due chiacchiere

Articoli recenti

Un lettore affezionato mi scrive

Riporto testualmente la lettera ricevuta qualche settimana fa da un lettore di questo blog. Lettera che considero uno dei migliori massaggi dell’anima degli ultimi mesi. Ecco, quando si ricevono parole come queste, non contano i soldi, non conta il numero di visitatori, non conta il pagerank. Grazie, caro ammiratore 🙂 P.S.: Per fortuna non sei un’ammiratrice, altrimenti vaglielo a spiegare alla moglie…

Non so esattamente come sono finito sul tuo blog, credo cercando un plugin per integrare Twitter su WP. Ma non ha importanza; quello che importa è che, dopo aver letto qualche riga e ancor di più dopo qualche pagina, ho sentito il bisogno di scriverti, di farti sapere che esisto. Non sono attratto dagli uomini, preferisco le ragazze, ma il tuo blog e il modo in cui scrivi mi piacciono davvero tanto. Leggi il resto di Un lettore affezionato mi scrive

Spacechili incontra RxStrip

Il periodo delle feste s’avvicina. Non c’è dubbio: le aziende già da un mese hanno cominciato a far sfilare babbi natale e robe commerciali dentro le reclàme, evidente segnale che la crisi si sente anche quest’anno. Per cercare di ovviare a questo clima grigio e noioso, oggi ho deciso di invitare nel mio salotto virtuale due fumettisti (si dice così, giusto?) che allietano i visitatori dei rispettivi blog con le loro creazioni artistiche. Uno dei due (ti lascio indovinare chi), per la cronaca, è colui che ha disegnato anche il ragazzo appoggiato sulla testata del mio blog, diventato oramai il marchio con cui mi si riconosce nella blogosfera. Allora diamo un caloroso benvenuto a SpaceChili ed RxStrip.

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Gli specchi ed i riflessi di Jgor

Già la seconda persona nel giro di pochi mesi mi chiede di recensire una sua opera, di esprimere un parere e condividerlo con i miei lettori. Questa cosa mi rende molto onorato: non credo di meritare tanta stima, ma sono contento di questi legami che si creano. Oggi, come avrai intuito dal titolo, è il turno di Jgor Buzziol, un lettore di questo blog di “vecchia data” che, se la memoria non m’inganna, scoprì il mio sito in un podcast. Affermato scrittore, la sua ultima opera è stata premiata al Premio Internazionale di Poesia “Trabia Giuseppe Sunseri”, e così ha deciso di renderla scaricabile ai miei e suoi lettori per un po’ di tempo. Un gentile omaggio (disponibile solo in tiratura limitata!) che, visto che l’approssimarsi delle festività natalizie, non può che far piacere ricevere. Leggi il resto di Gli specchi ed i riflessi di Jgor

Il pericolo dell’acqua privata

C’è una qualche anima pia che mi spiega tutto il clamore intorno all’approvazione del Decreto che “privatizzerebbe” l’acqua? No, perché io non capisco come mai un sacco di gente si stia strappando i capelli per un provvedimento del Governo. Che, a detta dei soliti bene informati, darà il Paese in mano ai furbetti che getteranno intere città nella totale siccità, tagliando le forniture o perpetrando chissà quale altra atrocità contro la popolazione nazionale. Non ne voglio fare una questione politica, sia chiaro: non m’interessa né difendere l’operato del Governo (che non sento neppure più “mio” oramai), mi interessa soltanto capire. Leggi il resto di Il pericolo dell’acqua privata

Figlio mio, lascia questo Paese

Lo so, sembra che io mi diverta a girare il coltello nella piaga, quando riporto stralci di articoli che parlano di storie d’emigrazione, di gente delusa dal Belpaese, di cervelli in fuga e di Beppe Severgnini. Ma la verità è che mi piange il cuore ogni volta che leggo queste cose, perché che tu ci creda o no, non è poi così facile (psicologicamente parlando) fare le valigie e varcare “per sempre” il confine nazionale. L’ultimo tassello in questo infinito mosaico arriva dal Direttore Generale della Luiss, Pier Luigi Celli. Che scrive una lettera aperta al figlio che sta per laurearsi, consigliandogli di emigrare al più presto all’estero. Voglio riportarne qualche passaggio, come hanno fatto molti altri blog che seguo, per darti uno spunto di riflessione. Aggiungendo che non basta stracciarsi le vesti, puntare il dito contro gli altri e starsene poi immobili nel proprio individualismo del “mors tua, vita mea”. Questi ignavi non meritano neppure ascolto, chi piagnucola senza agire attivamente si merita il Paese in cui vive.

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La neve di dicembre

Agli smemorati che leggono questo blog soltanto tramite feed, ricordo che, con l’arrivo di Dicembre, è cambiato il tema del sito 🙂 Dalla regia mi dicono che alcuni caratteri si vedono in maniera “sproporzionata” nella barra laterale di navigazione: dipende dal cambio di foglio di stile. La soluzione è semplice quanto un click: ricarica la pagina, eventualmente svuotando la cache (pigiando il tasto Shift mentre ricarichi) e tutto sarà sistemato. In questo mese che si preannuncia freddo e pieno di intemperie, ho anche aggiunto un effetto speciale che ci accompagnerà fino a capodanno. Nulla di strabiliante, una cosetta simpatica per ricordarsi delle festività in arrivo.

Valeria scrive, non si sa mai

Siamo ancora in aria di Thanksgiving (il Giorno del Ringraziamento), festività americana che per fortuna ancora gli Italiani hanno deciso di non importare nel loro calendario, com’hanno invece fatto con Halloween. Ed allora, mi son detto, che intervista fare in occasione di questa ricorrenza? Dopo aver pensato un po’, ecco accendersi la lampadina: due blogger italianissimi ma emigrati all’estero (il motivo ce lo racconteranno loro stessi fra poco). Andando a cercare in questo gruppo di scrittori, ho scoperto che la comunità di italiani (felicemente?) espatriati che tengono un blog, è più grande di quanto m’aspettassi. Così la scelta s’è dimostrata più dura del previsto. Alla fine, anche per le domande che avevo in mente di proporre, ho invitato Valeria e Non si sa mai . Vediamo cosa hanno risposto alle mie domande.

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Le zucche della fattoria

A partire da Halloween, in America le aziende agricole della zona si attrezzano per vendita diretta di prodotti stagionali. In diversi casi c’è anche il cosiddetto pick your own, in cui ognuno ha accesso ai campi dove crescono frutta e verdura (mele, pesche, zucche e pannocchie sono i prodotti più gettonati) e si raccoglie quello che vuole. Poi all’uscita la signora pesa il tuo cesto e ti fa pagare in proporzione. Un ottimo modo per sconfiggere il caro prezzi, e per farsi una bella passeggiata in mezzo alla natura a respirare una boccata d’aria fresca. Mi giunge voce che anche in Italia alcune aziende si siano attrezzate in maniera analoga, ma non so se la diffusione sia paragonabile a quella americana. Noi abbiamo preso due belle zucche grandi che ora fanno sfoggio di sé nel davanzale di casa nostra 🙂 Leggi il resto di Le zucche della fattoria

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