due chiacchiere

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Votantonio, vota… camu

In genere non partecipo ai vari concorsi indetti dalla blogopalla, ma quello di Macchianera è un’eccezione, forse anche perché è quello che ritengo più “istituzionale” di tutti. Come ogni anno, tornano i Macchianera Blog Awards, l’iniziativa promossa da Macchianera per darci modo di eleggere e premiare i blog che più ci piacciono, che leggiamo quotidianamente o ai quali siamo semplicemente più affezionati. Le votazioni, aperte sino al 2 settembre, decideranno i 5 finalisti per ciascuna categoria. Dal 2 al 24 settembre tutti potranno votare il loro preferito all’interno dei 5 blog finalisti per ciascuna categoria ed eleggere così il vincitore. Ed allora cosa aspetti? Corri a nominare questo blog in almeno un paio di categorie 🙂

Che casino le misure americane

Ricordo sempre quando in Italia andavamo all’Esselunga a fare la spesa: mentre la moglie si occupava di detersivi e frutta fresca (che io a quanto pare “non so scegliere” vabbé) io andavo al banco dei salumi per ordinare 200 grammi di prosciutto fresco o qualche fetta di prosciuttella, che pare sia un miscuglio non meglio identificato di prosciutto e mortadella. La stessa operazione non è altrettanto semplice qui in America, dove le unità di misura sono praticamente diverse dal resto del mondo, ed ovviamente non seguono il sistema metrico decimale. In altre parole, non esiste l’equivalente di un etto, ma bisogna dire “un quarto di una libbra”. Una libbra (ovvero un pound) equivale a 16 once, o per gli europei, a circa 450 grammi. Half a pound of Bologna (pronunciato boloni) sono quindi circa 200 grammi di mortadella. Una volta la mia pessima pronuncia di half a pound ha fatto capire al tipo al bancone a pound e quando mi sono accorto che aveva già affettato quasi mezzo chilo di formaggio, m’è preso un colpo 🙂 Leggi il resto di Che casino le misure americane

Il portalinux, portale? si, di fandonie

Chi mi segue da un pezzo sa che, in determinate occasioni, il mio alter ego troll esce fuori in maniera dirompente, trasformandomi dal tipico ragazzo che s’incontra per strada, nel mostro verde e tumultuoso dei tempi di Lou Ferrign-ana memoria :). L’argomento che scatena il mio istinto animalesco è in genere sempre lo stesso: Tophost. Come i tori per le vie di Pamplona, appena qualcuno comincia a sparare falsità su questo provider, vedo rosso e non capisco più nulla. Così è capitato che qualche giorno fa ho letto un articolo su Il Portalinux (non metto il link perché non voglio fargli pubblicità) dove il tenutario, un sedicente venticinquenne sistemista, sparava a zero su Tophost. Stando a quanto si dice nell’articolo (che un manipolo di seguaci ha ritwitterato senza neppure pensare ad indagare un briciolo sulla questione) l’errore di WordPress sul limite dei 32 mega, sarebbe da imputare a Tophost. E che lo stesso identico aggiornamento su tutti gli altri provider è andato liscio come l’olio. Così ho lasciato un commento, appositamente un po’ acido per vedere la sua reazione. Che non s’è fatta attendere. Leggi il resto di Il portalinux, portale? si, di fandonie

Thank God it’s Friday

Non faceva  ancora quel caldo afoso tipico dell’estate in tante parti d’Italia, ma le temperature più che primaverili, quest’anno, non promettevano nessuno sconto. Per fortuna era arrivato il fine settimana. Si prospettava un lungo e piacevole ponte lavorativo: la festa della Liberazione era tradizione che Laura ed Enrico si organizzassero con i loro amici per andare a passare una bella giornata fuori porta. Il meteo, anche quest’anno, anzi decisamente quest’anno, sembrava dalla loro parte. C’era una riserva privata, ad una mezz’oretta di macchina dalla città, che avevano eletto a loro posto “ufficiale” per queste occasioni. Un immenso prato verde si distendeva tra le colline piene di alberi e vegetazione selvaggia, e lungo la strada per inerpicarsi verso questo angolo di paradiso, si poteva osservare l’intera città sdraiata sonnecchiante sulla valle sottostante. Trattandosi di una meta molto gettonata, che attraeva gente da tutti i paesini del circondario, cercavano sempre di partire presto, così da accaparrarsi uno dei tavolacci in legno sparsi sotto gli alberi, possibilmente non distante dalle griglie. Leggi il resto di Thank God it’s Friday

Blogbabel, un anno fa

L’anno scorso, più o meno di questi tempi, la blogosfera italiana veniva sconvolta dall’evento più sensazionale di tutti i tempi: la risurrezione di BlogBabel. Un motore di indicizzazione della blogosfera, secondo alcuni, una classifica dei migliori contenuti italici per altri. Il fondatore di quel sito, Ludovico Magnocavallo, mise all’asta su eBay, se non ricordo male, la sua creatura. Poi l’asta venne ritirata, ci furono contestazioni, qualcuno da Macchianera se la prese a male, e gira e rigira alla fine fu Liquida a comprarsi questo (potente?) sistema 100% made in Italy. Io affrontai l’argomento alla fine della tempesta, quando le acque s’erano un po’ calmate. Ora che siamo a poche settimane dal primo anniversario dal Rinascimento Blogbabeliano, è forse l’ora di fare due conti. Leggi il resto di Blogbabel, un anno fa

Com’è fatto lo sciroppo

La stagione di raffreddori ed influenze varie è oramai alle spalle da un pezzo. Capita però che con gli sbalzi di temperatura tra le zone glaciali rinfrescate dall’aria condizionata a palla, e gli spazi all’aperto che sembra di entrare in un forno acceso, arrivi il classico mal di gola e qualche colpo di tosse. Allora i più premurosi corrono in farmacia ed acquistano uno dei tanti sciroppi da banco, per lenire il bruciore tagliente (che manco ti lascia ingoiare la saliva senza soffrire) ed alleviare la tosse. Beh, prendendo spunto da un articolo apparso su Wired di qualche mese fa, voglio raccontarti cosa puoi trovare all’interno della classica bottiglietta ambrata. Leggi il resto di Com’è fatto lo sciroppo

Le curiose parole inglesi

Ci sono parole, nella lingua americana, che quasi mai s’imparano a scuola o si usano nelle conversazioni comuni “da turisti” quando ci si trova all’estero, e che quindi non fanno parte del vocabolario di base di chi conosce l’inglese. Proprio per questo ho pensato di andare a spulciare nei meandri della lingua a stelle e strisce, per darti l’opportunità di scoprire queste “curiose” nuove parole. Come ad esempio sap, che in Italia è un famoso programma gestionale usato da grandi aziende internazionali, mentre qui è più umilmente la linfa prodotta dagli alberi, quella sostanza appiccicosa che ogni tanto ti sarà capitato di toccare andando in campagna. Oppure gunk (slime, sludge, goo, gook), in genere riferito ad un qualche liquido viscoso, melmoso o appiccicoso che fa abbastanza schifo. Leggi il resto di Le curiose parole inglesi

Il paese delle formiche

Oggi ti segnalo un bel pezzo di Giangiacomo Schiavi sul Corriere della Sera. La domanda che si pone l’autore è se ha senso, nell’Italia dei quartierini e dei furbetti, dei politicanti e delle veline, studiare e pagare le tasse. Insomma, essere bravi ed onesti cittadini, alla fine paga ancora nel Belpaese?

Abbarbicati alla speranza di un Paese normale dove buongiorno vuol dire davvero buongiorno. Formichine inattuali nel generale appiattimento verso la società della convenienza, che rischiano di essere schiacciate tra scarpe gigantesche e pietraie desolate, come immaginava vent’anni fa Anna Maria Ortese in un memorabile racconto milanese. Un bimbo, scivolato per disgrazia sotto le ruote di un tram, che offre al padre angosciato una riflessione fulminea sul senso della vita: «Noi siamo come le formiche, vero, papà?».

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