due chiacchiere

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Remain seated and don’t talk

Giacomo ed Enrico s’incontrarono all’ora stabilita sotto la statua di Garibaldi, nella piazzetta a due passi dal bar Ulisse, che aveva i migliori stuzzichini del circondario. Nel vicolo laterale erano stati disposti tutti i tavolini ed i vassoi con patatine, noccioline ed altra roba appositamente studiata per accrescere la sete dei clienti. Ne individuarono uno un po’ in disparte e lo occuparono, mentre Giacomo andava ad ordinare qualcosa per entrambi: già, probabilmente per risparmiare ed aumentare i guadagni, il gestore del bar aveva eliminato le cameriere, e la bevanda te la dovevi andare a prendere direttamente al bancone. Non c’era una vera e propria fila, le persone erano disordinatamente disposte intorno alla cassa, facendosi avanti un po’ a casaccio. Per sé prese un Cuba Libre con Vodka, un drink di quelli oramai fuori moda da un pezzo, mentre per Enrico ordinò una Ceres, che veniva accompagnata da un po’ di sale ed una fettina di limone. S’erano sempre chiesti se davvero in Sud America la bevevano così, assieme alla Tequila. Leggi il resto di Remain seated and don’t talk

Pollo tikka masala

La ricetta di oggi mi era stata suggerita nientepopodimeno che dalla mia collega indiana. Il dipartimento dove lavoro organizza, la settimana prima del Giorno del Ringraziamento, un pranzo a cui tutti prendono parte attivamente. Ognuno s’incarica di portare una pietanza, e poi tutti “divorano” la gran quantità di cibo nella sala conferenze allestita per l’occasione. Considerando che ogni dipendente porta un piatto per almeno 10 porzioni, e che in tutto siamo una cinquantina di persone, puoi immaginare quanto cibo c’era quest’anno. Tant’è che il party è durato per tre pranzi consecutivi (per fortuna abbiamo una cucina ed un frigorifero molto capienti, in ufficio). Io ho portato le cassatine di ricotta ed il pasticcio di patate della moglie, entrambi abbastanza apprezzati. La mia collega ha preparato invece il pollo Tikka Masala, di cui ti propongo una versione ideale per una scampagnata con amici in cui si ha a disposizione un barbecue. Leggi il resto di Pollo tikka masala

E se tutti dicessero solo la verità?

Il film che la moglie ed io abbiamo visto questa settimana s’intitola The Invention of Lying, che non so come (e se) sia stato tradotto in Italiano dagli addetti ai lavori. Una pellicola passata un po’ inosservata rispetto ad altri capolavori californiani, ma che pensavamo valesse la pena di guardare. In effetti i primi quaranta minuti sono davvero divertenti, freschi e scritti con intelligenza, e strappano un bel po’ di risate. A partire proprio dalle prime scene, in cui ancora non si capisce cosa stia succedendo quando Jennifer Garner ammette “crudamente” che non uscirebbe mai con il protagonista perché ha il naso a patata e non vuole che i propri figli vengano col naso a patata. Poi piano piano ci si rende conto di trovarsi in un universo parallelo in cui tutti dicono solo e sempre la verità, e la bugia non è ancora stata inventata. Prima di continuare la lettura, ti avverto che parlerò della trama nei paragrafi seguenti, quindi se non vuoi rovinarti la sorpresa, fermati pure qui. Leggi il resto di E se tutti dicessero solo la verità?

Almost perfect

La primavera era arrivata oramai da un po’, e quest’anno il meteo sembrava inclinato a regalare già dalle prime settimane di Aprile, giornate tiepide ed assolate. Quelle in cui fa piacere sedersi fuori, ai tavolini del bar, a consumare una bella insalata durante la pausa pranzo, o a sorseggiare un Martini alla 007 all’imbrunire (o sarebbe meglio dire all’after hours, giusto per sembrare più al passo con i tempi) con qualche amico. Quella sera, Enrico non aveva il corso in piscina, l’istruttore aveva chiesto di spostare la lezione per via di alcune gare regionali in cui era impegnato con i suoi allievi migliori. Così decise di mandare un messaggio a Giacomo, che lavorava in centro, per vedere se gli andava di fare due chiacchiere davanti a due patatine e qualche tramezzino al tonno. Il cellulare vibrò dopo qualche minuto: era Giacomo che confermava volentieri l’invito. Al lavoro era stata una giornata piatta, Alessandro non s’era visto sin dalla mattina, impegnato a seguire un nuovo progetto presso l’altra sede aziendale. Così Enrico non vedeva l’ora di timbrare il cartellino e dedicare un po’ di tempo a se stesso. Leggi il resto di Almost perfect

Pasta alle seppioline

Mare, estate, sole  ed ombrelloni. Mi pare di essere in una canzone di Simone Cristicchi, che tra l’altro suggeriva un uso non proprio ortodosso dell’ombrellone, tra le sue rime. Eppure, note musicali a parte, l’estate è arrivata sul serio: le scuole sono chiuse (tranne per i poveri maturandi disperati), le località balneari s’iniziano a riempire, e la gente non vede l’ora di rosolarsi un po’ al sole sulle spiagge del Belpaese. Anche in cucina, avvengono delle piccole rivoluzioni: le zuppe calde lasciano il posto alle insalate di riso, le pietanze pesanti cedono il passo a cibi più leggeri, ma non per questo meno saporiti. Ed eccoti dunque la ricetta di oggi: pasta alle seppioline di mare. Leggi il resto di Pasta alle seppioline

Grazie… ottomila!

Eh già, ieri è stata varcata la soglia degli ottomila commenti sul blog. Ottomila manifestazioni d’interesse per quello che scrivo, ottomila occasioni per alimentare una discussione che, su queste pagine, va avanti da quattro anni e mezzo. Grazie!

Una schermata dal pannello di controllo di WordPress che certifica il raggiungimento del traguardo

L’ipertesto ci rende stupidi

Abbiamo iniziato a vedere, la volta scorsa, come i processi mentali chiamati in causa durante la navigazione in rete, stiano di fatto contribuendo a riconfigurare il modo in cui il nostro cervello lavora. Applicazioni come Facebook o Twitter, che estremizzano il concetto di ipertesto, non fanno che accentuare il problema. Perché ogni frase contiene commenti, che a loro volta sono collegati ai rispettivi autori, o rimandano a considerazioni di terzi. Sbriciolando i concetti in tanti piccoli frammenti che il nostro cervello fa sempre più fatica a ricostruire. E non si tratta di semplici osservazioni empiriche: la ricerca continua a dimostrare che le persone che leggono un testo lineare (un libro ma anche un articolo su un blog) comprendono di più, ricordano di più, e imparano di più di quelli che hanno letto un analogo testo costellato di link. Leggi il resto di L’ipertesto ci rende stupidi

La barzelletta zozza del sabato

Oggi la mia incursione nella lingua inglese prende una piega un po’ osé: è una barzelletta (che lascerò rigorosamente nella sua versione originale) tratta da Maxim di qualche mese fa. A parte il contenuto, vorrei mettere in evidenza alcune particolarità grammaticali: in inglese la H non è “muta” come in italiano, ma si pronuncia espirando la vocale che segue. Inoltre viene quasi sempre trattata come una consonante, quindi l’articolo indeterminativo che precede è a, non an: a husband, a house, a hospital. Altra cosa: TV è un’abbreviazione per television, e quindi va scritto con entrambe le lettere in maiuscolo. Già, gli americani adorano le lettere maiuscole: lo si vede spesso nei titoli dei giornali, dove la prima lettera di ogni parola è rigorosamente in maiuscolo. Infine un cenno per la parola bunch: letteralmente significa mazzetto (a bunch of parsley, a bunch of roses), ma è spesso usata in senso figurato, per intendere una manciata, un mucchio. A bunch of crap dunque non è altro che un mucchio di fesserie. Leggi il resto di La barzelletta zozza del sabato

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