Suppongo che soltanto gli over-trenta come me sentiranno un motivetto tormentone in sottofondo, leggendo il titolo. Non so come questa canzoncina sia finita nella mia testa, qualche giorno fa. Suppongo per via dello sbalzo di temperatura a cui abbiamo assistito nel giro di un paio di giorni, passando dalla tiepida coda estiva al gelido inverno in meno di 24 ore. Considerando poi che due settimane fa ero di nuovo a Boston per seguire la seconda lezione del corso d’aggiornamento a cui m’hanno iscritto (con una terza ed ultima parte a metà Novembre), e che in genere la costa atlantica del nord-est è sempre più fredda, per me è stato uno shock ancora più intenso. In fondo, comunque, non mi lamento. Anzi, l’inverno sotto certi punti di vista è la stagione che preferisco di più: annusare l’odore di legna bruciata che si sparge nell’aria dei suburbs, l’arietta frizzantina delle 6 del mattino, dare dolcetti per Halloween ed ingozzarsi di tacchino per il Giorno del Ringraziamento, poter indossare il mio bel cappotto (lo so, sono un po’ old fashion, come direbbero da queste parti). Leggi il resto di L’estate sta finendo, un anno se ne va
Archivio degli articoli in ripostiglio, pagina 32
Apogeonline mi mette in prima pagina
Il mio articolo su come e perché WordPress abbia superato Joomla in questi ultimi anni, era anche un esperimento volto a capire se interventi più lunghi del solito sono un deterrente per i lettori (anche occasionali) di questo blog. Il fatto di aver avuto un picco d’accessi dopo la sua pubblicazione, m’aveva già rincuorato. Quando poi ho scoperto che persino l’autorevole Apogeonline abbia voluto segnalarlo sulla propria homepage, sono rimasto positivamente stupito dall’inatteso successo 🙂 Aveva proprio ragione chi diceva che non è la lunghezza di un post a spaventare i visitatori, quanto la sua qualità. Ne prendo atto.

Quattro settembre duemilaundici
Quando ieri, dall’ufficio, mi sono collegato al sito della compagnia elettrica per avere notizie su quando avrebbero ripristinato la corrente nella zona nord del paesino dove abitiamo, la data che ho letto in principio m’ha fatto pensare “no, deve esserci un errore, non può essere”. Ed invece no, nessun equivoco, pare proprio che staremo al buio per otto giorni di fila. Stamattina, mentre camminavo verso la fermata dell’autobus, mi sembrava quasi di essere finito all’interno del libro di Saramago, Cecità: il piccolo negozio di alimentari solitamente pieno di gente che fa colazione era chiuso, ed il parcheggio antistante completamente deserto; i semafori spenti facevano formare file insolite all’incrocio principale, mentre in sottofondo alcuni generatori a benzina sostituivano le voci di grilli e scoiattoli che solitamente mi accompagnano durante il breve tragitto. La cosa più sorprendente è comunque il modo in cui il vicinato sta affrontando questa nuova sfida: non con la rabbia e le invettive contro la compagnia elettrica che probabilmente questa situazione avrebbe scatenato in Italia, ma con quello spirito positivo ed atteggiamento ottimista che contraddistingue gli americani. Che rende la mancanza di frigo e tv molto più sopportabile.
La coda di Irene c’ha fregato
E così siamo riusciti a passare indenni la notte tra Sabato e Domenica, quando l’uragano Irene ha raggiunto la nostra zona, in perfetto orario sulla tabella di marcia. Per fortuna, come molti hanno capito, la forza del vento è stata ben inferiore di quanto pronosticato da televisioni e fabbricatori di notizie, ma ciò non toglie che si sia fatto più che bene a prepararsi al peggio. Gli alberi hanno retto, la corrente non è andata via, il ruscello a 200 metri da casa nostra è rimasto nei limiti di guardia. Tutto sembrava volgere per il meglio Domenica mattina, s’era persino visto il sole affacciarsi tra le nuvole. Peccato che la coda di Irene sia stata quello che pochi si aspettavano: l’acqua che stava riversando al nord, sta scendendo verso di noi, ingolfando fiumi, buttando a terra alberi e lasciandoci al buio per 24 ore di fila alcuni giorni (qualcuno vuole un po’ di yogurt dal mio frigo?). Beh, asciugare l’acqua infiltratasi nel seminterrato è un modo originale per passare il proprio compleanno, no? Leggi il resto di La coda di Irene c’ha fregato
La calma prima della tempesta
E così stanotte (le 8 di domani mattina in Italia) Irene dovrebbe raggiungere la nostra zona, flagellare New York con venti intorno ai 100 chilometri orari e poi continuare la sua marcia verso il nord degli Stati Uniti. Al momento qui si respira una calma quasi artificiale, e fuori non si vede neppure il classico cane passare per strada: sarà per i messaggi inquietanti che arrivano da ogni canale su cui ci si sintonizza, sarà perché fuori ha già iniziato a piovere, sarà perché i supermercati ed i negozi per la casa sono stati praticamente svuotati di tutti i generi di prima necessità (dall’acqua alle batterie, dai generatori a benzina alle pompe dell’acqua). Avevo pensato di mettere la webcam in diretta, ma dato che il peggio arriverà di notte, non avrebbe avuto alcun senso. Ad ogni modo, noi siamo già pronti ad evacuare, se necessario, ma speriamo proprio non ce ne sia bisogno.
Sono solo molto impegnato
Piccola nota di servizio per tranquillizzare e soddisfare la curiosità di coloro che si stanno chiedendo che fine abbia fatto camu. Con l’imminente inizio del nuovo anno accademico, al lavoro si sono accumulati una serie di progetti che vanno completati entro metà della prossima settimana. Da qui la corsa febbrile per “spremere” ogni minuto delle otto ore lavorative quotidiane per cercare di fare il più possibile 🙂 Come dicono gli americani, siamo in crunch time e quindi non rimane tempo per altro. Arrivato a casa, poi, ho voglia di tutto tranne che sedermi di nuovo davanti ad un computer per curare il blog. E così mentre l’uragano Irene minaccia di portare un’apocalisse nella Grande Mela, ed i terremoti scuotono mezz’America, io non posso far altro che tenere per me tutti i post che ho nella testa. Se a tutto questo s’aggiunge che sto lavorando alla versione 2.5 del mio plugin per le statistiche, per includere il tracking di Google Plus One e di qualsiasi evento ti passi per la testa (heatmaps, anyone?), il quadro della situazione è completo.
Come sbucci la tua banana?
Va bene, lo ammetto, il titolo potrebbe sembrare quanto meno ambiguo ed i soliti malpensanti si saranno subito fatti chissà quali strane idee. Probabilmente anche tu che arrivi da Google cercando argomenti piccanti, rimarrai deluso da quello che leggerai qui di seguito. Già, perché la domanda del titolo è propriamente letterale, e riprende la discussione dell’olio e dell’aceto nata durante una cena in famiglia. A margine dell’animato dibattito, infatti, qualcuno ha proposto altre curiose domande a sfondo culinario. Anche nel caso del frutto giallo, si sono formati due gruppi e due filosofie di pensiero. Gli uni, più numerosi, sostenevano che è più comodo sbucciare la banana dal “manico”, ovvero dalla parte in cui il frutto è attaccato al casco. Gli altri, agguerriti, facevano notare che in questo modo però si hanno due problemi: se il frutto è maturo si rischia di ridurre la punta in poltiglia, e non si ha un comodo manico (appunto) per tenere la banana quasi finita. E tu da che parte stai? Leggi il resto di Come sbucci la tua banana?
Alcune curiosità sul ramadan
Non molti lo sanno, ma con il mese di Agosto è iniziata la celebrazione del ramadan per la comunità islamica. Dato che un quinto della popolazione mondiale pratica questa religione, ho pensato che sia interessante condividere qualche curiosità in merito con i miei lettori. Si tratta di un periodo di penitenza che i devoti praticano per ingraziarsi la benevolenza di Allah. Un po’ come capita per i cristiani praticanti durante la quaresima. Il ramadan consiste nel digiunare completamente dall’alba al tramonto: niente bere, mangiare, fumare o praticare attività sessuali. Comincia ogni anno in un periodo diverso per via del calendario musulmano basato sui cicli lunari: più esattamente è il nono mese dell’anno e significa “mese caldo”, probabilmente perché originariamente era celebrato sempre d’estate. Leggi il resto di Alcune curiosità sul ramadan