due chiacchiere

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La fregatura delle festività italiane

Quest’anno il primo maggio è caduto di fine settimana, e così sarà per altre festività comandate del 2010. Mi capitava dunque di riflettere  su una differenza tra Italia e Stati Uniti, su questo specifico aspetto. Gli americani, è risaputo, lavorano in media più degli italiani (anche se, va riconosciuto, non sempre maggior quantità equivale  a maggior qualità), ma in questa cosa delle feste sono stati più furbi: nel Belpaese, quando un giorno “rosso” casca nel fine settimana, è un giorno di vacanza perso. Il che significa, a pensarci bene, non solo una possibilità in meno di starsene a casa pagati, ma per i negozianti un’occasione in meno per vendere, e per l’ambiente un giorno di inquinamento “in più”. Qui invece la festa è festa, e se casca di sabato o domenica, la si celebra il venerdì prima o il lunedì dopo. Per esempio, il 4 Luglio, la festa dell’indipendenza, quest’anno viene di domenica? Beh, poco male, noi ci becchiamo un bel 5 luglio di vacanza 🙂 Il 25 dicembre è un sabato? E chi se ne frega, noi celebriamo 27 e 28. Bella la vita, in America, eh?

Il futuro delle cellule staminali

Tra le varie riviste che leggo sull’autobus per sfruttare il tempo del tragitto casa-lavoro, c’è Discover, qualcosa di simile all’italiano Focus. In uno degli ultimi numeri si parlava di cellule staminali, e di come l’amministrazione Obama abbia dato un bell’impulso sulla questione, rimuovendo un po’ dei divieti imposti dal suo predecessore. La tecnica sta facendo passi da gigante in questo settore, e già si sperimentano cellule in grado di riparare organi o di restituire funzionalità alla gente. Basta pensare a come sarebbe la vita per i diabetici, senza la puntura quotidiana di insulina, o la vita per i non udenti a cui è stata ricostruita la parte “difettosa” dell’orecchio interno. Certo, come in tutte le cose, c’è sempre da stare attenti all’uso che si fa di queste innovazioni. Qualcuno potrebbe progettare una nuova specie di esseri umani “evoluti”, ma come già dicevo in un mio precedente intervento, anche questo alla fine fa parte del gioco. Non ci resta che rassegnarci: prima o poi, per vie naturali o artificiali, arriverà l’homo evolutus che farà a noi quello che noi abbiamo fatto ai cugini di Neanderthal qualche migliaio di anni fa. Nel frattempo, mi piace tenermi informato sui progressi in questo settore: tipo l’altro giorno leggevo che persino il Vaticano sta ammorbidendo le sue posizioni. Di fatto aprendo una nuova frontiera in campo religioso sull’argomento. Come si dice in questi casi, la faccenda inizia a farsi interessante.

La lotta tra fede e ragione

E insomma, siamo a poche settimane dalla conclusione di una delle serie televisive più controverse della storia, Lost. Io per primo ho avuto i miei alti e bassi nel seguire le vicende di Jack e John, ma da quando Heroes è stato messo in terza serata (a proposito, lo fanno ancora?), Fringe coincide con Grey’s Anatomy (seguito dalla moglie) ed altre serie sono state chiuse senza possibilità di replica, non mi restava che vedere come andava a finire sull’isola. Perché in fondo, diciamolo, un po’ curiosi lo siamo tutti. Dopo aver criticato gli autori, seguito gli “extra” nei video apparsi su appositi siti web (uno tra tutti, quello della Hanso Foundation, ora non più accessibile), aver letto le loro ammissioni di colpa nella cattiva organizzazione della trama, dopo tutto questo… beh, è pur sempre la serie televisiva che ha stravolto tutti i canoni classici del genere fantascientifico: flashback, flash forward, flash “laterali”, non si sono fatti mancare nulla. Leggi il resto di La lotta tra fede e ragione

Io non sarò tuo padre

Per l’angolo dell’umorismo del fine settimana, oggi prendo spunto da una foto trovata grazie al nuovo servizio Google Reader Play che mi è stato proposto l’ultima volta che ho letto i miei feed. Un’idea carina che mette a portata di click le immagini più buffe, i video più famosi del momento ed altro materiale multimediale. Per la serie, se già non sapevamo come leggere tutte le cose interessanti, ora è ancora peggio 🙂 Ed intanto buona festa ai lavoratori italiani.

…ed anche aprile s’è finito

Solito avviso ai naviganti che leggono questo blog tramite RSS: con l’arrivo di maggio andrà in onda il nuovo tema del mese. Nessuna novità per chi mi segue da almeno un anno, visto che ho deciso di riusare pari pari il vestito del maggio scorso. All’epoca aveva riscosso parecchi consensi, quindi come si dice in questi casi, squadra che vince non si cambia. Mentre squadra che perde (vedi Milan) va cambiata più in fretta possibile, capito Galliani? Vabbè, riferimenti calcistici a parte, dopo un mese di meritate ferie, Camu torna nell’intestazione delle pagine, per la gioia di grandi e piccini. Anche la barra laterale scorrevole, sparita per due mesi di fila, torna a fare su e giù per le pagine. Come sempre, critiche e suggerimenti sono sempre benvenuti.

Tesoro, mi si è ristretta la blogosfera

Parafrasando il titolo di questo divertente film d’altri tempi, prendo spunto per esprimere una mia impressione sulla blogosfera italiana, almeno quella che “frequento” io tramite il mio lettore RSS. Ho come l’impressione che si stia attraversando un periodo di crisi, chissà forse conseguenza della crisi economica che stiamo attraversando. Guardo ad esempio il blog di Pocacola, quello di Ninna, persino quello di Pausa Perenne e di Tommy David, giusto per citarne una manciata. Il numero di commenti è diminuito, la qualità dei post si è abbassata (tipo Rossella che ci tortura solo con i suoi scatti fotografici, o Tommy che ha dato una svolta di pura filosofia ai suoi ragionamenti…), persino il numero di Barcamp organizzati in giro è calato. Ripeto, forse è solo una mia impressione. Oppure stiamo entrando in una nuova fase dei media sociali? In cui siamo oramai satolli: l’indigestione di contenuti è arrivata al punto di saturazione, in cui nulla fa più notizia, in cui nulla ci colpisce, in cui si va avanti per inezia. Una fase che vedrà qualcuno sparire in silenzio (tipo i compianti Gattostanco, Semplicemente.org, ed altri), e dove i superstiti dovranno affrontare nuove difficili sfide comunicative. Ma vale ancora la pena avere un blog a queste condizioni?

Un’Europa egoista

Più leggo le recenti notizie sullo scompiglio “economico” che si sta vivendo in Europa, più mi sento fregato dai governanti che c’avevano detto, una decina d’anni fa, che l’euro sarebbe stato la salvezza del Vecchio Continente. Uno scudo contro l’intrinseca debolezza delle monete nazionali, ci hanno detto. E poi finalmente non bisognerà scambiare lire con marchi o franchi, quando si va all’estero, precisavano. Tutte cavolate: l’effetto principale dell’introduzione della moneta unica è stato l’aumento dei prezzi, non c’è dubbio. Insomma, la comodità di pagare in euro in giro per il continente c’è costata un po’ troppo, secondo me. Ma la vera ironia è che quando finalmente è arrivato il momento di dimostrare che l’unione fa la forza, quando c’è qualcuno che soffre ed ha bisogno d’aiuto, i padroni del cucuzzaro che fanno? S’irrigidiscono e stringono i cordoni del borsello. Allora qualcuno mi spiega che cavolo c’hanno rifilato a fare queste false speranze negli ultimi dieci anni? Leggi il resto di Un’Europa egoista

Formaggio e yogurt fatti in casa

Qui dove lavoro, condivido l’ufficio con una ragazza indiana (da quando la russa se n’è andata). L’altro giorno, parlando del più e del meno, il discorso è caduto sull’argomento “cibo” e sulle cose fatte in casa. E così ho avuto modo di scoprire alcune cose che non sapevo sulla cultura dell’immenso continente asiatico. Prima di tutto che, probabilmente come conseguenza della lunga colonizzazione inglese, il the si beve generalmente con il latte. Tanto latte, non giusto una spruzzatina come usano fare gli aristocratici a palazzo. La preparazione consiste nel far bollire, ad esempio, un bicchiere d’acqua, aggiungendo poi un cucchiaio di the indiano, un cucchiaino di cardamomo ed almeno mezzo bicchiere di latte. Il tutto si fa “cuocere” a fuoco lento per almeno una mezz’ora, dando il tempo alle foglie ed alla spezia di amalgamarsi al latte. Poi si filtra tutto e si sorseggia standosene davanti alla tv spaparanzati sul divano. C’ha promesso che una mattina ce lo prepara (grazie al cielo il nostro piano ha una piccola cucina che usiamo all’occorrenza). Leggi il resto di Formaggio e yogurt fatti in casa

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