Ho appena scoperto che collutorio si scrive con una sola t, grazie al correttore ortografico 🙂 Ma curiosità lessicali a parte, oggi prendo spunto da un articolo apparso su Wired di qualche mese fa per raccontarti com’è fatto il liquido che usi tutti i giorni per sciacquarti la bocca, il Listerine. Un mix di ingredienti che uccidono germi, proteggono i tuoi denti e ti lasciano un alito fresco per diverse ore. Quand’ero in Italia, ricordo che molti miei amici trovavano il Listerine un po’ troppo forte per i loro gusti, ma qui in America se vuoi qualcosa che davvero funzioni contro placca ed altre insidie ortodontiche, questo è l’unico collutorio che funziona davvero. Leggi il resto di Cosa c’è nel tuo collutorio
Archivio degli articoli in ripostiglio, pagina 39
Il pranzo di Pasqua
Dopo la ricetta delle focacce, non poteva mancare una foto ricordo della tavola imbandita di Pasqua. Pronta ad accogliere i commensali con una certa varietà di pietanze: abbiamo iniziato con una bella fetta di lasagne al ragù, per poi passare all’insalata (qui in America si usa così) ed alle focacce ripiene di agnello e piselli, e salsiccia e carciofi. Sembra che questa “novità” abbia avuto un discreto successo, e già mi è stato chiesto di prepararle di nuovo, variando i condimenti, magari con qualcosa di più “americano” 🙂 Ad annaffiare il tutto un buon vinello rosso californiano. E per concludere limoncello e pastiera napoletana (fatta col riso anziché col grano, che qui è praticamente introvabile). Leggi il resto di Il pranzo di Pasqua
Due anni sul suolo americano
Anzi, praticamente 25 mesi, per essere precisi. Eh già, era il 26 Febbraio 2008, io non dormii per tutta la notta, la mattina alle 11 avevo l’aereo della Lufthansa che mi avrebbe portato nel Paese a stelle e strisce, via Francoforte. Il taxi arrivò in ritardo, e quando all’autista, giusto per scambiare due parole, dissi che me ne andavo dall’Italia, lui mi fece tutta una ramanzina sull’orgoglio nazionale, e sul fatto che lui non se ne sarebbe andato per nulla al mondo. Insomma, un modo “piacevole” per scrivere le ultime parole di quel capitolo della mia vita. All’aeroporto arrivai carico come un mulo (non puoi immaginare cosa voglia dire fare un trasloco transoceanico eheh) e mi fecero pagare 90 euro di sovrapprezzo per una valigia che superava i 25 chili consentiti. Leggi il resto di Due anni sul suolo americano
Le brutte macchine americane
Una cosa nella quale ancora oggi l’Europa ha un indiscusso primato sull’America, almeno ai miei occhi, è di certo lo stile del proprio parco automobilistico. Questione di gusti, è vero, ma come si fa a comprare uno di questi SUV squadrati e spigolosi, delle vere scatolette per sardine senza grazia e senza carattere. Per me è sempre stato così con le automobili: anche il mio occhio vuole la sua parte. Non mi basta che l’auto consumi poco o abbia il lettore di MP3, deve essere per lo meno guardabile. Come si dice in inglese, sono attualmente “sul mercato” per acquistare un SUV. In Italia avrei avuto l’imbarazzo della scelta, a prezzi contenuti ed accessibili alla gente comune. Qui se voglio un macchina bella, dovrei per forza prendere un BMW, una Lexus o una Mercedes: tutte straniere e tutte sopra il mio tetto di spesa. Poi si chiedono come mai le case nazionali (General Motors, Chrysler, Ford) non abbiano successo. Beh, basta dare un’occhiata ai modelli a disposizione. Persino gli americani, che a queste cose non ci tengono, se ne stanno accorgendo. Leggi il resto di Le brutte macchine americane
La rivoluzione di ottobre
Per chi se lo fosse perso quando è andato in onda per la prima volta, ripropongo un video che avevo preparato per celebrare il “nuovo ragazzo” che dopo quasi due anni, rimpiazzava l’originale disegnato da me, molto spartano e infantile… Suggerisco di guardarlo a tutto schermo e con le casse accese 🙂
La neve dei sobborghi
Un paio di settimane fa qui ha nevicato come forse capita una volta ogni due o tre anni: 30 centimetri di neve compatta accumulati nel giro di una notte. Della serie, la sera prima siamo andati a letto che tutto era scuro, e la mattina dopo era tutto bianco. Tanto che quasi tutti i luoghi di lavoro hanno concesso una “vacanza fuori programma” con una chiusura straordinaria degli uffici. Per me è stata una giornata di riposo, ma anche di spalare neve sul vialetto del garage di casa. Avevo fatto un video con la mia telecamerina portatile, il giorno dopo, ma non avevo ancora trovato il tempo di pubblicarlo. Eccotelo qui: una nuova puntata della serie “a spasso per i sobborghi del New Jersey” 🙂 Leggi il resto di La neve dei sobborghi
Così i santi hanno vinto
Superbowl, una parola sconosciuta alla stragrande maggioranza degli europei, ma che in America è un vero e proprio evento nazionale, quasi importante quanto il 4 luglio o il giorno in cui si commemorano i caduti in guerra. Ieri s’è disputata la finale tra i New Orleans Saints e gli Indianapolis Colts. Ed i primi hanno vinto contro tutti i pronostici, il loro primo trofeo da quando si gioca questa competizione. Per noi “europei”, sarebbe a dire come se il Catania vincesse la Champions League. In effetti penso che la Coppa dei Campioni sia quella più vicina al Superbowl: le squadre di football devono prima vincere l’equivalente del nostro scudetto, poi fanno i play-off ad eliminazione diretta (che non funzionano ad ottavi e quarti, ma hanno un meccanismo più complicato che ho impiegato qualche giorno a digerire) ed infine accedono allo scontro finale. Leggi il resto di Così i santi hanno vinto
La salsiccia di camu
Va bene, lo ammetto, era un po’ che non usavo un titolo “provocatorio”, e così ho colto la palla al balzo in quest’occasione, volendo pubblicare una foto della salsiccia fresca che la moglie, insieme ad amiche e parenti, ha preparato la scorsa settimana. Come forse saprai, metà Gennaio è il periodo ideale per gli amanti degli insaccati fatti in casa: il clima secco e freddo contribuisce alla lenta stagionatura di questi manufatti così faticosamente ottenuti 🙂 Io non ho assistito personalmente alle varie fasi, ma la moglie mi dice che è stato un lavoraccio, anche perché era la prima volta che si cimentava in quest’impresa: in Italia ci mancavano sia i mezzi tecnici che il clima adatto. Ora non rimane che attendere qualche settimana, per poi affettare e degustare questa prelibatezza. Già stiamo considerando le “varianti” per l’anno prossimo (piccante, al coriandolo, con i semi di finocchio, ecc). PS: a qualcuno interessa la ricetta? Leggi il resto di La salsiccia di camu