Ho dovuto prendere un paio di pillole antiacido, per digerire questo “ritorno al passato” da cui sono appena riemerso. Ma andiamo con ordine. Mi è stato chiesto, qualche settimana fa, di sviluppare un tema grafico per una newsletter, che si rifacesse allo stile usato sul sito web del cliente. Ho subito pensato: me ne esco in mezz’ora, con un bel copia e incolla dello scheletro della pagina web nel loro sistema di gestione delle newsletter. Mai previsione fu più sbagliata, ahimè. Preparo tutto il mio bel layout con <DIV> fluttuanti a sinistra, margini ed immagini di sfondo. Lo provo con Gmail e Thunderbird e funziona alla perfezione. Così mando una mail di test al mio cliente, che nel giro di pochi minuti mi risponde che “proprio non ci siamo”. Vado a guardare nelle intestazioni che client ha usato, e già vedo una cosa che non mi piace: Outlook 2007. Lo configuro sul mio computer per fare io stesso delle prove, ed in effetti è tutto spaginato. Una rapida gugolata sull’argomento, mi apre un mondo fatto di disperazione, incazzature e frustrazione: tutta gente che, prima di me, s’è arenata sullo stesso scoglio. Leggi il resto di Outlook 2007 e le email in HTML
Articoli recenti
WP SlimStat aggiunto a Softpedia
Ho ricevuto qualche giorno fa un’email da parte di Softpedia, in cui mi annunciavano di aver aggiunto il mio plugin WP SlimStat al loro catalogo, per la qualità del prodotto e la tipologia di servizio offerto:
Congratulations,
WP SlimStat, one of your products, has been added to Softpedia’s database of scripts, code snippets and web applications. It is featured with a description text, screenshots, download links and technical details on this page. The description text was created by our editors, using sources such as text from your product’s homepage, information from its help system, and the editor’s own opinions on the program itself.
Un modo simpatico per festeggiare le circa 75.000 volte che la gente l’ha scaricato o aggiornato. La versione attuale include un bel po’ di nuove funzioni, in buona parte merito di Davide che s’è offerto di farmi da beta-tester ed ha fornito interessanti idee che poi io ho provveduto a trasformare in codice. Mi spiace aver un po’ trascurato l’altro mio plugin in questi mesi, ma spero in estate di poterlo riprendere in mano ed aggiornarlo come si deve.
E dunque niente nucleare in Italia
I giochi sono fatti: per la seconda volta (guarda caso sempre a ridosso di tragedie mondiali che riguardano qualche centrale nucleare) il popolo italiano ha detto che questi impianti per la produzione di energia, sul suolo nazionale, non li vuole. Peccato che i promotori però:
- Non spiegano come si farà a far fronte al crescente fabbisogno di elettricità in un Paese che la paga 10 volte di quanto costa in America ed in Francia. Non ci sarà da smaltire le scorie, ma cosa dire del carbone ancora largamente usato in Italia? Questo non inquina ancora di più dell’uranio? Se davvero si dovessero fare le cose per bene, bisognerebbe tapezzare l’intero sud di pannelli fotovoltaici, tanto per cominciare. Ma non mi pare che si stia correndo in tale direzione. E così l’Italia continuerà ad inquinare alla grande, pur avendo firmato il famigerato protocollo di Kyoto
- Non dicono che lo Stivale è in realtà circondato da 148 centrali (lo dice Wikipedia, mica noccioline) attive nel resto d’Europa, di cui un bel po’ (Francia, Germania, Slovenia) ad un passo da casa nostra, e quindi teoricamente micidiali in caso di nube tossica
- Dimenticano che in realtà le centrali in Italia ci sono già, e che ogni cittadino paga fior di soldi in bolletta per tenerle… spente!
Lasagna con le polpette di carne
In America ci sono delle pietanze che vengono spacciate per “tipiche” italiane ma che in realtà nessun abitante del Belpaese ha mai sentito nominare. L’esempio classico sono le Linguine Alfredo, servite sia nelle catene della ristorazione che nei piccoli ristoranti di periferia: scommetto che nessuno dei miei lettori le ha mai assaggiate sul suolo Italiano 🙂 Un altro caso è quello delle polpette di carne, le meatball, condimento trasversale che viene infilato un po’ dappertutto: sopra la pizza, dentro i panini, nella pasta. La ricetta che ti propongo oggi è una di quelle che gli americani credono mangiamo tutti i giorni, o per lo meno un paio di volte alla settimana. Un po’ come voi pensate che qui in America si mangiano solo hamburger. Leggi il resto di Lasagna con le polpette di carne
Il mio nuovo ufficio nel seminterrato
Ne parlavo qualche giorno fa in un commento ad un altro articolo: nelle scorse due settimane sono stato lontano dal computer, nel senso che non l’ho usato molto, ma non per questo ne sono stato fisicamente distante. Eh già, era giunto il momento di riorganizzare il mio ufficio e sfruttare il seminterrato di casa nostra, finora usato come deposito delle cose più svariate (dalle decorazioni natalizie alle valigie). Era ora di eliminare molto inutile “ciarpame” accumulato in due anni che siamo nella nuova casa, e rendere quello spazio più funzionale 🙂 Eccoti il risultato di una giornata di sali-scendi, attacca-stacca e buchi nei muri (viva le case americane fatte di legno e cartongesso) per passare un nuovo cavo di rete e telefono. Leggi il resto di Il mio nuovo ufficio nel seminterrato
Le espressioni americane… irregolari
L’altro giorno avevo due riunioni che si accavallavano, al lavoro. Non essendo ancora riuscito a clonarmi, ho chiesto ad un collega di sostituirmi, per raccogliere comunque le informazioni che mi interessavano. Don’t worry, I’ll fill you in as soon as the meeting is over, m’ha rassicurato. Da quella sua risposta mi è venuto in mente l’argomento per l’incursione di oggi nella lingua a stelle e strisce: alcuni modi di dire che non trovano un corrispondente diretto in italiano. To fill somebody in, letteralmente “riempire” qualcuno, vuol dire in realtà informare, tenere al corrente, dare a qualcuno un riassunto su qualcosa. Una volta, volendo fare quello che ha padronanza della lingua, per sbaglio ho sostituito in con out, dicendo in pratica che volevo essere letteralmente rabboccato, riempito come un bicchiere: il mio interlocutore prima m’ha guardato perplesso e poi è scoppiato in una grassa risata (il famoso LOL tanto usato nelle chat). Leggi il resto di Le espressioni americane… irregolari
E sono ancora qui
Mi son preso qualche settimana di ferie, s’è notato? 🙂 Ho ridotto al minimo l’uso del computer e mi son dedicato ad altre attività, tra cui lo spostamento del mio ufficio in una stanza appositamente allestita nel seminterrato (con tanto di cablatura dal terminale in fibra al computer), sistemazione del mio orticello dietro casa e via dicendo. Come dicono gli americani, insomma, sono stato abbastanza “off the grid” per un po’, e devo dire che m’ha fatto proprio bene. Ricordo sempre quando la moglie ed io andammo alle Canarie per 2 settimane, non toccai un computer per l’intera durata della vacanza e fu un vero toccasana. Troppa tecnologia, a volte, può fare più male che bene. Ma ora son tornato, per la gioia di grandi e piccini. Leggi il resto di E sono ancora qui
Le parole chiave di maggio 2011
Periodico appuntamento con le ricerche strampalate (o per lo meno curiose) che hanno fatto atterrare nuovi visitatori su queste pagine. Stranamente negli ultimi mesi la gente sembra aver avuto più giudizio del solito, e non ho trovato nulla che davvero meritasse di essere menzionato 🙂 Però sto pensando di aggiungere una nuova pagina sul mio blog che, sfruttando il mio plugin per le statistiche, consenta di sfogliare tutte le stringhe di ricerca del mese corrente. In forma anonima, s’intende: si dice il peccato, ma non il peccatore. Intanto eccoti un assaggio:
- guardo allo specchio e mi vedo (e per fortuna, direi!)
- è normale che mi guardo allo specchio (beh, forse non troppo)
- adolescendi magre che fanno sesso (ma perché proprio magre?)
- folletti che fanno sesso (pubblicità occulta?)
- fagiolata fa fare la cacca (una nuova ricetta a cui penserò, di sicuro)
- frasi inglese commessa negozio abbigliamento (le nuove frontiere del lavoro all’estero)
- giochi di attaccare le parti mancanti (puzzle?)
- ho giocato alla wii e mi fa male il braccio (cacchi tua…)
- ho sempre voglia di formaggio (mah…)