Sono qui da più di un mese, ed ancora non c’era stata occasione per fare una delle cose più tipiche del fine settimana americano: arrostire una bella fetta di carne sul barbecue, sorseggiando una birra e chiacchierando amabilmente. Ieri finalmente il momento è arrivato. A dire la verità è stata proprio una domenica “tipica”: giretto al centro commerciale (il cosiddetto mall), con visita obbligatoria all’Apple Store per toccare con mano un iPhone, poi ritorno a casa per preparare la cena: insalata di pasta, patate al forno e carne alla griglia. Prima di partire, con i miei colleghi italiani, si scherzava sempre riguardo a questo appuntamento della domenica, ed ora lo stavo vivendo sul serio. Leggi il resto di Fine settimana americano
Archivio degli articoli in ingresso, pagina 25
Non solo ricette di cucina
Ebbene si, stando alle statistiche di accesso misurate dal buon Google Analytics, questo blog è sempre più acceduto da persone che cercano un modo per fare le polpette di patate oppure i canederli alla trentina. In oltre due anni ho trattato anche molti altri argomenti, ma vai a capire come mai quelli più apprezzati sono risultati quelli di cucina. Grazie per questo suggerimento tra le righe: vorrà dire che se va male la carriera di informatico, posso sempre aprire un buon ristorante qui in America. La cucina italiana riscuote sempre un discreto successo, specialmente per chi ha mangiato sempre panini, intrugli e ciambelle di pane!
Un colabrodo al posto dell’asfalto
Ecco, dopo tante lodi al “sistema America” nel suo complesso, è arrivata l’ora delle prime critiche: in fondo nessuno è perfetto, meno che mai gli Stati Uniti. Partirei con la manutenzione delle strade: gli Italiani si lamentano di come sono tenute certe vie di paese, di qualche buca o dei sampietrini mancanti lungo le vie romane. Beh, a quanto pare non hanno visto come sono ridotte varie strade, anche ad alto traffico, dall’altra parte dell’oceano: le ruote delle macchine sono messe a dura prova quotidianamente, insieme alle doti di provetto guidatore ed esperto sciatore da slalom, da vere e proprie voragini che s’incontrano, neppure tanto di rado, lungo le “interstates” del Nuovo Mondo. Dico io: invece che buttare fiumi di dollari nella guerra, perché non rifate le strade in casa vostra? Leggi il resto di Un colabrodo al posto dell’asfalto
Euro ricco, mi ci ficco
Ho sempre creduto di essere assistito da una forza soprannaturale, che nasconde dietro le coincidenze della vita quotidiana, un disegno ben preciso di crescita interiore e materiale. Non è il caso di elencare qui la lunga serie di fatti apparentemente casuali che mi hanno aiutato ultimamente, ma ora che mi trovo dall’altra parte dell’Oceano Atlantico, guardo ad esempio al rapporto di cambio tra euro e dollaro. Proprio nel giorno della mia partenza ha toccato il nuovo picco storico sfondando la soglia di 1,50: vuol dire che 100 dollari spesi qui, per me “costano” soltanto 67 euro. Guardando in grande, un’automobile che costa 20 mila dollari, io la pago “soltanto” 13 mila euro, un bel risparmio oserei dire. Leggi il resto di Euro ricco, mi ci ficco
Al di là dei confini italici
Primo giorno da residente americano, per il sottoscritto. In una cittadina il cui nome avevo provato a suggerirti con questo (eccessivamente) criptico intervento: Springfield, ma non quella dei Simpson come dico sempre a tutti. Chissà, probabilmente a forza di stare qui mi trasformerò nell’Homer di turno oppure incontrerò qualcuno che gli somiglia: di certo già uscendo di casa è pieno di “amici di Apu” ultimamente. E parlano davvero come il loro alter ego animato dei cartoni. Fuori dalla finestra della camera dov’è il computer, vedo la tipica strada alberata che si vede in tanti film, con le villette ai lati e le macchine parcheggiate nel vialetto. Uno dei vicini possiede una Limousine (o Limo, come l’abbreviano qui), chissà se è privata o la usa per i matrimoni come in Italia. Forse stasera nevicherà un po’, il che per me è un bel benvenuto perché io adoro la neve, mi fa sempre tornare bambino. Leggi il resto di Al di là dei confini italici
Ciao America
Ho scelto non a caso il titolo dell’edizione inglese del libro di Severgnini, per aprire quest’intervento. Oggi si chiude un’epoca, come ama sempre dire in queste occasioni il mio amico Trap. Eh già, mentre tu leggi queste righe io sono in volo verso la mia nuova vita, che inizierà da domani, sul suolo che ha dato i natali a Bruce Springsteen e che recentemente sta votando per l’elezione del suo prossimo Presidente: gli Stati Uniti. Sono uno dei tanti cervelli in fuga, lo ammetto. Perchè l’aria che tira in Italia non mi piace più: troppe tasse, troppa incertezza, troppa fatica per arrivare a fine mese, troppa putrefazione sociale. Non è stata una scelta semplice, anzi in più occasioni ha dato vita a scontri e incomprensioni tra me e la moglie, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Leggi il resto di Ciao America
Le rare fazioni di questo blog
Oggi nel titolo ho voluto giocare con le parole, proprio come fa di solito il mio amico Matteo. Per dirti che nelle settimane che seguono vedrai diminuire il ritmo (ma spero non la qualità) con cui pubblico i miei interventi su queste pagine. L’unione di alcuni eventi sfavorevoli, come ad esempio l’assenza di connessione ad Internet da casa, ed un po’ di pigrizia, fanno il resto. Si preparano grossi sconvolgimenti nella vita del sottoscritto, quindi devo raccogliere tutte le mie forze per affrontarli con tutta la determinazione possibile. Come un J. J. Abrams in erba, ho provato a disseminare queste pagine d’indizi, ma comprendo che tu possa non averli colti al volo.
Grazie di esistere, Vodafone
Parlavo ieri del servizio a cui mi sono abbonato la scorsa settimana, per sopperire alla mancanza di connettività “fissa” che devo giocoforza tollerare in questi giorni. Come ho scoperto troppo tardi, per un errore di configurazione del cellulare, quest’ultimo rimaneva connesso anche quando lo staccavo dal cavetto di collegamento al computer. Prosciugandomi di fatto, in pochissimi giorni, l’intero credito di 100 ore. All’inizio pensavo fosse un errore di Vodafone, così ho chiamato e mandato un fax di segnalazione guasto. Avevo perso le speranze di riavere indietro le mie ore “andate in fumo”, ed invece ieri sera mi chiama tale Roberta dal centro tecnico di Torino: mi riattivano la promozione gratuitamente, anche se il problema è relativo al telefono, non al loro sistema. Grandiosi, questi di Vodafone: un motivo da aggiungere all’elenco di ragioni per le quali ho scelto questa compagnia. Leggi il resto di Grazie di esistere, Vodafone