Quando ieri, dall’ufficio, mi sono collegato al sito della compagnia elettrica per avere notizie su quando avrebbero ripristinato la corrente nella zona nord del paesino dove abitiamo, la data che ho letto in principio m’ha fatto pensare “no, deve esserci un errore, non può essere”. Ed invece no, nessun equivoco, pare proprio che staremo al buio per otto giorni di fila. Stamattina, mentre camminavo verso la fermata dell’autobus, mi sembrava quasi di essere finito all’interno del libro di Saramago, Cecità: il piccolo negozio di alimentari solitamente pieno di gente che fa colazione era chiuso, ed il parcheggio antistante completamente deserto; i semafori spenti facevano formare file insolite all’incrocio principale, mentre in sottofondo alcuni generatori a benzina sostituivano le voci di grilli e scoiattoli che solitamente mi accompagnano durante il breve tragitto. La cosa più sorprendente è comunque il modo in cui il vicinato sta affrontando questa nuova sfida: non con la rabbia e le invettive contro la compagnia elettrica che probabilmente questa situazione avrebbe scatenato in Italia, ma con quello spirito positivo ed atteggiamento ottimista che contraddistingue gli americani. Che rende la mancanza di frigo e tv molto più sopportabile.