due chiacchiere

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Polpi insalatari trentini

Il piatto del giorno mi è stato suggerito dai miei amici trentini: nella patria della polenta con il ragù e i funghi, cucinano anche pesci e polpi, incredibile! Scherzi a parte, questa ricetta è tanto semplice quanto gustosa. Ideale nel periodo estivo, rappresenta un’idea stuzzicante anche in questi giorni uggiosi d’inverno. La base è rappresentata da polpi e giardiniera (i sottaceti tagliati fini fini). Per rendere la cosa più raffinata, si può accompagnare ogni porzione con qualche cucchiaio di riso in bianco, condito con un po’ di burro e poco sale. Leggi il resto di Polpi insalatari trentini

I veneziani hanno… fegato

Sin da piccolo sono sempre stato uno che mangiava di tutto. Solo due cose non mi piacevano durante l’infanzia: i pomodori nell’insalata ed il fegato. I primi li ho riscoperti da adolescente, ed ora non ne potrei fare a meno. Il fegato è una conquista più recente, ed adesso lo gusto con piacere. Te ne propongo una versione che, come dice il titolo qui sopra, prende il nome da una specifica zona geografica italiana. Effettivamente se fai un giro per i vicoli di Venezia, troverai una grande quantità di ristoranti pronti a servirti, accanto a grigliate di pesce e fritti misti, anche questo piatto tipico. Certamente ognuno tenderà a fartene assaggiare una sua variante, vuoi con il vino bianco, vuoi con il rosmarino. Ma la base rimane sempre quella. Leggi il resto di I veneziani hanno… fegato

Estendiamo il nostro blog

Ed eccoci giunti all’ultimo capitolo di questa breve panoramica su WordPress 2.7. Se ancora dopo aver letto i precedenti articoli, stai usando Drupal o Joomla per gestire il tuo sito, ti consiglio di consultare uno psichiatra, ma uno bravo! Scherzi a parte, oggi ti parlo dei plugin che utilizzo per il mio blog, e come li ho sfruttati per migliorare la qualità dei contenuti, l’usabilità delle pagine e l’accessibilità del tema. Tutti “certificati” per WordPress 2.7, ovviamente. Questo in realtà mi consente di introdurre la prossima serie che ho già in mente: costruire un sito ottimizzato per i motori di ricerca, con il mio amato sistema di gestione dei contenuti. Ho trovato vari articoli inglesi che ne parlano, ma nessuna risorsa italiana “seria” (probabilmente sono io scarso ad usare Google, ma tant’è) e così ho pensato che potesse valerne la pena. Leggi il resto di Estendiamo il nostro blog

I dispersi son tornati

Per il pubblico americano l’attesa è finita: ricomincia Lost (ma in Italia lo fanno ancora?). Già questa frase sarebbe sufficiente a sviluppare un intero articolo, parlando delle stagioni passate, delle critiche, delle idee (confuse?) degli sceneggiatori e via dicendo. Per fortuna riprende anche il Dottor Casa (i nomi tradotti in Italiano sono proprio buffi a volte), mentre le altre serie che seguo sono già in onda dall’inizio dell’anno. Viste le ultime evoluzioni nella trama di Heroes, ho deciso di non seguirlo più, modificando di fatto il mio palinsesto settimanale, adesso così composto: le casalinghe disperate la domenica, il dottor casa il lunedì insieme a Fringe, martedì la collina con un solo albero (mi pare), mercoledì i dispersi, l’anatomia di grey il giovedì (solo perché lo guarda la moglie), il venerdì e sabato riposo. Una nuova serie di cui ho visto la pubblicità in metropolitana s’intitola Kings, e partirà a marzo. Speriamo non la mettano in terza serata.

Andrea incontra Francesco

Dopo la pausa Natalizia, siamo tutti un po’ pigri e di certo la voglia di lavorare non ci salta addosso. Anche gli intervistati contattati per partecipare all’intervista doppia, si sono presi un po’ di tempo per riflettere. La prima intervista del 2009 vede come protagonisti due esperti dell’ottimizzazione per i motori di ricerca (la famigerata SEO), Andrea Moro (AM nel seguito), alias Seoinabruzzo, e Francesco Gavello (indicato come FG), alias sé stesso 🙂 Il primo l’ho conosciuto in seguito ai commenti lasciati su questo blog, mentre il secondo l’ho scoperto grazie a Daniele Salamina. Ho sempre ritenuto la loro materia come qualcosa di complementare all’accessibilità, e sebbene io non sia mai stato un vero esperto in nessuno dei due campi, continuo a documentarmi ed a sperimentare i loro suggerimenti su queste pagine. Leggi il resto di Andrea incontra Francesco

Facebook? No, grazie

Ebbene si, la mia iscrizione a Facebook se n’è andata via con il 2008. Sin da quando mi invitarono ad iscrivermi la prima volta, non ho mai capito fino in fondo il senso di quest’applicazione, di cui tutti parlano in Italia. Forse perché ho già il mio blog, ed un altro canale “sociale” non mi serve proprio. Così dopo aver ritrovato i miei compagni di scuola, dopo aver ricevuto l’invito di amicizia del Direttore Generale del posto dove lavoravo in Italia, ed aver fatto due chiacchiere con tanti ex colleghi di lavoro, non sapevo più che farmene di Facebook. Anche perché dopo due o tre messaggi di convenevoli e di ricordi dei tempi passati, i miei compagni di classe non si sono più fatti sentire, il Direttore Generale mi incuteva più timore che senso di amicizia, e gli ex colleghi se ne son tornati alle loro faccende. Così ho deciso che non avevo più bisogno di perdere tempo su una piattaforma che gli stessi promotori non sanno in quale modello di business inquadrare. In fondo mi è sempre piaciuto essere un po’ controcorrente, un po’ all’antica.

Quando la sintassi non basta

Ci sono situazioni in cui sapere la traduzione esatta “parola per parola” non è abbastanza: i modi di dire. Ho già affrontato questo argomento in un articolo precedente, quando spiegavo che qui in America anziché toccare ferro, preferiscono bussare sul legno (knock on wood). Nelle ultime settimane ho avuto modo di raccoglierne altri: modi di dire che usiamo quotidianamente in Italiano, ma che ci lasciano assolutamente spiazzati, al momento di usarli con il nostro interlocutore anglofono. Ad esempio, se il tuo amico, uscendo dalla prova orale dell’esame per la patente, esclama I made it, intende dire “Ce l’ho fatta” (letteralmente, l’ho fatta, che potrebbe lasciar capire qualcosa di diverso, eh eh). Se invece esce tutto triste, dicendo con un filo di voce I cannot take this pain anymore, vuol dire che le cose non sono andate bene: non può resistere a questa sofferenza ancora per molto. Leggi il resto di Quando la sintassi non basta

È cascato un aereo qui vicino

Breaking news: Speriamo non sia un nuovo attentato, ma pare sia appena caduto un aereo nel fiume Hudson, non molto lontano da dove mi trovo in questo momento. Un mio collega che si trovava in zona pare aver sentito addirittura lo schianto, simile a quello di un camion che va a sbattere contro un muro. Al momento stiamo guardando le ultime notizie in televisione. Non si riesce a capire molto, ma teniamo le dita incrociate.

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