ancora più facile mettersi nei suoi panni o in quelli del malcapitato di turno. Quindi visto che siamo ad Agosto, niente “lezione” d’inglese oggi, ma solo un modo per allenarsi divertendosi.

Un possibile futuro per l’umanità

Sfogliando “la rete” in giro per il mondo mi sono imbattuto in questo bellissimo dipinto ad alta risoluzione che raffigura un possibile scenario che le generazioni future potrebbero benissimo riconoscere come familiare. Megalopoli iper-tecnologiche protette da mura, al di fuori delle quali una civiltà medievale vive degli avanzi e di povertà.

Le parole chiave di luglio 2010

Era da un po’ che non pubblicavo l’elenco delle più buffe stringhe di ricerca con cui la gente è approdata su queste pagine. Anche grazie all’aiuto del mio plugin per le statistiche, adesso il compito mi è facilitato. Addirittura posso dirti a che ora, da quale città d’Italia, e che lingua parlava chi ha fatto quella ricerca. Anzi sto meditando di attivare una pagina che s’aggiorna da sola, dove far apparire una lista delle parole chiave recenti, così ognuno può spulciarla come e quando vuole 🙂 Ma ora sono troppo pigro per lavorarci su, e poi qui a New York fa un caldo che praticamente l’asfalto ti si scioglie sotto i piedi! Ed allora non c’è nulla di più rinfrescante di una bella risata. Leggi il resto di Le parole chiave di luglio 2010

Ammazza che silenzio nella blogosfera

Beh, si vede che ci stiamo avvicinando ad Agosto: gli articoli nel mio lettore RSS si sono quasi dimezzati, ed anche i visitatori di queste pagine sono crollati al di sotto dei 300 al giorno. Qui la colpa è anche mia, dato che per via di alcune pubblicità sul blog, Google m’ha tagliato il pagerank addirittura a zero. Adesso mi toccherà aspettare la prossima “danza” del gigante, per vedere se m’hanno perdonato oppure no. A giudicare dai segnali nei Webmaster Tools, sembrerebbe di si, ma è ancora presto per parlarne. Ad ogni modo, i naviganti virtuali, si trasformano come ogni anno in naviganti veri e propri, o per lo meno in bagnanti, e così quei quattro gatti che rimaniamo in ufficio, assistiamo a questo spopolamento virtuale della blogosfera. Personalmente, sono sempre stato un gran sostenitore delle ferie intelligenti, e quindi prenderò le mie vacanze a Settembre. Così ad Agosto mi godrò l’aria condizionata in ufficio e la pace che regna tra i corridoi (il ritmo di lavoro, lo ammetto, è molto più rilassato in questo periodo). Mentre a Settembre, quando tutti tornano a “rompere le scatole”, io me ne starò ammollo in qualche acquapark, urlando lungo gli scivoli della morte 🙂

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