Lo sciopero degli sceneggiatori americani, sebbene sia finito da qualche tempo oramai, sta facendo vedere ancora oggi i suoi effetti: la stagione delle serie televisive americane riprenderà con un paio di mesi di ritardo (a parte Lost, ma lì non ci vuole molto a scarabocchiare una trama). Ai protagonisti della protesta va tutta la mia stima: anche se siamo rimasti a “digiuno” dei vari Dottor House e Cronache di Sara O’Connor, sono contento che queste persone abbiano ottenuto ciò per cui si battevano. Nel frattempo, non posso che consolarmi con American Idol, un qualcosa di simile all’italico Amici di Maria De Filippi, ma con molta meno suspance. Se nella versione del marito (ehm, della moglie) di Maurizio Costanzo bisogna aspettare ogni volta 10 minuti per sapere com’è andato il voto, qui te lo dicono in quattro secondi, senza grande trepidazione. Per chi, come me, non è abituato al ritmo serrato, si perde un po’ il gusto dell’attesa. Leggi il resto di Che noia, senza le serie
Archivio degli articoli in soggiorno e tv, pagina 17
Emilio, comunicatore furbo
Nei giorni prima della partenza per il Nuovo Mondo, ho deciso di fare un’abbondante scorpacciata, ai limiti del rischio demenza, di televisione italiana. Come già dicevo in un precedente intervento, la mia serata iniziava con i vari telegiornali, per concludersi sul divano con i film in palinsesto. Proprio sull’offerta di informazione e cronaca, vorrei riflettere stamattina: due anni or sono di questi tempi, parlavo della teoria dell’agenda setting, ed ora è possibile vederne una continua applicazione pratica in ogni telegiornale e programma di approfondimento. In breve, per eludere la cosiddetta “par condicio”, basta tacere su alcuni fatti ed enfatizzarne altri: non passa giorno senza un allarme sul rincaro dei prezzi, sulla famosa terza settimana senza stipendio, e via dicendo. Leggi il resto di Emilio, comunicatore furbo
I Simpson alle sette e mezzo
Mi piace proprio la nuova programmazione del palinsesto Rai e Mediaset, si concilia perfettamente con i miei orari. Tornando a casa verso le 18, si comincia con gli ultimi strascichi di Geo e Geo con Sveva Sagramola, poi un po’ di zapping fino alle 18.30 quando inizia la prima informazione della serata con Studio Aperto. Mentre ascolto il telegiornale che sembra più una rubrica di pettegolezzi, lavo i piatti e rassetto un po’ la casa (la momentanea assenza della moglie in questi giorni inizia a farsi sentire). Poi alle 18.50 c’è quel gran simpaticone di Emilio Fede: mi faccio un sacco di risate a studiare la sua mimica facciale ed il modo in cui gesticola, o cambia tono di voce a seconda della notizia. Salto un po’ tra TG3 e TG4 fino alle 19.30, quando mi sintonizzo su Italia1. Un po’ di pubblicità e comincia il mio cartone preferito: i Simpson. Leggi il resto di I Simpson alle sette e mezzo
Io sono leggenda
Leggo sui siti dei miei vicini di casa virtuali, pareri positivi sull’ultimo film di Will Smith, Io sono leggenda. Forse allora al cinema sono andato a vedere qualcos’altro, perché non ho avuto la stessa impressione, anzi. Probabilmente, non avendo letto che la trama, mi aspettavo più azione, effetti speciali più decenti, qualche dialogo in più, e così alla fine delle quasi due ore, sono rimasto deluso. Dovrebbe anche essere un film dell’orrore, ma io ci mancava poco che mi addormentassi sulla poltrona del cinema. Si, ogni tanto qualche strillo mi faceva risvegliare, ma il ritmo era così lento da risultare inadeguato alle mie aspettative. Leggi il resto di Io sono leggenda
Terminator è tornato
Il mio amico Trap mi segnala una nuova serie televisiva americana: Terminator, le cronache di Sarah Connor. Ne avevo già sentito parlare, ma solo da poco sono riuscito a vedere il primo episodio. Una nuova produzione da non perdere, che si aggiunge alle tante che arrivano dall’altra parte dell’oceano. A dire la verità, la nostalgia di Swartzy nel ruolo del robot buono, forse ha il suo ruolo nel giudizio complessivo su questo episodio: una ragazza gracilina che spacca muri e sulla quale i proiettili rimbalzano, non ottiene lo stesso risultato. Ciò detto, gli effetti speciali sono carini, e la trama regge bene gli anni che si porta sulle spalle. Leggi il resto di Terminator è tornato
Tutti alla lavagna
Lo scorso 4 gennaio è andata in onda la prima puntata di Tutti alla lavagna, un programma educativo senza le solite “tette e culi” a cui ci hanno abituato oramai da anni. La moglie ed io l’abbiamo guardato con piacere, anche per allenare un po’ la mente atrofizzata dai vari grandi fratelli e isole dei… pelosi. Ovviamente gli autori ben pagati della RAI non si sono inventati nulla di nuovo: l’idea originale è tratta da un programma tedesco, 6! Setzen, quando bastava ricordarsi di Alberto Manzi per non pagare i diritti del format. Bisogna però dar atto del coraggio di mettere in onda una trasmissione dove il massimo che si intravede è un polpaccio di Matilde Brandi, il linguaggio è pulito e piacevole, le finalità educative sono buone. Spero che non lo chiudano dopo un paio di puntate.
Una moglie bellissima
Dopo una vigilia passata a riempire lo stomaco all’inverosimile, non c’è nulla di meglio che andarsi a rilassare al cinema, e perché no, farsi due risate in compagnia. Così la moglie ed io siamo andati a vedere l’ultima pellicola di Leonardo Pieraccioni, Una moglie bellissima. La divertente storia è presto detta: l’avvenente moglie di un fruttivendolo fiorentino, una donna genuina di paese, riceve l’offerta per fare un calendario “tutta ignuda”, da un rinomato fotografo. I soldi del calendario servirebbero alla coppia per comprare il tanto sognato locale dove aprire un negozio di frutta e verdura, banchetto esterno in muratura compreso (poi capirai). Ma non tutto va per il verso giusto: la bella ragazza accende il fuoco della passione del fotografo. Come andrà a finire? Leggi il resto di Una moglie bellissima
Ma esistono tutte, quelle malattie?
Ultimamente, anche grazie a chi mi presta i cofanetti originali con le serie complete, mi sono appassionato al telefilm del dottor Casa, per gli anglofoni il Doctor House. Mi piace lui, il suo carattere un po’ scontroso, ma sempre molto obiettivo e con la mente “a fuoco” sul problema principale: salvare la vita ad un paziente. Forse a volte mi immedesimo, oppure semplicemente mi piacerebbe essere come lui, freddo e distaccato. Altre volte invece rischio di diventare ipocondriaco, a forza di guardare tutti questi sceneggiati che parlano di malattie assurde, e di sintomi fin troppo comuni. Leggi il resto di Ma esistono tutte, quelle malattie?