due chiacchiere

Archivio degli articoli in ripostiglio, pagina 40

Le medicine americane

Una cosa che mi piace del sistema sanitario americano è il modo in cui gestiscono le medicine. Quando vai dal medico, se hai bisogno di prendere un determinato farmaco, spesso non ti danno la ricetta: il dottore chiama direttamente la tua farmacia di fiducia, e ti fa preparare quello che serve. Così a te non rimane che passare dal farmacista, mostrare la carta d’identità e ritirare il prodotto. Fin qui nulla di particolarmente esaltante. La cosa veramente interessante è la “gestione delle pillole”. Tranne in rare eccezioni, qui non esistono le scatole preconfezionate: ogni boccetta è personalizzata con i tuoi dati e contiene esattamente il numero di pillole che dovrai prendere, non una di più, non una di meno. Se dovrai continuare la cura, potrai richiedere tramite il medico un “refill” della boccetta. Pensa a quante medicine si buttano ogni anno in Italia, dato che le scatole in genere contengono più roba di quello che serve. Leggi il resto di Le medicine americane

Il robot pulisce in casa

Sono passati vari mesi dall’acquisto del nostro iRobot Roomba 535, ed ormai è diventato uno di famiglia, anche se non certo ai livelli del film L’uomo bicentenario, con un eccezionale Robin Williams. Un aspirapolvere con le ruote, lo descriverei in due parole: la sua “intelligenza artificiale” gli consente di andare in giro per la stanza da pulire, risucchiando polvere, peli e sporcizia varia (niente liquidi, mi raccomando, al robot non piace bere). Avevo promesso che avrei scritto una recensione in merito, ma ho voluto provarlo nelle situazioni più difficili (tappeti del salotto, scale, fili sul pavimento e via dicendo). Il breve video allegato  qui sotto, con protagonista il nostro fedele domestico, non mostra nulla di particolarmente complesso per lui, ma solo come gironzola a caccia di sporco. Leggi il resto di Il robot pulisce in casa

I buoni propositi per il 2010

E così anche il 2009 ce lo siamo tolti di mezzo. Per l’ennesima volta dovremo imparare a scrivere le nuove date nei documenti che scriviamo (già ho sbagliato un paio di volte negli assegni che mando per pagare le bollette, sob), per l’ennesima volta si sono stappate bottiglie e sparati i fuochi d’artificio. E come tradizione vuole, è il momento di stilare l’elenco delle cose che vorrei portare a termine in quest’anno che viene. Tirando allo stesso tempo le somme su come sono andate le cose su questo fronte per l’anno appena trascorso. Il punto principale che m’ero riproposto era di comprare una casetta tutta nostra dove far crescere la famiglia. L’ospitalità del papà di mia moglie era stata fin troppo generosa, ed era dunque giunta l’ora di trovare un po’ di indipendenza, ed anche uno spazio tutto nostro. E questo “sogno” è diventato realtà lo scorso Maggio, quando davanti al notaio abbiamo firmato una pila alta almeno 40 centimetri (non scherzo) di incartamenti vari. Sul fare sport, invece, non c’è stato verso: il medico mi dice che dovrei avere una vita meno sedentaria per eliminare la pancetta dell’impiegato. Ma davvero non so dove trovare il tempo. Invidio ed ammiro gli iperattivi che ci riescono così bene: io appena dopo cena, mi spaparanzo sul divano e… addio. Leggi il resto di I buoni propositi per il 2010

Quel ragazzo senza braccia

(da Repubblica.it) CARO direttore, è domenica 27 dicembre. Eurostar Bari-Roma. Intorno a me famiglie soddisfatte e stanche dopo i festeggiamenti natalizi, studenti di ritorno alle proprie università, lavoratori un po’ tristi di dover abbandonare le proprie città per riprendere il lavoro al nord. Insieme a loro un ragazzo senza braccia.

Sì, senza braccia, con due moncherini fatti di tre dita che spuntano dalle spalle. È salito sul treno con le sue forze. Posa la borsa a tracolla per terra con enorme sforzo del collo e la spinge con i piedi sotto al sedile. Crolla sulla poltrona. Dietro agli spessi occhiali da miope tutta la sua sofferenza fisica e psichica per un gesto così semplice per gli altri: salire sul treno. Profondi respiri per calmare i battiti del cuore. Avrà massimo trent’anni. Leggi il resto di Quel ragazzo senza braccia

Le pentole del ringraziamento

Con colpevole ritardo pubblico questa foto scattata la sera prima del Giorno del Ringraziamento, quando la moglie s’è messa ai fornelli (assumendomi come suo maldestro aiutante) per preparare le leccornie che avrebbero allietato i nostri palati il giorno dopo 🙂

Le pentole scalpitano e traboccano di cibo

Gli addobbi di Natale

Nell’America dei sobborghi, quella tipica dipinta da serie televisive come Le Casalinghe Disperate, si comincia a respirare l’aria del Natale. Approfittando del lungo ponte per il Giorno del Ringraziamento, molte famiglie decorano la propria villetta con luci, babbi natale, renne illuminate e pupazzi di neve (rigorosamente finti, visto che quest’anno le previsioni non lasciano sperare bene in tal senso). Finalmente arriva il periodo dell’anno in cui il prato che fronteggia la casa può tornare utile, per ospitare tutta l’illuminazione possibile: si va dalle coreografie più articolate, che richiedono giorni di preparativi e un discreto investimento economico (per fortuna ora tutto funziona a led), a quelle semplici in cui un filo luminoso semplicemente segna il contorno del tetto spiovente della dimora. L’altra sera, dotato di telecamerina (gentile omaggio della compagnia che mi fornisce la fibra ottica), ne ho voluto  riprendere alcune per fartele vedere. Leggi il resto di Gli addobbi di Natale

Esiste davvero Babbo Natale?

Una madre non è mai pronta, quando giunge il momento in cui il suo bimbo, fissandola negli occhi, le rivolge la domanda “Mamma, ma Babbo Natale esiste sul serio?” Ciò non toglie che la questione merita una riflessione più articolata di un semplice “sì”, come accadde 100 anni fa a Virginia O’Hanlon che voleva dimostrare ai suoi amici che si burlavano di lei, che avessero torto, e scrisse pertanto ad un giornale affinché indagasse sulla questione. Francis Church le rispose “Si, Virginia, Babbo Natale esiste. Esiste com’è certo che esistono l’amore, la generosità e la devozione. Forse non lo potremo mai vedere, ma l’uomo non è mica in grado di vedere tutte le meraviglie invisibili che ci sono nel mondo.” In realtà a questa visione metafisica, se ne può accostare una più terrena e materiale, che affonda le sue radici addirittura in Turchia.

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Figlio mio, lascia questo Paese

Lo so, sembra che io mi diverta a girare il coltello nella piaga, quando riporto stralci di articoli che parlano di storie d’emigrazione, di gente delusa dal Belpaese, di cervelli in fuga e di Beppe Severgnini. Ma la verità è che mi piange il cuore ogni volta che leggo queste cose, perché che tu ci creda o no, non è poi così facile (psicologicamente parlando) fare le valigie e varcare “per sempre” il confine nazionale. L’ultimo tassello in questo infinito mosaico arriva dal Direttore Generale della Luiss, Pier Luigi Celli. Che scrive una lettera aperta al figlio che sta per laurearsi, consigliandogli di emigrare al più presto all’estero. Voglio riportarne qualche passaggio, come hanno fatto molti altri blog che seguo, per darti uno spunto di riflessione. Aggiungendo che non basta stracciarsi le vesti, puntare il dito contro gli altri e starsene poi immobili nel proprio individualismo del “mors tua, vita mea”. Questi ignavi non meritano neppure ascolto, chi piagnucola senza agire attivamente si merita il Paese in cui vive.

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