due chiacchiere

Archivio degli articoli in politica, pagina 7

I contrabbandieri di armi ringraziano

Oramai la guerra in Ucraina non fa più notizia, i riflettori si sono spostati altrove, mentre milioni di persone continuano a soffrire dall’altra parte del confine della Nato. La diplomazia internazionale, grande assente in questo conflitto europeo, continua a voler seguire la strada degli armamenti, scaricando vagonate di ogni tipo di arsenale al confine con la Polonia, senza nessun interesse a voler perseguire un approccio diplomatico e a convincere il signor Zelensky che così non si può andare avanti. Quello che mi perplime però, in questa uggiosa giornata d’estate, è che nessuno si preoccupa di cosa ne sia delle carrettate di fucili ed artiglieria varia che stiamo regalando agli ucraini.

Sebbene sia giusto non fare di tutta l’erba un fascio, non dimentichiamo che questi signori non sono proprio dei santi, quando si tratta di raggranellare qualche spicciolo vendendo armi sotto banco a loschi compratori che poi finiscono per usarle in attentati in giro per il mondo. La Nato si lava la coscienza facendo quello che ritiene giusto, ma temo che le conseguenze di come i capoccioni del mondo stiano gestendo questo conflitto le pagheremo per molti anni, non solo a livello economico e finanziario. La situazione è molto più complessa di quello che ci lasciano intravedere le notizie dei giornali. Quando Conti e Salvini ci dicono che sarebbe il caso di fermarsi un attimo a riflettere prima di approvare decisioni in merito, non hanno tutti i torti. Poi che i pentastellati lo usino come un pretesto per far cadere il governo, quella è un’altra storia da discutere in separata sede.

Qualcuno mi spiega la legge elettorale?

L’incarico a Bersani è ancora caldo di assegnazione, e già i giornali parlano di cosa succederà quando il capo del Partito Democratico salirà al Quirinale per annunciare al Presidente della Repubblica che non ha una maggioranza per formare un governo stabile. Qualcuno dice che si ripeterà un’esperienza come quella del governo Ciampi, qualcosa in grado di reggere circa un altro anno, giusto il tempo di fare la riforma elettorale e mantenere gli accordi con l’Europa. E qui le domande mi sorgono spontanee: ma cos’ha esattamente che non va, questa legge elettorale? E quale sarebbe la soluzione? Così ho deciso di rivolgermi ai miei lettori sempre informati ed attenti a tutto, per chiedere lumi. Immagina di star parlando con un vero ignorante in materia, e di voler spiegare con parole semplici ed analogie i meccanismi che si mettono in moto dopo che la scheda finisce nell’urna. In realtà per la seconda domanda, con il suocero abbiamo già risposto: basta istituire il premio di maggioranza anche al Senato, no?

Una vittoria agrodolce

Così pare che l’abbronzato sarà al timone della barca a stelle e strisce per altri 4 anni. Ieri sera sono andato a letto presto, era stata una giornataccia al lavoro, e non vedevo l’ora di hit the sack, come dicono gli americani. Verso le tre del mattino mi sono svegliato per svuotare la vescica ed ho buttato un’occhiata all’iPhone sul tavolo della cucina per sapere se c’erano novità. Era fatta: 303 grandi elettori per Obama, un centinaio in meno per Romney. Nel mio piccolo avevo contribuito anch’io, qualche ora prima, recandomi al seggio. Penso non dimenticherò mai l’emozione della prima volta, la fila verso la cabina, lo schermo con i pulsanti da pigiare (già, qui è tutto elettronico) accanto ai nomi dei candidati, la gentile e paziente vecchietta che spulciava il librone con tutti i nomi degli aventi diritto per quel seggio (una scuola proprio come si vede nei telefilm). Leggi il resto di Una vittoria agrodolce

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