due chiacchiere

Archivio degli articoli in ripostiglio, pagina 40

Due anni sul suolo americano

Anzi, praticamente 25 mesi, per essere  precisi. Eh già, era il 26 Febbraio 2008, io non dormii per tutta la notta, la mattina alle 11 avevo l’aereo della Lufthansa che mi avrebbe portato nel Paese a stelle e strisce, via Francoforte. Il taxi arrivò in ritardo, e quando all’autista, giusto per scambiare due parole, dissi che me ne andavo dall’Italia, lui mi fece tutta una ramanzina sull’orgoglio nazionale, e sul fatto che lui non se ne sarebbe andato per nulla al mondo. Insomma, un modo “piacevole” per scrivere le ultime parole di quel capitolo della mia vita. All’aeroporto arrivai carico come un mulo (non puoi immaginare cosa voglia dire fare un trasloco transoceanico eheh) e mi fecero pagare 90 euro di sovrapprezzo per una valigia che superava i 25 chili consentiti. Leggi il resto di Due anni sul suolo americano

Le brutte macchine americane

Una cosa nella quale ancora oggi l’Europa ha un indiscusso primato sull’America, almeno  ai miei occhi, è di certo lo stile del proprio parco automobilistico. Questione di gusti, è vero, ma come si fa a comprare uno di questi SUV squadrati e spigolosi, delle vere scatolette per sardine senza grazia e senza carattere. Per me è sempre stato così con le automobili: anche il mio occhio vuole la sua parte. Non mi basta che l’auto consumi poco o abbia il lettore di MP3, deve essere per lo meno guardabile. Come si dice in inglese, sono attualmente “sul mercato” per acquistare un SUV. In Italia avrei avuto l’imbarazzo della scelta, a prezzi contenuti ed accessibili alla gente comune. Qui se voglio un macchina bella, dovrei per forza prendere un BMW, una Lexus o una Mercedes: tutte straniere e tutte sopra il mio tetto di spesa. Poi si chiedono come mai le case nazionali (General Motors, Chrysler, Ford) non abbiano successo. Beh, basta dare un’occhiata ai modelli a disposizione. Persino gli americani, che a queste cose non ci tengono, se ne stanno accorgendo. Leggi il resto di Le brutte macchine americane

La rivoluzione di ottobre

Per chi se lo fosse perso quando è andato in onda per la prima volta, ripropongo un video che avevo preparato per celebrare il “nuovo ragazzo” che dopo quasi due anni, rimpiazzava l’originale disegnato da me, molto spartano e infantile… Suggerisco di guardarlo a tutto schermo e con le casse accese 🙂

La neve dei sobborghi

Un paio di settimane fa qui ha nevicato come forse capita una volta ogni due o tre anni: 30 centimetri di neve compatta accumulati nel giro di una notte. Della serie, la sera prima siamo andati a letto che tutto era scuro, e la mattina dopo era tutto bianco. Tanto che quasi tutti i luoghi di lavoro hanno concesso una “vacanza fuori programma” con una chiusura straordinaria degli uffici. Per me è stata una giornata di riposo, ma anche di spalare neve sul vialetto del garage di casa. Avevo fatto un video con la mia telecamerina portatile, il giorno dopo, ma non avevo ancora trovato il tempo di pubblicarlo. Eccotelo qui: una nuova puntata della serie “a spasso per i sobborghi del New Jersey” 🙂 Leggi il resto di La neve dei sobborghi

Così i santi hanno vinto

Superbowl, una parola sconosciuta alla stragrande maggioranza degli europei, ma che in America è un vero e proprio evento nazionale, quasi importante quanto il 4 luglio o il giorno in cui si commemorano i caduti in guerra. Ieri s’è disputata la finale tra i New Orleans Saints e gli Indianapolis Colts. Ed i primi hanno vinto contro tutti i pronostici, il loro primo trofeo da quando si gioca questa competizione. Per noi “europei”, sarebbe a dire come se il Catania vincesse la Champions League. In effetti penso che la Coppa dei Campioni sia quella più vicina al Superbowl: le squadre di football devono prima vincere l’equivalente del nostro scudetto, poi fanno i play-off ad eliminazione diretta (che non funzionano ad ottavi e quarti, ma  hanno un meccanismo più complicato che ho impiegato qualche giorno a digerire) ed infine accedono allo scontro finale. Leggi il resto di Così i santi hanno vinto

La salsiccia di camu

Va bene, lo ammetto, era un po’ che non usavo un titolo “provocatorio”, e così ho colto la palla al balzo in quest’occasione, volendo pubblicare una foto della salsiccia fresca che la moglie, insieme ad amiche e parenti, ha preparato la scorsa settimana. Come forse saprai, metà Gennaio è il periodo ideale per gli amanti degli insaccati fatti in casa: il clima secco e freddo contribuisce alla lenta stagionatura di questi manufatti così faticosamente ottenuti 🙂 Io non ho assistito personalmente alle varie fasi, ma la moglie mi dice che è stato un lavoraccio, anche perché era la prima volta che si cimentava in quest’impresa: in Italia ci mancavano sia i mezzi tecnici che il clima adatto. Ora non rimane che attendere qualche settimana, per poi affettare e degustare questa prelibatezza. Già stiamo considerando le “varianti” per l’anno prossimo (piccante, al coriandolo, con i semi di finocchio, ecc). PS: a qualcuno interessa la ricetta? Leggi il resto di La salsiccia di camu

Le medicine americane

Una cosa che mi piace del sistema sanitario americano è il modo in cui gestiscono le medicine. Quando vai dal medico, se hai bisogno di prendere un determinato farmaco, spesso non ti danno la ricetta: il dottore chiama direttamente la tua farmacia di fiducia, e ti fa preparare quello che serve. Così a te non rimane che passare dal farmacista, mostrare la carta d’identità e ritirare il prodotto. Fin qui nulla di particolarmente esaltante. La cosa veramente interessante è la “gestione delle pillole”. Tranne in rare eccezioni, qui non esistono le scatole preconfezionate: ogni boccetta è personalizzata con i tuoi dati e contiene esattamente il numero di pillole che dovrai prendere, non una di più, non una di meno. Se dovrai continuare la cura, potrai richiedere tramite il medico un “refill” della boccetta. Pensa a quante medicine si buttano ogni anno in Italia, dato che le scatole in genere contengono più roba di quello che serve. Leggi il resto di Le medicine americane

Il robot pulisce in casa

Sono passati vari mesi dall’acquisto del nostro iRobot Roomba 535, ed ormai è diventato uno di famiglia, anche se non certo ai livelli del film L’uomo bicentenario, con un eccezionale Robin Williams. Un aspirapolvere con le ruote, lo descriverei in due parole: la sua “intelligenza artificiale” gli consente di andare in giro per la stanza da pulire, risucchiando polvere, peli e sporcizia varia (niente liquidi, mi raccomando, al robot non piace bere). Avevo promesso che avrei scritto una recensione in merito, ma ho voluto provarlo nelle situazioni più difficili (tappeti del salotto, scale, fili sul pavimento e via dicendo). Il breve video allegato  qui sotto, con protagonista il nostro fedele domestico, non mostra nulla di particolarmente complesso per lui, ma solo come gironzola a caccia di sporco. Leggi il resto di Il robot pulisce in casa

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