due chiacchiere

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Gli americani ce l’hanno corto

… il linguaggio, cosa avevi capito? In effetti nella mia posizione di osservatore “esterno” di questa lingua bizzarra, posso confermarlo: gli americani sono pigri, meno parole usano e meglio è per tutti. L’ovomaltina, famosa polvere al cioccolato da sciogliere nel latte, qui si chiama Ovaltine, per fare un esempio. Oppure il lunghissimo “allacciare le cinture di sicurezza” diventa un ben più corto buckle up. Ma il caso più evidente è quello mostrato nel cartello qui di seguito. In Italiano bisognerebbe dire: parcheggio riservato solo ai veicoli autorizzati, gli altri saranno soggetti a rimozione coatta; permesso numero 10.

Ordinare gli articoli delle categorie

Qualche settimana fa un visitatore mi ha chiesto lumi sulla possibilità di visualizzare gli articoli di una categoria, ordinandoli in base ad un campo diverso dalla data di pubblicazione. In WordPress tutto è possibile, e questa funzionalità che sembra una delle cose spesso più richieste, trova sfortunatamente poco risalto nei luoghi di discussione dedicati a questo sistema di gestione dei contenuti. Ecco allora che ho deciso di pubblicare il codice sorgente per realizzare il prodigio: ti basterà copiare il file all’interno del tuo tema, rinominandolo category.php e completando la “forma” del singolo articolo, lasciata appositamente vuota.

Potrai inoltre personalizzare il criterio di ordinamento, che io ho impostato in base allo “slug” dell’articolo, ovvero il suo nome per costruire il permalink. Se non hai capito nulla di quanto ho detto fino a questo punto, è molto probabile che non ti interessi neppure l’argomento. Ma se da tempo cercavi di realizzare questa cosa ma non sai come fare, puoi sempre contattarmi per ulteriori dettagli!

Il protocollo di… Napoli

Se hai già letto in passato i miei interventi relativi al protocollo di Kyoto, sai che sono sempre stato abbastanza critico sull’atteggiamento della gente nei suoi confronti. Siamo tutti fin troppo bravi a puntare il dito contro gli Stati Uniti che non l’hanno mai voluto firmare, ma con altrettanta facilità dimentichiamo che l’Italia, tra i firmatari, ancora oggi soffre di gravi problemi come la spazzatura a Napoli. Insomma, come sempre si finisce per guardare la pagliuzza nell’occhio del vicino, ignorando la trave che è conficcata nel proprio.

Le mie convinzioni poi si rafforzano quando leggo il rapporto dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente, relativo al 2006: gli Stati Uniti hanno raggiunto il 57% di rifiuti riciclati che non finiscono in discarica, mentre l’Italia penso sia ferma al di sotto del 30%, praticamente la metà. Con punte che toccano lo zero per cento a Napoli, ovviamente. Per non parlare delle notizie che ogni giorno ci danno come “fanalino di coda” nella gestione delle emissioni inquinanti. La morale è che molti di quelli che hanno sottoscritto il protocollo, sono ancora alle parole e stanno pensando a come migliorare il proprio livello di inquinamento, mentre chi non l’ha sottoscritto si adopera concretamente per il benessere della Nazione. Cina esclusa, s’intende. Più che un documento concreto, il Protocollo di Kyoto è diventato una farsa.

Empanadas, le invasioni ispaniche

La cucina americana, non è una novità, è piena di influenze straniere: basta farsi un veloce giro per il centro di Manhattan per rendersene conto. Ma per ovvi motivi geografici, la parte del leone oramai la fanno gli ispanici, cioè quelli che abitano dall’altra parte del confine meridionale: messicani, cubani, venezuelani, argentini e via dicendo. Una nostra amica, la scorsa settimana, ci ha fatto assaggiare le empanadas, una specie di calzoni ripieni di carne speziata. La preparazione richiede un po’ di allenamento, ma il risultato poi è tutto un programma. Sicuramente un’idea sfiziosa con cui stupire gli amici a cena, in queste sere d’estate. La variante che ti propongo è più “leggera” e veloce dell’originale, che prevede di friggere le empanadas e di cuocere la carne (il bollito) per un paio d’ore a fuoco lento. Leggi il resto di Empanadas, le invasioni ispaniche

Sempre più in alto

Sono arrivato alla soglia dei 900 articoli, ma non mi stanco mai di perfezionare queste pagine: le ho fatte più carine, le ho fatte più leggere, ma non basta. La prossima sfida che voglio affrontare si combatte su due fronti: aumentare la velocità con cui vengono mostrate le pagine da un lato, ed espandere ai nuovi dispositivi “portatili” la possibilità di navigare questo sito. Si tratta di due facce della stessa medaglia: ora che l’iPhone ed i suoi cloni stanno invadendo il mercato, l’accesso alla rete sarà sempre più mobile, e bisognerà infilare un intero sito in uno schermo grande circa 320×200 pixel, ben lontano dai quasi 2000 pixel a cui siamo abituati a casa. D’altro canto la connettività mobile non raggiunge ancora i livelli di quella casalinga: spesso si viaggia alla velocità di un vecchio modem analogico o poco più, a volte persino pagando un tot a mega scaricato. Leggi il resto di Sempre più in alto

La 500 e le faccine

Ho ritrovato nella pila di cose che vorrei recensire, un articolo apparso più di un anno fa su Repubblica: così la 500 parla nel traffico. Stando al giornalista, il guidatore avrebbe dovuto avere a disposizione un piccolo telecomando con il quale far accendere i led di un congegno posto sul lunotto posteriore, con cui dare forma a sorrisi, sguardi nervosi, pollice in su o verso, eccetera. L’idea di ringraziare qualcuno, salutarlo o, magari, mandarlo a quel paese, non era malvagia. Ma che io sappia poi il progetto è stato accantonato: non ho visto molte 500 in giro, quando ero in Italia, ma quelle poche non erano munite del diabolico dispositivo di comunicazione. Forse gli ingegneri avranno pensato: già gli italiani alla guida sono stressati, figuriamoci se li facciamo comunicare a gesti!

Uno scambio alla pari

Ispirato da un commento recente, mi sono posto il problema dello scambio dei collegamenti tra questo ed altri siti. Adesso che il mio PageRank è stabile a 6, non vorrei certo far arrabbiare Google con pratiche ritenute scorrette ed illegali. In effetti non sempre aggiungere un collegamento “campato in aria” è una buona idea. Ha senso quando entrambi i siti possono beneficiarne. Ovvero quando gli argomenti trattati hanno una qualche similitudine. Il principio che vi sta dietro è semplice: offrire un servizio onesto ai visitatori fedeli di entrambi i siti. Quando aggiungo un collegamento, sto dicendo “ehi amico, dai un’occhiata al sito B, potresti trovarlo interessante” che è poi l’idea geniale alla base del Pagerank stesso. Se però finisci per mandare i tuoi visitatori in giro per la rete, senza un nesso logico, questi difficilmente torneranno a trovarti. Leggi il resto di Uno scambio alla pari

Attenzione ai falsi amici

Quando si studia una lingua straniera, nel caso specifico l’inglese, ci si imbatte prima o poi in quelle parole che gli insegnanti in genere definiscono false friends. Cioè che assomigliano ad altre parole della nostra lingua madre, ma hanno un significato completamente diverso. Grazie ai cattivi consigli di questi amici imbroglioni, è facile fare figuracce o semplicemente non essere capiti dal proprio interlocutore. L’approfondimento di oggi vuole proprio essere un piccolo avvertimento: imparare a conoscere il nemico che si nasconde in ogni frase, può aiutarci ad affrontare in maniera disinvolta una conversazione con il nostro cugino americano. Leggi il resto di Attenzione ai falsi amici

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