Strano, ma nella blogosfera italiana che leggo ho visto pochi interventi che in qualche modo parlassero del cataclisma abbattutosi in Giappone in questi giorni. Personalmente stavo meditando sul da farsi, ed alla fine ho deciso che donerò i proventi della pubblicità su questo blog dall’inizio dell’anno ad oggi, raddoppiati. Si tratta solo di una trentina di dollari (già, i tempi in cui facevo guadagni a tre cifre sono finiti, maledetto Facebook), ma se ognuno di noi donasse anche soltanto 10 euro alle organizzazioni umanitarie per acquistare qualcosa e soccorrere questo popolo disperato, si potrebbero raggranellare cifre considerevoli. Nel mio caso donerò (come la scorsa volta per l’Abruzzo) alla Croce Rossa, che ha istituito qui un fondo apposito per quest’emergenza. Il Giappone, dove la moglie ed io siamo stati in viaggio di nozze, è sempre stato nel nostro cuore, e questa tragedia c’ha molto colpito. E tu, di cosa sei disposto a privarti in questa Quaresima per aiutare il popolo del Sol Levante?
Articoli recenti
Facciamo un patto, in inglese
Da tempo non prendevo spunto dal blog dei miei insegnanti preferiti per la periodica lezioncina d’inglese. La nostra professoressa ci parla della parola deal, che a seconda del contesto in cui viene collocata, assume diversi significati. Essa può avere il ruolo sia di nome sia di verbo ed in quest’ultimo caso può essere usato in forma sia transitiva che intransitiva. Ricordiamo che un verbo è transitivo quando regge un complemento oggetto, mentre è intransitivo nel caso contrario 🙂 Il mio maestro alle medie ci spiegò che “transitivo” vuol dire che transita, ovvero fa passare, l’azione dal soggetto al complemento oggetto. Il che rende più facile ricordarsene all’occorrenza: il verbo leggere in “io leggo un libro” è transitivo, mentre correre in “io corro” è intransitivo. Leggi il resto di Facciamo un patto, in inglese
La larghezza delle pagine web
Prova per un attimo a viaggiare con me indietro nel tempo: è il 2007 ed Apple ha appena annunciato (wow) di voler commercializzare un “telefono”, in giro iniziano a vedersi alcuni robusti framework per la standardizzazione dei fogli di stile, ed un sacco di rumore sta facendo questa nuova tecnica della griglia 960 applicata alle pagine web. L’idea nasce dal fatto che molti sviluppatori iniziano ad essere stanchi di reinventare la ruota tutte le volte, riscrivendo in pratica lo stesso codice di base per i fogli di stile. Serve uno standard, un framework appunto, che possa essere usato come riferimento. Che fissi una griglia per le spaziature, per i margini e gli altri dettagli stilistici, uno standard che renda intuitivo i calcoli per la larghezza delle colonne, che restituisca numeri senza virgola e belli rotondi. Leggi il resto di La larghezza delle pagine web
La galette des rois da Parigi
Una mia amica che abita a Parigi mi aveva spedito tempo fa una ricetta francese tipica dell’epifania: la galette des rois. Il dolce pare sia usato per celebrare l’arrivo dei Re Magi, che noi Italiani invece da sempre identifichiamo come semplici “ladri di festività”, stando al noto proverbio. Pare inoltre che questo dolce, che conosce molte varianti dal nord al sud della Francia, sia legato ad un gioco che coinvolge i bambini. Nella galette infatti è nascosto un piccolo oggetto, chiamato “fava”, proprio perché originariamente si utilizzava questo legume; chi trova nella propria fetta il piccolo oggetto, spesso una figurina santa d’argento, è eletto re o regina della festa. Questa tradizione è così radicata che molti bambini fanno collezione di queste fèves ed esiste una commercializzazione dedicata alla loro creazione. Con un leggero ritardo sulla tabella di marcia, eccoti dunque la ricetta della mia amica. Leggi il resto di La galette des rois da Parigi
L’ingenuità disarmante delle parole chiave
Ogni tanto, forse lo sai, mi piace curiosare tra le statistiche del mio blog per capire come la gente approdi sull’uscio di questa casetta virtuale. A parte le solite ricerche sul sesso (e t’assicuro che ce n’è davvero per tutti, ma proprio tutti, i gusti), sulle ricette di cucina (le chiacchiere di carnevale ed i canederli stanno andando forte in questo periodo) e su Tophost, ho notato una tendenza ad usare Google e gli altri motori di ricerca come una specie di oracolo da cui ottenere la risposta giusta a qualsiasi tipo di problema, coniugale o scolastico, di salute o politico. Il filo conduttore è l’ingenuità di queste domande ed il fascino che provocano in me coloro che le hanno generate. Leggi il resto di L’ingenuità disarmante delle parole chiave
Tophost si avvicina alla perfezione
È di questi giorni l’ultima novità in casa Tophost (il provider che ospita questo sito), secondo cui il loro servizio DNS ha subìto una bella iniezione di potenza, passando da Bind a PowerDNS, introducendo l’uso dei caratteri jolly (o wildcard, come li chiamano quelli che hanno studiato), riducendo i tempi di propagazione ed aggiornamento e rendendo possibile l’uso del dominio senza il tanto bisfrattato www. Se hai letto fino a questo punto, e l’unica parola che hai capito è iniezione (e credi si stia parlando di medicina) allora puoi tranquillamente ignorare questo post a contenuto altamente “tecnico” 🙂 Ma la novità più succulenta non è che questo blog si può accedere con un nome più corto, quanto la possibilità di creare una rete di blog (con WordPress in modalità multisito) senza dover più mettere mano al proprio .htaccess o al pannello di configurazione del DNS. Grazie ad Arquen per la segnalazione! Leggi il resto di Tophost si avvicina alla perfezione
A cena con quel cretino di Steve
Io e la moglie, quando si tratta di serie televisive, abbiamo gusti alquanto differenti (tranne in rare eccezioni, tipo il Dottor Casa): a me piace Fairly Legal, lei preferisce The Office, io guardo Lie to Me e lei Gray’s Anatomy, e via dicendo. Sebbene non sia facile noleggiare un film appetibile per entrambi, l’altra sera abbiamo visto A cena con un cretino, con Steve Carell e Paul Rudd (40 anni vergine). Quest’ultimo interpreta, come di consueto, la parte dello sfigato a cui la vita ha servito una buona mano di carte, che però non sono state giocate nella maniera migliore. La trama è presto raccontata: Tim, il protagonista, ha l’occasione di agguantare un’importante promozione al lavoro. A patto di vincere un’insolita gara con i suoi nuovi colleghi dei piani alti: portare l’idiota più “originale” ad una cena organizzata dal grande capo. Un po’ quello che facevano i megadirettori stronz gran farabut di fantozziana memoria. L’occasione sembra mandata dal cielo quando Tim investe per caso Barry, un imbalsamatore di topi morti. Il resto lo lascio scoprire a te, se deciderai di guardare questo film. Leggi il resto di A cena con quel cretino di Steve
I will be there by your side
Non puoi capire in che direzione è andato il treno semplicemente osservando le rotaie. Era una frase che Enrico aveva letto una volta da qualche parte, e che risuonava sempre nella sua testa quando avvertiva quella sensazione che ci fosse qualcosa che non tornava. Per un motivo totalmente impalpabile, era come se nella faccenda di Miriam, la stagista annunciata da Papucci, mancasse un tassello, come se si trattasse di una storia incompleta. La ragazza s’era presentata solo pochi minuti prima, ma era probabilmente l’opposto di come Enrico ed Alessandro se l’aspettavano: capelli scuri, occhi castani accentuati da una matita scura sulla palpebra inferiore, piercing al labbro inferiore, giubotto in pelle ed anfibi neri. Eppure quell’abbigliamento così “dark”, apparentemente messo insieme a casaccio, lasciava intravedere la cura ossessiva nell’abbinare il tutto insieme in uno stile persino piacevole. Anche se Enrico non aveva mai capito e condiviso questa cosa degli “emo” o come accidenti si chiamassero i seguaci della filosofia del nero. Leggi il resto di I will be there by your side